Tentato omicidio al Ciani: «È ora di cambiare passo»

Quattro arresti e un uomo finito all’ospedale con varie fratture. È questa la conseguenza della violenta lite che ha visto il coinvolgimento di cinque persone scoppiata giovedì poco prima delle 18 al parco Ciani a Lugano per cause ricondubicili molto probabilmente al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Una lite finita subito al centro di un’interrogazione inoltrata dal gruppo della Lega in Consiglio comunale, che ha chiesto, tra le altre cose, al Municipio «quali misure concrete intende adottare affinché Ciani rimanga un luogo sicuro». Ma anche un alterco che riporta in superficie la presenza di tossicodipendenti in una zona ben precisa del Parco già oggetto negli anni passati di segnalazioni, atti politici e risposte della Città. Brutti episodi che, secondo la capodicastero Sicurezza di Lugano, Karin Valenzano Rossi, non devono proprio accadere e per questo «è arrivato davvero il momento di intervenire in modo più incisivo, anche alla luce delle nuove sostanze che accrescono così tanto l’aggresività di questi soggetti. Notiamo inoltre - spiega la municipale al CdT - un aumento di spacciatori e loschi individui che dall’estero (e non solo) vengono qui e approfittano di queste persone con forte dipendenza».
Oggi più di ieri sembra insomma arrivato il momento di agire. Già, ma come? Ancora Valenzano Rossi. «Pensare di risolvere il fenomeno droga solo con la repressione è un’illusione - spiega -. Si deve quindi cambiare passo anche a Lugano e implementare quelle misure che già ci sono in altre Città per il contenimento del danno ma che a Lugano hanno sempre incontrato resistenza (forse anche culturale oltre che politica)». La capodicastero va più nello specifico. «Se si prendono a carico le persone del posto con dipendenze, in collaborazione con Ingrado e le attenne esistenti contro le dipendenze, e si creano strutture adeguate (come le stanze del consumo) si può poi adottare una linea più incisiva e dura contro i delinquenti (spacciatori e trafficanti) che vengono qui per approfittare di queste persone e far fiorire il loro traffico».
In assenza di misure di presa a carico sociale, detto altrimenti, non è possibile intervenire fino in fondo e non serve adottare linee di repressione. «Le esperienze delle altre Città hanno dimostrato che è possibile ridurre il danno di questo fenomeno - sottolinea Valenzano Rossi -. Oltre a Zurigo, Ginevra, Basilea, Losanna e Berna recentemente anche Coira e ora San Gallo stanno andando in questa direzione. Dobbiamo farlo anche noi. Prendendo spunto da queste realtà che sono più simili a Lugano rispetto alle grandi Città». La municipale è perciò convinta. Non si può più far finta che il fenomeno sia contenuto e risolvibile con la sola forza».
Nel corso dell’alterco di giovedì scorso al Parco Ciani, hanno fatto sapere il Ministero pubblico e la Polizia cantonale, un 32.enne kosovaro domiciliato nel Luganese è stato colpito al volto riportando delle fratture che hanno necessitato un trasporto in ospedale. Le immagini dell’aggressione, alla quale hanno assistito anche diversi passanti, sono state condivise sui social nelle ore immediatamente successive ai fatti. In un video si può notare come una persona a terra venga ripetutamente colpita con pugni e calci, anche alla testa. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e della Polizia Città di Lugano nonché i soccorritori della Croce Verde di Lugano. Gli accertamenti per individuare le persone coinvolte,confermano le autorità, hanno portato al fermo di un 36.enne cittadino iraniano, di un 35.enne cittadino etiopico e di un 33.enne cittadino albanese, tutti senza fissa dimora, nonché di un 46.enne cittadino italiano domiciliato nel Mendrisiotto. Le ipotesi di reato sono di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi e lesioni semplici.

