Scuola ticinese

Superamento dei livelli, dal DECS c'è soddisfazione

Presto sarà licenziato il messaggio per il superamento dei livelli A e B alle Medie – Marina Carobbio, durante una conferenza organizzata dalla VPOD, pur non entrando nei dettagli si è detta soddisfatta dai risultati della sperimentazione
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
24.02.2026 22:45

È un cantiere lungo, complesso e articolato. Una riforma che, se approvata dal Gran Consiglio, comporterà un importante cambiamento per la scuola media ticinese. Probabilmente il più importante dall’introduzione della scuola media unica, avvenuta una cinquantina d’anni fa.

Il superamento dei livelli A e B – dopo la sperimentazione voluta dal Gran Consiglio, avvenuta in sei sedi durante due anni scolastici e terminata nel giugno dello scorso anno – è ad ogni modo quasi pronto per essere presentato. E, questa sera a Bellinzona, il sindacato VPOD (con il presidente della VPOD Docenti, Adriano Merlini) ha dunque organizzato un’interessante conferenza per tornare a riflettere su questo importante cantiere della scuola ticinese.

Un appuntamento durante il quale la direttrice del DECS, Marina Carobbio, pur non entrando nei dettagli visto che sono ancora in corso gli ultimi approfondimenti, sia tecnici che finanziari, da parte del Dipartimento, ha fornito alcuni dettagli di merito riguardanti la riforma. In primis, affermando che come direttrice del Dipartimento è «soddisfatta» sia da come è andata la sperimentazione («un’analisi seria svolta con dati oggettivi») sia dai risultati da essa scaturiti. Risultati «che non dicono che tutto è positivo o tutto è negativo», ma che in ogni caso, e in sostanza, hanno «confermato la necessità di superare l’attuale sistema».

Sul piano delle tempistiche, poi, Carobbio ha lasciato intendere che la presentazione del messaggio è imminente. Questione di settimane, forse due o tre mesi. La consigliera di Stato ha però pure evidenziato che l’implementazione completa della riforma, se sarà approvata, vista la sua portata non avverrà sicuramente dall’oggi al domani. E, in ogni caso, richiederà anche investimenti di natura finanziaria, ad esempio per accompagnare e formare i docenti. Investimenti, ha sottolineato, «necessari» per la scuola ticinese, visto che tutte le analisi della spesa pubblica (fatte recentemente anche su richiesta del Gran Consiglio) hanno confermato che nel nostro cantone si spende meno, rispetto ad altri, nella scuola dell’obbligo.

Ma investimenti necessari anche poiché – ha rilevato Carobbio – la riforma «si inserisce negli sforzi che stiamo facendo per rispondere al crescente fenomeno del disagio giovanile», per il quale «i livelli sono un elemento di pressione».

Un concetto, questo, ribadito anche dagli altri due partecipanti alla serata. Pierfranco Longo, presidente della Conferenza dei genitori, non a caso ha evidenziato più volte la pressione svolta sulle famiglie e sugli allievi da parte di questo sistema, che preclude percorsi (professionali o scolastici) troppo precocemente. Ma anche Christophe Forni, membro del gruppo di accompagnamento alla sperimentazione per la VPOD, nonché docente di lungo corso, ha evidenziato la sofferenza di famiglie e allievi causata da questa pressione.