Confine

Terrorismo, arrestato un 16.enne del Comasco: propaganda per l'ISIS in rete

Il minorenne, cittadino italiano di origine straniera, è finito in carcere su ordine della Procura per i minorenni di Milano – Nei suoi dispositivi anche un video in russo su come costruire un ordigno artigianale
© Shutterstock
Red. Online
07.08.2026 09:21

La Polizia di Stato ha arrestato nei giorni scorsi un sedicenne residente in provincia di Como, indagato per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il giovane, cittadino italiano di origine straniera, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Il provvedimento è stato eseguito in provincia di Grosseto, dove il ragazzo stava trascorrendo un periodo di vacanza con la famiglia.

Dalla segnalazione dei servizi ai profili sulle chat

L'indagine è stata condotta dalla Sezione antiterrorismo della DIGOS di Milano, con il supporto della DIGOS di Como e del Servizio per il contrasto all'estremismo e al terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione.

Il punto di partenza è una segnalazione dell'AISI, il servizio di intelligence interno italiano, relativa a un utente attivo su una piattaforma di messaggistica istantanea che, attraverso diversi profili, diffondeva contenuti di propaganda jihadista e filo-ISIS. I primi accertamenti hanno permesso di ricondurre tutti quei profili al sedicenne, fino a quel momento incensurato e mai emerso in ambienti radicali.

Gli investigatori hanno individuato un account con espliciti riferimenti allo Stato islamico e diverse chat nelle quali il giovane condivideva materiale jihadista, neonazista e antisemita. È stato inoltre rilevato l'uso frequente di VPN e di altri strumenti per nascondere i propri dati, con cui l'indagato accedeva a un noto sito di propaganda di Daesh.

Nel computer video di addestramento ed esecuzioni

Alla luce di questi elementi, l'autorità giudiziaria ha disposto una perquisizione personale e informatica, i cui esiti hanno rafforzato il quadro accusatorio. Sono stati trovati numerosi file digitali sullo Stato islamico tradotti in più lingue, video e immagini di propaganda con sessioni di addestramento, esecuzioni e anasheed (i canti religiosi usati nella propaganda jihadista), oltre a contenuti suprematisti e neonazisti.

In alcune conversazioni il sedicenne avrebbe manifestato apertamente il proprio sostegno all'ISIS, sostenendo di aver collaborato in passato alla realizzazione di materiale propagandistico dell'organizzazione terroristica.

Tra i file è emerso anche un video in lingua russa – idioma che l'indagato comprende perfettamente – con il logo dello Stato islamico, dedicato alla fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato (IED) con materiali facilmente reperibili.

Secondo gli inquirenti, questi riscontri confermano lo stadio avanzato del percorso di radicalizzazione del minore e la sua interazione con soggetti interni a Daesh: da qui la richiesta della misura cautelare.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per l'indagato vale la presunzione di innocenza fino all'eventuale condanna definitiva.