Svelata la squadra PLR per il Governo, Maffi per le ambizioni del Mendrisiotto

La rosa è definita. La squadra del Partito liberale radicale è pronta a scendere in campo. Per le prossime elezioni cantonali al Consiglio di Stato, con la casacca del PLR, saranno della partita il già annunciato Alex Farinelli, Cristina Maderni, Omar Pedrini, Nicola Pini e Samuel Maffi. Una squadra – come anticipato ieri da Teleticino – con un obiettivo ambizioso e dichiarato: riconquistare la maggioranza relativa in Governo dopo 16 anni. Alex Farinelli ha sciolto le riserve a luglio, altri hanno più o meno direttamente manifestato la disponibilità a correre per l’Esecutivo cantonale nelle scorse settimane. Il nome «a sorpresa» e rappresentativo del Mendrisiotto – che da più di 30 anni non è presente nella stanza dei bottoni – è quello di Samuel Maffi, municipale a Mendrisio dal 2011.
Uscire dalla «comfort zone»
«È una sorpresa soprattutto per me stesso – commenta il candidato PLR del Mendrisiotto –. La Commissione cerca mi aveva contattato e inizialmente avevo declinato cortesemente la proposta. Nell’ultimo mese, però, ho capito che avevo voglia di rimettermi in gioco dopo aver trascorso più di 15 anni nell’Esecutivo di una delle 4 città del Cantone». Insomma, per Maffi ha prevalso la volontà di provare qualcosa di nuovo: « Il ruolo che ricopro attualmente mi piace molto, però forse sono arrivato a un punto dove sento la necessità di uscire dalla «comfort zone». Una volontà, ammette lo stesso Maffi, che si è manifestata in «un periodo che non è di certo dei migliori per lanciarsi sulla scena cantonale». Il riferimento, in termini generali, è «alla disaffezione generale che l’elettorato o la popolazione hanno nei confronti della politica cantonale e federale». Diverso, a suo modo di vedere, da quella comunale, «che è maggiormente di prossimità».
È nato, dunque, il desiderio di lanciarsi in una nuova avventura, in un nuovo viaggio. Il bagaglio non è vuoto: «Lavorando per quindici anni in un Esecutivo comunale ho potuto acquisire competenze e conoscenze». Perché no, una palestra: «Si tratta di un modo di fare politica molto vicino alla cittadinanza, pragmatico, dove anche la ricerca del compromesso e delle soluzioni a determinati problemi si impone». D’altro canto, però, nell’esperienza in Municipio a Mendrisio «non sono mancate le decisioni che non sono piaciute a tutti, anche impopolari». In qualità di capodicastero Sicurezza – evidenzia il nostro interlocutore – bisogna saper dire no: «Determinate tematiche vanno affrontate in maniera non autoritaria, ma autorevole».
Sicurezza e mobilità
Volgendo lo sguardo al Mendrisiotto e ai cosiddetti temi caldi, non si possono non citare la sicurezza e la mobilità. Temi che Samuel Maffi, nelle varie Legislature, ha affrontato più volte (pubblicamente, ma anche quale rappresentante della Regione II di Polizia nella Conferenza consultiva). «Uno dei temi che difendo è quello della polizia di prossimità – ribadisce –. È importante, a mio avviso, mantenere il sistema delle due polizie, quella Cantonale e quella Comunale».
Sul fronte della mobilità, con annessi e noti problemi di traffico nel Distretto, il focus è attualmente incentrato su PoLuMe (la realizzazione lungo la A2 di una terza corsia dinamica tra Mendrisio e Lugano). Un progetto «calato dall’alto» che non fa l’unanimità. Ed è in questo solco che si inserisce la volontà del candidato «di portare a Bellinzona anche le sensibilità del Mendrisiotto. Una regione, mi piace dire, che per chi vi abita può essere desolatamente bella. È un’area molto dinamica dal profilo economico ma che rispetto ad altre regioni del Cantone, sia per quanto riguarda la morfologia del territorio, sia per la vicinanza alla frontiera, soffre». Gli esempi sono presto identificati: «Il mercato del lavoro, il già citato traffico, la sicurezza e l’inquinamento dell’aria sono temi che pian piano si iniziano ad affrontare anche negli altri Distretti. La popolazione del Mendrisiotto, in realtà, li vive quotidianamente e da tempo».
Tra le righe, dunque, si legge una certa distanza tra Bellinzona e la regione più a sud del Ticino: «I rapporti istituzionali sono sicuramente buoni – commenta Maffi –. Ma di fronte a una serie di argomenti molto importanti per il Mendrisiotto mi piacerebbe vedere la stessa fermezza e lo stesso impegno decisionale che si notano altrove». Un esempio? «Senza sottovalutarne l’importanza, il tema del lupo».
Il grande assente
Il Mendrisiotto non è rappresentato in Consiglio di Stato da più di trent’anni. L’ultimo fu Rossano Bervini. Samuel Maffi dà una sua personale chiave di lettura: «È una questione di persone e di numeri. Molto probabilmente nelle passate Legislature vi sono state anche delle rivalità partitico-politiche che hanno fatto sì che non vi fosse un’unità d’intenti a livello distrettuale. È mancata l’identificazione di una figura che, indipendentemente dal partito di appartenenza, potesse in maniera abbastanza corale essere rappresentativa della regione». E se fosse Maffi? «A una possibile elezione tengo non soltanto personalmente, ma soprattutto per la regione. Raggiungere l’obiettivo di entrare in Consiglio di Stato non è affatto scontato, anzi. Però il Mendrisiotto può senz’altro dare un segnale».
