Il progetto

Svolta ecologica per la piscina di Carona

Il centro balneare in crisi finanziaria può rinnovarsi con un campeggio elegante e una piscina bio La chiave è una collaborazione fra la Città e il Touring Club - Chiesti 300 mila franchi per un concorso d’architettura
© CdT/Archivio
Giuliano Gasperi
Giuliano GasperieChiara Nacaroglu
14.10.2019 06:00

La piscina di Carona è pronta a cambiare vita: da classico centro balneare si trasformerà in un glamping (glamour + camping, ossia un campeggio con più stile e comfort) dotato di una piscina biologica (cioè con un sistema di filtraggio e purificazione naturale, senza cloro). Questa almeno è l’idea del Municipio di Lugano, che chiede al Consiglio comunale un credito di 300 mila franchi per il concorso di architettura dal quale scaturità il progetto vincente. Progetto che dovrebbe permettere di trasformare una situazione difficile in un’opportunità. «La struttura era in crisi a causa di elevati costi di gestione a fronte di basse entrate – spiega il capo del Dicastero Sport ed Eventi Roberto Badaracco – così abbiamo deciso di optare per un progetto di rilancio». E la chiave per realizzarlo, la Divisione l’ha trovata nel Touring Club Svizzero (TCS) che gestisce già diversi glamping e che riceverebbe la struttura di Carona con la formula del diritto di superfice (per quarant’anni rinnovabili e con una indennità annua a favore del Comune).

Ai fornelli va il TCS
«L’investimento da parte loro sarebbe di circa 3 milioni solo per il glamping (che proporrà una cinquantina di alloggi costruiti con materiali leggeri e il più possibile naturali, ndr), mentre la Città si assumerebbe 7 milioni per la ristrutturazione del centro, ovvero la piscina, il ristorante (che verrebbe gestito dal TCS con un occhio di riguardo per i prodotti del territorio, ndr), una piccola zona fitness e wellness, spogliatoi nuovi e una grande sala da riunioni, che sarà importante per il quartiere». Tra tutti questi elementi, quello che suscita più curiosità è la biopiscina e quella di Carona, in Ticino, sarebbe la prima. «In Svizzera ce ne sono già una dozzina – racconta Badaracco – Hanno cominciato a comparire intorno al 2000 e credo che si tratti di una formula vincente, perché è qualcosa di nuovo e attrattivo». Anche per la popolazione di Carona: «Abbiamo incontrato più volte i cittadini e anche i proprietari di ristorantie alberghi erano soddisfatti, perché la nuova struttura darà un impulso in più al turismo nella zona – conclude Badaracco – Un progetto migliore di questo, secondo me, non poteva arrivare». Parole, quelle del municipale, confermate dal presidente della Commissione di quartiere di Carona Ivan Scheidegger: «Siamo stati molto coinvolti in tutte le fasi del progetto e la Città si è dimostrata molto sensibile nei nostri confronti».