Super formiche e super fatture, quanto ci costa l’invasione

La presenza di aree verdi sul territorio cittadino offre indiscutibili vantaggi per la popolazione e la città stessa. I boschi ad esempio fungono da protezione per l’abitato e riducono l’inquinamento. Le aree di svago, con le rispettive aiuole, oltre a svolgere un ruolo sociale abbelliscono le città e contribuiscono a ridurre le temperature nell’area. Anche i campi sportivi, si sa, fanno bene non solo al corpo ma anche all’anima (e alla socialità). Il tutto, come ogni cosa, ha il suo costo.
Per la Città di Mendrisio non si tratta di pochi soldi. E se, in aggiunta, inseriamo anche la costante lotta alle neofite invasive – piante non «nostrane» che si diffondono in modo incontrollato, minacciando la biodiversità locale, la salute umana e le infrastrutture – e le «invasioni» da insetti non autoctoni; la fattura alla fine dell’anno si fa importante. Frase, quest’ultima, che trova conferma nella lista delle commesse (aggiudicate su invito o incarico diretto) della Città di Mendrisio per l’anno 2025.
Centinaia di migliaia di franchi
Tra i vari importi deliberati per il settore del verde, se così possiamo definirlo, spiccano sicuramente i quasi 110.000 franchi (sussidiati per metà dal Cantone) dati a una ditta di Lugano attiva nelle disinfestazioni. Cifra erogata per i «trattamenti necessari al contenimento e lotta contro la formica esotica invasiva Tapinoma magnum nel comprensorio di Mendrisio». Una campagna iniziata a maggio perché, come ci era stato spiegato dall’Ufficio tecnico, la presenza di queste super formiche – che non pungono e non trasmettono malattie –potrebbe essere problematica sia a livello domestico, vista l’alto numero di individui per colonia, sia ambientale, in particolare per gli ecosistemi autoctoni.
Oltre a questa particolare azione la Città ha speso, genericamente, 30.000 franchi per la «disinfestazione da animali e insetti» sul territorio.
Altro argomento delicato è quello delle neofite invasive. Anche in questo caso non si tratta di una lotta fatta gratuitamente.
Dall’elenco delle commesse si evince che sono stati spesi innazitutto 22.800 franchi per il contrasto alle neofite invasive sul comprensorio cittadino. Più di 13.000 franchi per estirpare il Topinambur nell’area Pre Murin a Ligornetto e oltre 22.000 franchi per combattere, su tutto il comprensorio, il Poligono del Giappone.
Evoluzione preoccupante
Nora Jardini Croci Torti – capodicastero Ambiente e Servizi Urbani – non nasconde una certa «preoccupazione per l’evoluzione della presenza di queste specie invasive e dei relativi costi». La municipale ricorda in aggiunta «la presenza della zanzara tigre e il contrasto al coleottero giapponese» che, negli anni, ha ad esempio rovinato diversi terreni da gioco, non soltanto a Mendrisio. Preoccupa altresì la difficoltà «nel comprendere attualmente quanto e come aumenterà la portata del fenomeno». Le fa eco il sindaco Samuele Cavadini: «Siamo sempre più confrontati con degli interventi con queste specie, vegetali e animali, non autoctone». Azioni necessarie – sottolinea – «innanzitutto per una questione ambientale e di mantenimento della nostra biodiversità».
Di riflesso, come abbiamo visto, aumenta la voce «spese»: «Dobbiamo intervenire con l’utilizzo di prodotti, allestire programmi d’azione e calcolare le necessarie ore di lavoro». In aiuto – chiosa il sindaco – c’è il «contatto diretto con l’autorità cantonale che spesso cofinanzia i programmi d’intervento».
