Tanti sequestri in poco tempo, il Distretto è un crocevia della droga

Crocevia delle sostanze stupefacenti. È questa «l’etichetta» che si sta portando addosso il Mendrisiotto. D’altronde, si sa, il Distretto è parte integrante del collegamento autostradale tra il sud e il nord dell’Europa. E poi, aspetto tutt’altro che secondario, è ricco di valichi doganali (principali come pure «secondari»): non mancano dunque le telecamere, gli uomini dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e i colleghi della Guardia di Finanza.
E i sequestri. L’ultimo è stato annunciato nella giornata di ieri dalle fiamme gialle di Ponte Chiasso e risale a fine gennaio. Cinque i chilogrammi di eroina occultati in un doppiofondo sotto il sedile di un’auto che stava transitando al valico di Chiasso-Brogeda. In manette sono finiti – con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti – un 51.enne cittadino marocchino e una 28.enne cittadina turca, residenti a Genk, una città belga della regione delle Fiandre.
A tenere banco, però, è soprattutto il traffico internazionale di cocaina. Con numeri che, di fatto, attestano un sensibile aumento delle attività illegali. Leggendo il rapporto della SAD – la Sezione antidroga della Polizia cantonale – relativo al 2024 (i dati del 2025 saranno resi noti tra qualche settimana) si evince che sull’intero territorio ticinese sono stati sequestrati 37,9 chilogrammi di cocaina. Poco, verrebbe da dire, se confrontato soltanto con gli ultimi mesi, con particolare riferimento a quello di dicembre: si sono infatti superati i 70 chilogrammi di polvere bianca, rinvenuti unicamente nel Mendrisiotto. Due i «colpi grossi» delle ex Guardie di confine, ai quali si aggiunge un ulteriore chilogrammo di cocaina sequestrato a Brogeda il 9 dicembre (con relativo arresto di un 24.enne e un 21.enne, entrambi cittadini kosovari). Il 13 dello stesso mese le forze dell’ordine hanno messo le mani su 40 chilogrammi di polvere bianca. L’auto sulla quale si trovava lo stupefacente è stata fermata nell’area di sosta autostradale Segoma a Capolago, mentre si dirigeva verso nord. In questo caso sono stati arrestati un 53.enne cittadino serbo e una 53.enne cittadina italiana, entrambi residenti in Italia. La merce illegale, stando alle prime risultanze dell’inchiesta, era diretta nella Svizzera tedesca. Verso sud, invece, andava lo stupefacente del secondo «colpo», effettuato qualche giorno prima. Era il 5 dicembre quando, qualche centinaia di metri prima del valico secondario di Marcetto a Novazzano, un residente ha notato due auto sospette e ha immediatamente chiamato la Centrale comune d’allarme. Iniziativa, col senno di poi, azzeccata. A bordo di uno dei due veicoli immatricolati all’estero – in comodi borsoni – c’erano circa trenta chilogrammi di stupefacente. Non erano lì per caso: un’auto, quella vuota, avrebbe funto da «staffetta» e sarebbe transitata per prima al valico al fine di controllare che non fosse presidiato. La seconda, quella «carica», in caso di risposta affermativa avrebbe passato il confine con tutta tranquillità. Così non è stato e dietro le sbarre ci sono andati un 30.enne e un 35.enne tedeschi residenti in Germania nonché un 31.enne cittadino olandese residente nei Paesi Bassi.
I porti in Europa, il passaggio in Ticino
Il Ticino, dicevamo, si trova al centro della rotta, anche commerciale, che dal sud dell’Europa porta a nord, e viceversa. Un corridoio che viene largamente utilizzato anche per il traffico di stupefacenti. Nel caso dell’Europa, un ruolo fondamentale l’hanno i porti. Per quel che riguarda la cocaina – la droga maggiormente trafficata dopo la cannabis – è ormai assodato che arrivi dal Sud America tramite nave. Nascosta, in sostanza, in carichi «di copertura» tramite container stivati in grandi navi commerciali. Sotto la lente, dunque, vi sono soprattutto i porti di Anversa (Belgio), Rotterdam (Olanda), Algeciras e Valenzia (Spagna), nonché Gioia Tauro (Italia). Da lì parte la distribuzione sul territorio, utilizzando le vie di collegamento stradali. E, dunque, anche il transito dal Ticino. Molte sono le operazioni di polizia, in tutto il Continente, che puntualmente riescono a sgominare le bande dedite al traffico di stupefacenti. L’ultima in ordine di tempo è stata resa nota negli scorsi giorni. Condotta simultaneamente in Francia, Italia e Svizzera , l’operazione ha portato all’arresto di 7 persone (quattro in Francia e tre in Italia). Sono stati sequestrati diversi veicoli di lusso, beni immobiliari per un valore stimato di oltre cinque milioni di euro (4,57 milioni di franchi), nonché criptovalute per un valore di 60.000 euro e 26.000 euro in contanti. Perquisizioni sono state effettuate anche in Ticino e nei Grigioni.
