Ticino

Sovradimensionamento delle zone edificabili, le associazioni scrivono ai Comuni

Diverse associazioni per la tutela del territorio e dell'ambiente si dicono «molto preoccupate» per la poca trasparenza e lungimiranza con cui la maggior parte dei Comuni ticinesi sta affrontando la problematica relativa al dimensionamento dei Piani regolatori
© CdT/Gabriele Putzu
Red. Online
22.01.2026 14:38

Diverse associazioni per la tutela del territorio e dell'ambiente si dicono «molto preoccupate» per la poca trasparenza e lungimiranza con cui la maggior parte dei Comuni ticinesi sta affrontando la problematica relativa al dimensionamento dei Piani regolatori. 

Come si legge in una nota delle associazioni, le ricerche da loro svolte, a tappeto, hanno evidenziato delle situazioni «non conformi al quadro giuridico vigente». Alcuni Comuni non hanno ancora verificato il dimensionamento delle zone edificabili, malgrado il termine sia scaduto da più di un anno e quasi tutti i Comuni in cui è stato accertato un importante sovradimensionato, superiore al 120%, non si sono ancora dotati di alcuna misura per salvaguardare la pianificazione e continuano a rilasciare licenze edilizie. 

Come viene evidenziato nella nota, la scheda R6 del Piano Direttore cantonale impone ai Comuni che hanno una riserva di zone edificabili più grande del 120% di adottare subito tutte le misure di salvaguardia della pianificazione, dotandosi di zone di pianificazione oppure, subordinatamente, di applicare decisioni sospensive alle domande di costruzione inoltrate. «Purtroppo la percezione che i Comuni non stessero agendo secondo il quadro legale vigente è stata confermata dai risultati delle ricerche svolte: si contano sulle dita di una mano i Comuni che hanno adottato delle zone di pianificazioni, mentre la stragrande maggioranza di quelli che sono sovradimensionati non lo hanno fatto e continuano a rilasciare imperterriti nuove licenze edilizie», osservano le associazioni. 

A causa delle preoccupazioni per le conseguenze sul territorio, la Società ticinese per l’arte e la natura STAN, i Cittadini per il territorio del Mendrisiotto, i Cittadini per il territorio del Luganese e l’ATA Associazione traffico e ambiente hanno quindi scritto a una trentina di Comuni (sotto la lista completa) chiedendo loro di adottare subito delle zone di pianificazione comunali e sviluppare al più presto una strategia per rientrare nei parametri fissati dalla Legge. La lettera è stata inviata in copia anche all’Ufficio federale dello sviluppo territoriale affinché valuti la situazione ed eventualmente prenda dei provvedimenti.

Le associazioni evidenziano anche che la pratica di alcuni Comuni di procedere a delle riduzioni generalizzate degli indici edificatori per diminuire le potenzialità edificatorie è in contrasto con i principi della LPT e del PD. Di conseguenza, le modifiche dei Piani regolatori fatte riducendo sistematicamente gli indici edificatori non supererebbero lo scoglio dei tribunali

La lista dei Comuni a cui è stata inviata la lettera

Alto Malcantone
Arogno
Ascona
Bioggio
Bissone
Cadenazzo
Coldrerio
Collina d’Oro
Cugnasco-Gerra
Gordola
Lumino
Magliaso
Manno
Minusio
Morbio Inferiore
Muralto
Muzzano
Novazzano
Porza
Pura
Riva San Vitale
Stabio
Terre di Pedemonte
Vacallo