Lugano

Sono tornate le meduse nel lago Ceresio

L’avvistamento di due esemplari è avvenuto domenica a Gandria – L’ultima volta che erano state viste e segnalate era il 2023 – Munite di tentacoli non urticanti sono originarie della Cina ma nel corso degli anni si sono sviluppate anche nelle acque dei bacini lombardi, ticinesi e grigionesi
Grandi al massimo 2,5 centimetri, sono presenti in tutti i continenti, tranne in quello antartico.
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
01.09.2026 06:00

Per ora è solo un avvistamento, segnalato alla redazione da alcuni lettori che domenica stavano facendo il bagno a Gandria. Due meduse appartenenti alla famiglia della «Craspedacusta Sowerbii» sono state viste galleggiare vicino a riva a pochi centimetri sotto la superficie. Un po’ spaventati, perché in acqua con i bambini, i lettori che hanno segnalato l’avvistamento al CdT si sono preoccupati, non sapendo se le meduse che stavano nuotando attorno a loro erano pericolose oppure no. Ebbene, non lo sono. Come è già emerso nel 2023, quindi tre anni fa, quando sempre nel lago Ceresio erano stati due gli avvistamenti di queste meduse, si tratta di una specie non pericolosa. I suoi tentacoli, non sono dunque urticanti. Si tratta in ogni caso, di un avvistamento inusuale. Non solo perché non è abitudine nuotare accanto a delle meduse nel lago, ma anche perché di solito questi organismi vivono a basse profondità. Ormai da qualche anno hanno infatti colonizzato gli specchi d’acqua ticinesi lombardi ma anche svizzeri. Grigionesi, per la precisione.

Era infatti l’anno scorso, quando nel laghetto balneabile di Trimmis, era stata notata (e filmata) una medusa d’acqua dolce, grande al massimo 2,5 centimetri, appartenente alla medesima famiglia di quella avvistata domenica a Gandria. Bisogna invece risalire, come detto poc’anzi, al 2023 per l’ultimo avvistamento avvenuto nel lago Ceresio. In quell’occasione, dopo diverse segnalazioni, era intervenuta l’Autorità di Bacino del Ceresio, secondo la quale il fenomeno all’epoca era legato alle temperature dell’acqua.

La specie avvistata a Gandria domenica ha origine nei corsi d’acqua dell’Asia orientale e in modo particolare nella valle del fiume cinese Yangtze. Attualmente è presente in tutti i continenti, tranne quello antartico.

Particolare curioso, una delle prime segnalazioni sul territorio europeo è avvenuta nel 1962 sul Piano di Magadino, in una vecchia ansa del fiume Ticino. La «Craspedacusta sowerbii» normalmente vive in acque ferme o a lento scorrimento, dove la zona costiera può riscaldarsi notevolmente. Si nutre di piccoli crostacei, rotiferi e protozi. Il suo aspetto non è molto diverso da quella marina: ha una forma a campana, generalmente non supera i 2,5 centimetri di diametro allo stadio adulto, con corpo traslucido e gelatinoso, di colore bianco verde, e una serie di tentacoli.