Tempo di bilanci per la Polizia: si valuta una riduzione dei radar

Per la Polizia cantonale ticinese è tempo di bilanci. Nel 2025 si è registrata in cifre assolute una diminuzione delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (CECAL) della Polizia cantonale. Sono state infatti 211’175 rispetto alle 246’702 del 2024. Di queste 10'576 per richieste d’intervento dei pompieri (12'417 nel 2024). Il calo del volume complessivo di chiamate, in particolare per quanto riguarda il 118, va interpretato alla luce di diversi fattori. In primo luogo, il 2025 è stato caratterizzato da un anno meteorologicamente più stabile, che ha fortunatamente risparmiato il nostro territorio da grandi eventi naturali o situazioni di maltempo estremo. Il confronto con il 2024 è in questo senso significativo: l’anno precedente era stato infatti segnato da importanti episodi di maltempo, culminati con l’alluvione che ha colpito la Vallemaggia. Eventi che avevano inevitabilmente determinato un incremento delle richieste di intervento e delle chiamate ai numeri di emergenza.
1018 interventi in ambito domestico
Il 2025 si è chiuso con 1’018 interventi in ambito domestico effettuati a livello cantonale (+4%). Di questi, in 172 casi sono stati riscontrati reati d’ufficio che hanno richiesto di applicare la procedura completa di violenza domestica (+6%). Si registra una lieve diminuzione del numero di incidenti: 3'874 rispetto ai 3'901 del 2024. Nei 695 casi con danni alle persone si contano 582 feriti leggeri e 240 feriti gravi. I mortali (18 con 19 vittime nel 2024) sono stati 14 con 14 vittime (di cui 8 automobilisti, 4 motociclisti e 2 ciclisti).
Meno furti con scasso, ma più taccheggi
Per quanto riguarda i fenomeni criminali, a livello di furti si registra una diminuzione (5'250, 5.9% rispetto al 2024), ma si mantengono ancora superiori a quelli precedenti il 2023. Fra le voci più significative, per il secondo anno consecutivo, la riduzione dei furti con scasso (-20%) e quelli dai veicoli (-22%) e la crescita dei taccheggi (457, +28%). L’ormai decennale crescita dei furti di e-bike si è confermata raggiungendo quota 609 (+39%). Fra le sottocategorie particolari, i furti con scasso nelle abitazioni, il cui contrasto è sempre una priorità della Polizia cantonale per la loro gravità e l’impatto sulle vittime, sono calati del 29% (496 nel 2025 rispetto ai 678 del 2024). Al capitolo rapine, sono 42 le infrazioni registrate a livello statistico nel 2025 (36 nel 2024) e fanno stato di una sostanziale stabilità. Le regioni più colpite sono state il Luganese e il Bellinzonese. La maggior parte è occorsa sulla pubblica via o in abitazioni private, ed è riconducibile a liti o aggressioni che coinvolgono anche minorenni o a situazioni legate a debiti riconducibili al consumo e/o allo spaccio di stupefacenti. In questi casi la refurtiva consiste prevalentemente in apparecchi telefonici o denaro di modesta entità. Sono invece quasi del tutto cessati gli assalti ai distributori di carburante nella fascia di confine, così come non si registrano rapine ai danni di istituti bancari, portavalori o uffici postali. Nell’83% degli episodi, con un buon tasso di risoluzione, si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.
Diminuiscono i reati digitali
In relazione ai reati digitali, fenomeno in evoluzione negli ultimi anni e che impegnerà sempre più le forze di polizia in prevenzione e repressione, si registra una diminuzione degli stessi, passati dai 435 del 2024 ai 399 del 2025 (-8%). La quota maggiore appartiene alla categoria della cibercriminalità economica legata in particolare ai casi di phishing, ai reati di abuso di sistemi di pagamento online o all’abuso d’identità di terzi per scopi fraudolenti.
