Slitta a fine ottobre il termine per rilanciare Villa Heleneum

I promotori del progetto che prevede di trasformare Villa Heleneum in un centro contemporaneo dedicato all’arte e al design avranno tempo fino al 31 ottobre per presentare nel dettaglio cosa hanno in mente per rilanciare l’antica dimora sul lago a Castagnola. A prorogare il termine, inizialmente fissato al 1° settembre, è stato il Municipio di Lugano nel corso della sua ultima seduta, prima della pausa estiva. Tutto questo dopo un faccia a faccia chiarificatore tra i promotori del progetto e la Città andato in scena verso metà luglio. Un incontro organizzato proprio per fare il punto e affinare quel che resterebbe da affinare, secondo la Città, per dare avvio all’iniziativa dei promotori che a Villa Heleneum vorrebbero creare una piattaforma culturale dove arte e design darebbero origine a mostre, progetti di ricerca, residenze, programmi educativi, ma anche a spazi sociali, un bar e un ristorante.
«La nostra intenzione - spiega il capodicastero Eventi di Lugano, Roberto Badaracco - è quella di ricevere entro il 31 ottobre tutte le documentazioni riguardanti le garanzie finanziarie e assicurative, la solvibilità, le manifestazioni formali di sostegno da parte di sponsor, il programma artistico dettagliato del primo biennio di attività e quel che si vuole fare con i progetti educativi».
È insomma passato poco più di un anno da quando la Città si è messa alla ricerca di un nuovo inquilino per Villa Heleneum, la storica dimora comunale affacciata sul lago a Castagnola che fino all’anno scorso è stata la sede espositiva della Fondazione Bally. È passato un anno ma a oggi la ricerca non è ancora arrivata a conclusione. O meglio. Un interessato già da settembre, da quando cioè è stata chiusa la «manifestazione di interesse» (questo il nome della formula che il Municipio ha scelto per valutare e decidere su eventuali candidature) si è fatto avanti e sta discutendo con la Città. Ciò nonostante, come detto poc’anzi, non si è ancora arrivati alla decisione finale. Prima di arrivarci occorrerà aspettare ancora. Almeno fino alla fine di ottobre, quando i promotori dovranno presentare i tasselli mancanti necessari per avviare il progetto che hanno in mente.
Dall’India per sposarsi
Nel frattempo a Villa Heleneum continua l’organizzazione di varie tipologie di eventi, come i matrimoni che, pur non essendo pubblicizzati fino in fondo, stanno riscuotendo un certo successo. Come quelli con sposi e invitati provenienti, ad esempio, dall’India, un Paese che è fortemente attratto dai paesaggi alpini svizzeri. «I matrimoni per noi sono degli eventi di una certa importanza - riprende Badaracco - perché producono ricadute economiche di rilievo anche sul territorio. Non va infatti dimenticato che gli invitati ai matrimoni alloggiano infatti nella nostra regione».
Villa Heleneum è stata realizzata fra il 1930 e il 1934 dall’architetto tedesco Hugo Dunkel in stile neoclassico per volontà della sua padrona, l’eccentrica ballerina d’avanspettacolo a Parigi Hélène Bieber, battezzandola con il suo nome. La residenza si sviluppa su cinque piani, di cui i primi due parzialmente interrati. Gli arredi interni (dipinti, stucchi, specchi e scale) sono originali e risalgono tutti al periodo di edificazione. La villa è inserita in una splendida cornice naturale tra il lago e il suo incantevole parco, che si estende su una superficie di circa 3.900 metri quadri, rendendola di fatto un piccolo gioiello adagiato sulle rive del Ceresio - che sorprende i visitatori con una ricca vegetazione mediterranea. È infatti presente una straordinaria varietà di piante e fiori tropicali e subtropicali che resiste ai rigori invernali grazie a un microclima favorevole ed unico nella zona.
