Campus Matrix

Svuotato l'ex Macello, si avvicina la progettazione

Tutte le macerie e le masserizie degli autogestiti sono state sgombrate e oggi si sta sistemando una parte molto instabile di un tetto – Raoul Ghisletta, capodicastero Immobili: «Ora auspico che il messaggio sul proseguimento del progetto venga licenziato dal Municipio»
© Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
29.09.2026 06:00

Si avvicina sempre più il futuro Campus Matrix nel comparto dell’ex Macello di Lugano. «Ora mi aspetto che il Municipio licenzi il messaggio per la progettazione», sottolinea a questo proposito il capodicastero Immobili della Città, Raoul Ghisletta. Durante l’estate, tutte le macerie e tutte le masserizie degli autogestiti sono infatti state rimosse. Stessa sorte è stata riservata anche a quelle installazioni di grandi dimensioni «lasciate in eredità» sempre dagli autogestiti, che sono state appunto smontate e portate via dall’area, nella quale oggi si sta sistemando una parte di un tetto molto instabile, così da ripristinare temporaneamente la zona in attesa che venga definita nel dettaglio con appunto il messaggio di progettazione. Messaggio che rappresenta una delle tappe fondamentali di avvicinamento al nuovo volto del comparto. Dopo che nel 2019 era stato indetto un concorso internazionale di architettura finalizzato a riqualificare l’area, nel 2020 si è arrivati a un progetto vincitore, denominato Campus Matrix dello studio di architettura Durisch+Nolli Architetti Sagl, e nel 2024 era stata votata dal Consiglio comunale l’apposita variante al Piano regolatore (PR) cittadino.

Prima di vedere iniziare i lavori veri propri, al Municipio resta di portare in Legislativo il già citato credito di progettazione e successivamente il credito di realizzazione. Credito che di fatto darà il via al cantiere vero e proprio.

Un iter già lungo e abbastanza complesso di suo, che ha dovuto fare i conti, come è noto, con quanto successo nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2021. Notte durante la quale una parte dell’ex Macello è stata abbattuta e gli autogestiti sono stati sgomberati dall’area. Ma anche una notte per la quale oggi non c’è ancora una verità giudiziaria – l’inchiesta bis del procuratore generale, Andrea Pagani non è ancora terminata – che inevitabilmente si è ripercossa anche sulle tappe di avvicinamento alla nuova cittadella universitaria che si intende realizzare con il progetto Campus Matrix.

Come forse si ricorderà, a causa dell’inchiesta penale ancora in corso, il sequestro delle macerie che si trovavano ancora sul sedime dell’ex centro sociale autogestito si è protratto dal 1. giugno 2021 al settembre dell’anno scorso, quindi per 4 anni. Solo dopo il dissequestro la Città ha potuto avviare l’iter di rimozione delle macerie. Per smaltire i detriti della distruzione di una parte dell’ex centro sociale avvenuta nel 2021, il Municipio aveva chiesto e ottenuto dal Legislativo un credito di 527 mila franchi, a cui in seguito si erano aggiunte alcune decine di migliaia di franchi per smontare e smaltire quei materiali ingombranti, come i palchi per i concerti. Che come detto all’inizio oggi sono stati anch’essi sgomberati. Insomma, il percorso che dovrebbe riqualificare l’area, conservandone integralmente la sostanza storica nella sua parte originale e al tempo stesso dare vita a contenuti accademici, culturali e di intrattenimento di qualità a beneficio di tutta la popolazione, oggi sembra un po’ più in discesa.

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