«Sui premi malattia in Ticino c’è una tara ereditaria da 30 anni»

Poche settimane ancora e sapremo «di che morte morire». A fine mese, la Confederazione, attraverso l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), annunciarà i premi di cassa malati per il 2027. Come andrà questa volta in Ticino?
I portali di confronto online come Comparis e bonus.ch nelle scorse settimane hanno formulato le loro previsioni, senza pronunciarsi tuttavia sulle singole regioni. A livello nazionale hanno stimato un aumento medio di 3,7% e, rispettivamente, del 4,5- 5%.
Ma quanto sono attendibili questi dati? Detto che le previsioni di Comparis si sono spesso rivelate piuttosto precise, secondo il presidente dell’Ordine dei Medici, Franco Denti, vanno comunque prese con le pinze: «Parliamo di un premio medio, che può essere molto diverso da cantone a cantone. E poi c’è il caso del singolo assicurato, che può discostarsi parecchio dalla media nazionale. È proprio lì che possono arrivare le sorprese più grandi, con aumenti anche molto superiori a quelli indicati dalle stime».
Secondo Denti, va inoltre condiderato un ulteriore aspetto di incertezza: «Oggi non disponiamo ancora di tutti i dati. Con il cambiamento del sistema tariffario, infatti, molti ospedali e cliniche non hanno ancora iniziato a fatturare le prestazioni. Di conseguenza, una parte dei costi reali non è ancora contabilizzata e le cifre su cui si basano queste previsioni sono inevitabilmente incomplete».
Premessa a parte – che vale soprattutto sull’evoluzione della spesa degli ultimi sei mesi e non sul 2025 – che cosa si aspetta l’Ordine dei Medici per il Canton Ticino? Ancora Denti: «Fare previsioni, come detto, è estremamente difficile. Gli assicuratori elaborano le loro previsioni e le trasmettono all’UFSP, ma il problema è che l’Ufficio competente non ha i mezzi per poterle verificare e contestare. Detto ciò, l’auspicio è naturalmente che l’aumento sia contenuto. Ma anche un aumento contenuto resta pur sempre un aumento. E, dopo le stangate degli ultimi anni, anche un rincaro nell’ordine del 4-5% rischierebbe di essere difficilmente sostenibile per il popolo ticinese».
Per il presidente dell’Ordine dei Medici, la questione va quindi affrontata da un’altra prospettiva, più ampia: «L’attuale sistema sanitario si regge su una politica dei cerotti, e gli assicuratori, va detto, non aiutano a rendere il sistema più trasparente. Il sistema LaMal ha mostrato tutti i suoi limiti».
Allo stesso tempo, però, occorre anche guardare da vicino ciò che accade nel nostro Cantone. Ed è in questo ambito che Denti richiama il tema della pianificazione ospedaliera: «La pianificazione è lo strumento principale per intervenire sull’aumento dei volumi e, di conseguenza, sui costi. Se la popolazione è stagnante, o addirittura diminuisce, non si può pensare di aumentare continuamente i volumi delle prestazioni sanitarie». Da qui, non si scappa. «Eppure i costi crescono».
Tutt’oggi il Ticino figura come il cantone con la spesa sanitaria pro capite più alta della Svizzera, attorno ai 6.000 franchi. Un primato negativo che viene solitamente spiegato con la demografia del cantone, l’invecchiamento della popolazione e il maggior ricorso alle prestazioni ambulatoriali, i cui costi sono a carico delle casse malati e non dei Cantoni. In passato si è aggiunto anche un cospicuo «effetto di recupero», legato al fatto che i premi non avevano coperto a sufficienza l’aumento dei costi.
Spiegazioni che, tuttavia, convincono solo a metà il presidente dell’Ordine: «Dal 1995 a oggi, in Ticino i premi di cassa malati sono superiori del 25% rispetto alla media svizzera e nessuno è mai riuscito a spiegarci, fino in fondo e dati alla mano, il perché. Ci portiamo dietro da trent’anni questa sorta di tara ereditaria, che con il passare del tempo pesa sempre di più sulle tasche dei cittadini». Fatto salvo che anche quest’anno il premio medio in Ticino sarà probabilmente il più alto rispetto alla media svizzera, ci sono però alcuni indizi positivi che lasciano supporre un aumento dei premi in linea con quello nazionale.
Spulciando i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica, infatti, si vede che dal secondo trimestre del 2025 fino al secondo trimestre del 2026 il Ticino ha sempre registrato un’evoluzione dei costi inferiore alla media nazionale. Visto che il calcolo dei premi per il 2027 viene effettuato dalle singole casse malati tenendo conto dei costi registrati nel 2025, dell’andamento parziale del 2026 e di quello previsto per l’anno venturo, è lecito supporre che, dopo anni di stangate, l’aumento dei premi in Ticino possa essere – se non inferiore – almeno in linea con quello nazionale. Restano, naturalmente, altre incognite. Ma, per una volta, possiamo almeno sperare. Ne sapremo di più tra qualche settimana.
