Politica

Stop ai dipendenti pubblici, è scontro sulle tempistiche

Oggi a Palazzo delle Orsoline i sindacati hanno nuovamente incontrato il Governo, il quale però non ha ancora affinato delle controproposte - Intanto l’UDC preme per andare in aula - Sirica: «In assenza di alternative si andrà avanti»
©Chiara Zocchetti
Giona Carcano
29.04.2026 21:00

Secondo incontro fra Governo e sindacati per discutere dell’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», sostenuta da rappresentanti di UDC, Lega, PLR, Centro, Camera di Commercio e AITI. Dopo una prima riunione avvenuta alcune settimane fa, oggi le parti si sono nuovamente ritrovate a Palazzo delle Orsoline. Il Consiglio di Stato starebbe infatti ragionando su una serie di proposte con l’obiettivo di «smorzare» la portata dell’iniziativa. Al momento, però, misure concrete non ne sono state avanzate. Insomma, un’eventuale controproposta deve ancora prendere forma.

Ciò che è emerso dall’incontro, però, «è una convergenza tra le parti sociali e l’Esecutivo nel giudicare l’iniziativa pericolosa per il funzionamento stesso dell’amministrazione pubblica e del servizio pubblico in generale», ci ha spiegato Xavier Daniel, segretario cantonale dell’OCST. «Eravamo a conoscenza della posizione del Governo rispetto al testo, ma oggi è stata esplicitata con forza». I sindacati hanno altresì chiesto al Consiglio di Stato di agire in maniera più concreta sul tema, presentando delle misure. Tuttavia, come è stato spiegato, per fare una proposta solida e che contenga una visione di lungo termine servirà tempo. «È stato un incontro sicuramente importante», ha sottolineato da parte sua Edoardo Cappelletti, segretario cantonale della VPOD. «È emersa la preoccupazione comune che si tratta di un’iniziativa pericolosa e fallace. Andrebbe infatti a ridimensionare i volumi occupazionali e a peggiorare le condizioni di lavoro». Per Cappelletti, è trasparita la consapevolezza «che questo testo è funzionale a un disegno di smantellamento e di privatizzazione delle istituzioni pubbliche. Come sindacati ci opporremo con ogni mezzo e confidiamo di poterlo fare con il Governo».

«Non numeri, ma bisogni»

All’orizzonte, come visto, di proposte concrete al momento non ce ne sono. Ma i sindacati hanno intanto precisato le loro posizioni. «Noi chiediamo al Governo di non entrare in una dinamica in cui si parla di numeri e di tagli, bensì di funzionamento e di bisogni», chiarisce ad esempio Daniel. Per Cappelletti, invece, «come VPOD non entriamo nel merito di proposte di smantellamento dei servizi pubblici e di allentamento delle leggi sul personale. La responsabilità di formulare delle misure in questo momento è del Governo. Rimarchiamo però che i presupposti dell’iniziativa non richiedono una soluzione, perché il Cantone non è sovradimensionato. Al contrario, registriamo la necessità di aumentare dove necessario le risorse». Tuttavia, resta il nodo delle tempistiche. «Quando un lavoro viene fatto sui contenuti, serve tempo», osserva Daniel. «Spero che il Governo e la Commissione non si lascino influenzare dalla pressione delle tempistiche». Gli iniziativisti, infatti, spingono per andare in Parlamento in autunno per poi eventualmente arrivare al voto popolare nel febbraio 2027, come confermato dal capogruppo democentrista Alain Bühler nell’ultima puntata de «La domenica del Corriere». Contattato dal CdT, Bühler ribadisce questa volontà. Ma lancia anche delle frecciatine: «Credo fermamente che qualcuno stia cominciando ad accarezzare il freno a mano», dice. «Ma se ciò avverrà, i responsabili dovranno confrontarsi con l’opinione pubblica. Non si ferma un’iniziativa in modo artificiale, come qualcuno sta cercando di fare. La speranza è che la parola data venga mantenuta: il mio rapporto sull’iniziativa arriverà sul tavolo della Gestione nelle prossime settimane». E sulla possibile proposta alternativa del Consiglio di Stato, il capogruppo UDC è netto: «Il Parlamento non è tenuto ad attendere il messaggio del Governo, i tempi sono già scaduti».

Non la pensano così le parti sociali, che tornano a sottolineare che si tratta «di un’iniziativa fresca e che tocca 10 mila persone che lavorano nell’amministrazione pubblica», rileva Daniel. Insomma, per il segretario cantonale dell’OCST va lasciato il tempo al Governo di presentare delle proposte, «con l’auspicio che la politica possa ragionare ad ampio spettro per rendere più efficiente l’amministrazione ma senza una riduzione standardizzata che non prende in considerazione i reali bisogni».

Sull’iter che avrà l’iniziativa, la palla rimane comunque nel campo della Gestione. Per il presidente della Commissione Fabrizio Sirica, il rispetto delle tempistiche indicate dalla legge e quindi dei diritti popolari, è essenziale. «Sono state raccolte le firme necessarie: si tratta di un’iniziativa e come tale deve procedere, indipendentemente dal giudizio politico. Quando arriverà il rapporto, in assenza di alternative o di approfondimenti legittimi, si andrà avanti». Sirica si dice aperto a valutare eventuali altre proposte, «ma il Governo deve indicare delle tempistiche chiare su ciò che intende fare».