«Si giustifica una riduzione del numero di controlli radar»
Nel corso della conferenza stampa, il Direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali, si è soffermato in particolare sulla questione degli incidenti stradali e sulle loro cause. Ritenuto che la velocità non rappresenta l’unica causa né degli incidenti con danni alle persone né di quelli con danni materiali, si giustifica una riduzione del numero di controlli radar a favore di altri tipi di verifiche. L’indirizzo del Consigliere di Stato è quello di prestare maggiore attenzione allo stato psicofisico dei conducenti, in particolare per quanto riguarda l’assunzione di medicamenti e di sostanze psicotrope che possono compromettere la capacità di guidare un veicolo. Un ulteriore ambito nel quale il Consigliere di Stato Claudio Zali richiede maggiori controlli è quello relativo al sovraccarico e alla sicurezza del carico nei veicoli commerciali. In chiusura, ha inoltre sottolineato l’importanza di controlli sistematici sulle immatricolazioni di veicoli in altri cantoni, come ad esempio i Grigioni e Zugo, che di fatto dovrebbero essere immatricolati in Ticino.
«Procedure comuni e condivise»
Da parte sua il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, ha dapprima sottolineato che il Ticino si trova al crocevia di importanti flussi di persone e merci e risente inevitabilmente di fenomeni criminali che superano i confini locali. In questo ambito, la Polizia cantonale ha continuato a operare con professionalità, rafforzando la collaborazione con i partner della sicurezza e ottenendo ottimi risultati. Per questi motivi è imperativo proseguire con determinazione sul percorso dell’armonizzazione delle basi legali e delle normative, affinché lo scambio di importanti ed essenziali informazioni di polizia avvenga in modo rapido, sicuro e sulla base di una legislazione moderna. «Allo stesso modo, è necessario lavorare su procedure comuni e condivise, che permettano agli operatori di parlare «lo stesso linguaggio» operativo, indipendentemente dal Cantone di appartenenza» ha evidenziato il Comandante parlando anche in veste di Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). In quest’ambito il Consiglio federale intende rendere più efficiente la consultazione dei dati di polizia. A tal fine, prevede una modifica del diritto federale. Durante la seduta del 18 febbraio 2026 ha aperto la procedura di consultazione relativa a due progetti, uno sulla creazione di una base costituzionale e uno sulla revisione parziale della legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione. Anche a livello intercantonale, per il tramite della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), è stata aperta la consultazione in relazione all’introduzione di un concordato per lo scambio facilitato di informazioni di polizia tra le polizie svizzere. Si prosegue quindi condividendo l’intenzione comune di Confederazione e Cantoni di rendere l’attività di polizia al passo con i tempi.
In prospettiva vi sono numerosi eventi di rilievo che interesseranno la Svizzera e le regioni limitrofe, dal World Economic Forum di Davos al G7 fino alla Conferenza ministeriale dell’OSCE 2026 a Lugano. Eventi che costituiranno un banco di prova significativo, imponendo dispositivi di sicurezza complessi, coordinamento transfrontaliero e collaborazione rafforzata con i partner istituzionali. Tali appuntamenti richiederanno modelli operativi flessibili, capaci di coniugare prevenzione, prontezza d’intervento e gestione efficace delle risorse. In questo scenario l’azione della Polizia cantonale continuerà a basarsi su principi chiave: anticipazione delle minacce, cooperazione interforze, impiego mirato dei mezzi e centralità del fattore umano. La qualità di questo servizio dipenderà non soltanto da strumenti tecnologici e procedure, ma soprattutto dalla preparazione degli agenti e dalla loro capacità decisionale sotto pressione. «Un esempio concreto in questo ambito è rappresentato dalle esercitazioni su larga scala, quali «TRIO 2025» svoltasi tra il 17 e il 19 novembre 2025 con le polizie di Turgovia e Zugo, con altri corpi di polizia per simulare scenari complessi e realistici. Queste attività permettono di testare la capacità di reazione, verificare le catene decisionali, migliorare il coordinamento operativo e rafforzare la comunicazione tra i diversi livelli d’intervento, consolidando procedure condivise e fiducia reciproca» ha concluso il Comandante.
