Lugano

Sul tetto del LuganoDante sboccia un orto che trasforma la pioggia in vita

Inaugurata una giara da mille litri per recuperare l’acqua piovana e irrigare le erbe aromatiche dell’hotel - Decorata dagli utenti di OTAF, l’opera unisce sostenibilità, inclusione e collaborazione con FutureFarmes e Sandro Sormani SA
©Samuel Golay
Mattia Sacchi
02.05.2026 06:00

A Lugano ci sono tetti che coprono e tetti che producono idee. Quello del LuganoDante Boutique Hotel appartiene senz’altro alla seconda categoria. Dopo la nascita dell’orto urbano inaugurato nel 2023, oggi il progetto compie un nuovo passo con l’arrivo di una grande giara capace di raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana. Un elemento tecnico, certo, ma anche simbolico: perché il contenitore è stato decorato dagli utenti di OTAF, trasformandosi in un’opera d’arte.

L’orto sul tetto era nato per fornire erbe aromatiche, spezie e botaniche alla cucina, al bar mixology e agli eventi dell’albergo. Oggi entra in una nuova fase. «Con questa giara completiamo la circolarità del progetto», spiega il general manager Carlo Fontana. «Recuperiamo l’acqua piovana e la utilizziamo nei periodi più caldi, riducendo il consumo di acqua di rete».

©Samuel Golay
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Il sistema sfrutta le grondaie esistenti per convogliare l’acqua in un contenitore da circa mille litri. Quando la capacità viene superata, l’eccesso rientra nel normale deflusso. Una pompa alimentata da energia solare permette poi l’irrigazione di parte delle coltivazioni. E i primi risultati sono già tangibili: dopo le recenti precipitazioni, la giara si era già riempita di oltre 600 litri d’acqua. Un tassello concreto di sostenibilità, nato anche grazie al contributo tecnico di FutureFarmes SA, partner del progetto e già protagonista nella realizzazione dell’orto urbano.

Per Fontana, però, il valore dell’iniziativa va oltre il dato ambientale. «Abbiamo voluto affiancare alla sostenibilità una ricaduta sociale concreta. Quando abbiamo deciso di installare la giara, ci è sembrato naturale coinvolgere una realtà del territorio con cui condividere questo percorso».

©Samuel Golay
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Da qui l’incontro con OTAF. I ragazzi della fondazione hanno visitato l’orto, scelto i soggetti da dipingere e lavorato per settimane su colori, animali e fiori, accompagnati dagli educatori e dal capo settore laboratori e formazione Luca Soldini. «Quando abbiamo visto la giara arrivare finita ci siamo commossi», racconta Fontana. «C’è dentro acqua, certo, ma anche passione, cura, entusiasmo». Un ringraziamento particolare, nella cerimonia di mercoledì scorso, è stato rivolto proprio agli utenti e allo staff della fondazione, capaci di trasformare un contenitore funzionale in un segno di bellezza.

Fondamentale anche il sostegno di Sandro Sormani SA, intervenuta nelle fasi di protezione finale dell’opera con trattamenti specifici pensati per conservarne colori e materiali nel tempo. «Desidero ringraziare Reto Sormani per aver subito creduto in questa iniziativa e per il contributo concreto dato alla riuscita del progetto. La loro collaborazione ci ha permesso di coniugare estetica, tecnica e durata».

©Samuel Golay
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Il risultato è visibile appena si mette piede sulla terrazza: tra il verde delle piante spiccano il giallo, l’azzurro e le forme dipinte a mano. «Oggi si percepisce un’energia diversa. Molti ospiti ci chiedono di visitare l’orto. Adesso, oltre alla funzione, c’è qualcosa che trasmette vita».

©Samuel Golay
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E non finisce qui. Sul tetto del LuganoDante si pensa già al prossimo passo: un’arnia con una piccola famiglia di api per produrre miele, dove verrà preso solo quello in eccesso per usarlo internamente, la maggior parte sarà lasciato alle stesse api. Perché certe idee, quando attecchiscono, continuano a crescere. «Siamo felici di aver creato qualcosa di bello e utile», chiude Fontana. «Adesso non vediamo l’ora di coltivare il futuro».

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