Stella Rossa a Lugano: «Partita delicata, quali misure di sicurezza?»

La partita tra FC Lugano e Stella Rossa di Belgrado, in programma il prossimo 15 ottobre, si annuncia particolarmente delicata anche sotto il profilo della sicurezza. A sollevare il tema è un’interrogazione presentata al Governo da Maurizio Canetta (PS) e cofirmata da Sara Beretta Piccoli (GVL), Matteo Pronzini (MPS), Beppe Savary (PS) e Fabrizio Sirica (PS).
Lo striscione dedicato a Mladic
A preoccupare i granconsiglieri c’è quanto avvenuto il 27 agosto in occasione di una partita del turno precedente di Conference League della Stella Rossa, quando la curva dei tifosi serbi ha esposto uno striscione dedicato a Ratko Mladić, l’ex comandante militare serbo-bosniaco condannato all’ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Lo striscione, esposto a Belgrado, recitava «Generale, eterna gloria e gratitudine» ed era accompagnato da cori in suo sostegno. Secondo quanto riportano i deputati, anche la società avrebbe rilanciato sui propri canali un’immagine dello striscione accompagnandola con un’emoji raffigurante il saluto militare, «lasciando intendere di condividere quanto apparso sullo striscione».
Il timore di un bis a Lugano
È proprio la possibilità che un episodio analogo possa ripetersi a Lugano a preoccupare i firmatari dell’interrogazione. «La partita di Lugano del 15 ottobre è molto delicata», si legge nel testo, poiché la tifoseria della Stella Rossa potrebbe sfruttare «il palcoscenico internazionale» per ripetere la manifestazione di omaggio a Mladić. «Siamo perfettamente coscienti del fatto che né il governo né tantomeno il parlamento hanno facoltà di intervenire, trattandosi di un evento privato organizzato dall’UEFA», sottolineano i deputati. «Nondimeno la responsabilità organizzativa è del FC Lugano e la sicurezza deve essere garantita dalle nostre forze dell’ordine».
Nell’interrogazione viene inoltre sottolineato come un episodio del genere sarebbe altamente negativo per l'immagine del Lugano e di Lugano, che «si troverebbero al centro di un episodio destinato, se accadesse, a diventare virale ed essere diffuso sul piano internazionale». Si tratterebbe inoltre, aggiungono, «di un insulto pesante per le vittime di quei massacri e per tutte le persone che la Svizzera e il Ticino hanno accolto in seguito alla guerra nella ex-Jugoslavia e alla persecuzione subita dai musulmani di Bosnia».
«Non tocca evidentemente al FC Club Lugano agire contro la Stella Rossa, anche se una pubblica censura dell’atteggiamento dei tifosi della Stella Rossa e della connivenza della società sarebbe auspicabile», concludono i firmatari.
Le domande al Consiglio di Stato
- Ha coscienza della delicatezza della partita Lugano-Stella Rossa del 15 ottobre alla luce dell’episodio avvenuto a Belgrado con l’espoisizone di uno striscione in omaggio a Mladic da parte della curva dei tifosi serbi?
- Quali misure intendono prendere le forze dell’ordine per impedire che striscioni o cori di sostegno a un criminale condannato dalla corte dell’Aja come Mladic vengano esposti e gridati?
- Sono pronte le nostre forze dell’ordine e il servizio di sicurezza dello stadio a far fronte a una situazione simile?
- Sono previsti controlli accentuati per i tifosi della Stella Rossa che verranno a Lugano per la partita?
- Sono in contatto le nostre forze dell’ordine con gli organismi del calcio europeo o con altre forze dell’ordine (Fedpol, ad esempio) per avere informazioni su movimenti e identità dei tifosi della Stella Rossa che hanno inscenato la manifestazione pro-Mladic?
