Stop al Parco del Camoghè: i promotori non ci stanno

Una doccia gelata. Così il nostro giornale definiva lo scorso 29 maggio il congelamento del progetto del Parco regionale del Camoghè da parte del Cantone. Un passo indietro arrivato per certi versi in maniera inaspettata. Che già in maggio aveva stupito il presidente dell’Ente regionale di sviluppo del Luganese (ERSL), Franco Voci. Questo anche perché, spiega oggi Voci al CdT, «la decisione del Cantone comporta, di fatto, una sospensione del progetto a tempo indeterminato, considerato il ruolo previsto dal Piano direttore cantonale, che attribuisce al Cantone il compito di coordinare l’istituzione dei parchi naturali, presentare alla Confederazione le relative candidature e partecipare al finanziamento dei costi di progettazione e gestione».
Tutto questo dopo che, sulla base degli esiti positivi dello studio di fattibilità concluso nel 2025, nel febbraio 2026 tutti i sette Municipi coinvolti - Bellinzona, Cadenazzo, Capriasca, Isone, Monteceneri, Lugano e Ponte Capriasca - avevano confermato la volontà di proseguire con il progetto, aderendo alla successiva fase di progettazione. Ancora Voci. «Il Cantone è stato coinvolto nel gruppo di lavoro durante l’intero percorso - annota il presidente dell’ERSL -. Tuttavia, dapprima attraverso il Dipartimento del territorio (DT) e successivamente tramite il Consiglio di Stato, ha comunicato di non poter attualmente prevedere un sostegno finanziario al progetto». A seguito della prima comunicazione del Dipartimento del territorio, continua Voci, gli ERS avevano proposto un incontro di approfondimento; «tale possibilità non è però stata concretizzata in seguito alla successiva presa di posizione del Consiglio di Stato».
Si arriva così al mese di maggio, quando «ERS Luganese e ERS Bellinzonese e Valli - prosegue Voci - hanno trasmesso al Consiglio di Stato una presa di posizione congiunta, esprimendo rammarico per la situazione venutasi a creare e sottolineando l’opportunità persa di sviluppare un progetto strategico per il territorio, in grado di generare anche importanti ricadute attraverso i contributi federali». Nello stesso tempo, anzi un mese dopo, quindi in giugno, i due ERS e i sette Comuni coinvolti si sono incontrati e hanno deciso di elaborare una presa di posizione condivisa da sottoporre al Consiglio di Stato. «La lettera è attualmente in fase di definizione e sarà trasmessa nelle prossime settimane», precisa il presidente dell’Ente regionale di sviluppo del Luganese. Tradotto: i due ERS e i 7 Comuni coinvolti non demordono. Come dire: sul progetto del Parco forse non tutto è ancora stato scritto. Forse.
