Tassa sulla salute e ipotesi rinvio, qualcosa si muove tra Berna e Roma

A una settimana dal potenziale blocco dei ristorni da parte del Ticino, qualcosa si sta muovendo sul fronte della tassa sulla salute, in particolare sull’asse Berna-Roma. E, stando a nostre informazioni, un’ipotesi sul tavolo sarebbe quella di posticiparne l’applicazione. Il punto fermo - confermato tramite comunicato da entrambe le parti - è che Svizzera e Italia hanno «avviato un dialogo volto ad approfondire alcune questioni fiscali, con l’obiettivo di discuterne gli aspetti applicativi e individuare soluzioni concrete». Entro la fine del mese è previsto un incontro a Roma tra la consigliera federale Karin Keller-Sutter, a capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF), e il ministro italiano Giancarlo Giorgetti.
Verso soluzioni condivise
Nel comunicato congiunto, il DFF e il corrispettivo Ministero italiano (MEF) dichiarano di avere «avviato un’interlocuzione per approfondire alcune questioni fiscali d’interesse bilaterale». L’incontro, ci fanno sapere da Roma, è stato richiesto da Keller-Sutter. «I rapporti con il ministro Giorgetti sono buoni e anche cordiali», ci hanno precisato. L’obiettivo è di «fare il punto sul lavoro svolto e indirizzare i prossimi passi». Tra i temi figurano alcuni aspetti applicativi legati all’Accordo frontalieri del 2020 e altre questioni connesse con possibile impatto sull’area di frontiera, nella «comune volontà di individuare, in uno spirito amichevole e costruttivo, soluzioni condivise su questioni di natura interpretativa e applicativa emerse nel tempo, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente le relazioni bilaterali». Nel corso dei lavori, viene precisato, sarà assicurato il coinvolgimento delle autorità locali - Cantoni svizzeri (ossia il Ticino) e Regioni italiane - ogniqualvolta verranno trattati temi di specifico interesse.
Ristorni, si decide in settimana
Insomma, il confronto tra Berna e Roma auspicato dal Ticino è in corso. «Ci aspettiamo l’apertura di una discussione sul tema», aveva dichiarato a inizio mese il presidente del Consiglio di Stato, rendendo pubblici i risultati della perizia giuridica – commissionata dal Ticino – che qualifica la tassa sulla salute come un’imposta (e non un semplice contributo), la cui applicazione ai lavoratori frontalieri violerebbe gli accordi fiscali tra Italia e Svizzera. «Porteremo i nostri argomenti al tavolo e ci aspettiamo che Berna sia al nostro fianco in queste rivendicazioni», aveva aggiunto il direttore del DFE Christian Vitta.
Evidentemente, il dialogo tra Bellinzona e la Confederazione si è subito attivato. Anche in virtù del fatto che il tempo stringe. Il Consiglio di Stato, come mezzo di pressione e quale «reazione a quello che ritiene essere un comportamento lesivo (da parte italiana, ndr.) dell’accordo internazionale», ha da tempo sollevato l’ipotesi di bloccare (o decurtare) i ristorni dei frontalieri. Decisione che deve essere presa entro il 30 giugno. Il Governo si riunirà la prossima settimana (una decisione è teoricamente attesa per la seduta di mercoledì 24 giugno) e la sensazione è che Berna voglia evitare che il Ticino possa muoversi in una direzione che finirebbe per inasprire i rapporti tra la Svizzera e l’Italia.
Lombardia in attesa
Ed è in questo contesto che è spuntata l’ipotesi di un differimento dell’applicazione della tassa sulla salute. Se la Regione Piemonte aveva sin da subito fatto un passo indietro – «finché non ci sarà un obbligo chiaro da parte dello Stato italiano, non riteniamo opportuno muoverci in questa direzione», aveva dichiarato il sottosegretario alla presidenza Alberto Preioni –, la Lombardia ha infatti finora tirato dritto: «Roma ha votato una legge e noi siamo tenuti ad applicarla», aveva detto alla fine di maggio Massimo Sertori, precisando che l’applicativo era previsto per il mese di settembre. Ieri, da noi raggiunto, l’assessore ha precisato che la Regione ha chiesto chiarimenti «rispetto all’applicazione e alle tempistiche» al Ministero dell’economia e delle finanze: «Ben venga se, dopo l’incontro con la consigliera federale, arriveranno chiarimenti. Ci sono questioni in ballo e nei prossimi giorni capiremo di più». Dal canto suo Attilio Fontana, governatore della Lombardia, parla di «trattative riservate con il Canton Ticino»: «Quando avremo raggiunto un’intesa, la renderemo pubblica. Ci stiamo confrontando e il dialogo è aperto. Non ci sono mai stati problemi né da Roma, né dalla Regione. Credo che la polemica si possa spegnere come una tempesta in un bicchiere d’acqua».

