Indagine

Spazi per la cultura indipendente: il DECS pubblica la mappatura cantonale

L’indagine evidenzia una forte domanda di luoghi adeguati, in particolare nel Luganese, e individua immobili riconvertibili; le prime misure concrete sono attese nei prossimi mesi in collaborazione con Comuni e altri enti
Chiara Zocchetti
Red. Online
27.02.2026 13:13

Il 27 febbraio 2024 il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), su iniziativa della direttrice Marina Carobbio Guscetti, ha presentato le prime Linee programmatiche cantonali di politica culturale. A due anni di distanza, il Dipartimento pubblica i risultati di un’indagine sugli spazi destinati alla produzione e all’espressione culturale indipendente in Ticino.

Luoghi adeguati

La disponibilità di luoghi adeguati per creare, sperimentare e incontrare il pubblico è stata più volte segnalata come esigenza concreta dagli operatori del settore ed è stata inserita tra i dieci obiettivi delle Linee programmatiche 2024-2027. In questo quadro rientrano la mappatura e il coordinamento degli spazi con Comuni e altri enti. Entro fine legislatura è inoltre prevista, in collaborazione con i Comuni, la messa a disposizione di spazi condivisi per attività culturali.

L'indagine

L’indagine, curata dall’Osservatorio culturale del DECS, è articolata in cinque parti: analisi delle pratiche legislative svizzere sugli spazi culturali indipendenti (con focus sugli utilizzi temporanei); due sondaggi tra operatori della produzione e della diffusione culturale realizzati con l’Associazione Idra; mappatura degli spazi inutilizzati pubblici, parapubblici e privati; approfondimento sugli edifici industriali dismessi; esplorazione di ipotesi di spazi temporanei sviluppata con l’Accademia di architettura dell’USI. Dal confronto emerge che la maggior parte dei Cantoni non dispone di strumenti legislativi specifici per la gestione degli spazi della cultura indipendente, mentre alcune città hanno politiche più avanzate, come affitti agevolati e promozione degli usi transitori. I sondaggi (53 risposte dalla produzione e 26 dalla diffusione) indicano che la maggioranza degli operatori è alla ricerca di spazi, soprattutto nel distretto di Lugano, privilegiando costi contenuti, servizi di base e buona accessibilità.

Immobili potenzialmente riconvertibili

La mappatura ha individuato diversi immobili potenzialmente riconvertibili su tutto il territorio cantonale, in particolare ex scuole ed ex case comunali. L’analisi degli edifici dismessi nelle zone lavorative e miste completa il quadro delle opportunità, mentre lo studio con l’USI introduce la pista degli spazi effimeri come possibile risposta alla carenza di sedi stabili. Il rapporto si chiude con alcune proposte di evoluzione della politica pubblica sugli spazi per la cultura indipendente. Le prime misure concrete, che richiederanno anche la collaborazione degli enti locali, saranno presentate dal DECS nei prossimi mesi.