Ticinesi pendolari, ma nei paraggi di casa

Sono più di otto su dieci gli occupati ticinesi che ogni giorno si spostano per lavoro in altre località del cantone, talvolta impiegandoci anche parecchio tempo tra andata e ritorno. Come riportano le tabelle con i dati aggiornati dell’Ufficio cantonale di statistica (USTAT), nel 2024 su 308 mila residenti permanenti, le persone occupate erano 157 mila. Di queste, i pendolari per motivi di lavoro erano 126 mila, a cui si aggiungevano altre 29.300 persone che invece si muovono quotidianamente dal proprio domicilio per ragioni formative.
Guardando i vari distretti, in cifre assolute è il Luganese a contare il numero maggiore di pendolari (ben 54.360, ossia l’80,2% del totale dei residenti), seguito da Bellinzona (22.053) e Locarno (21.259). Percentualmente, però, è Blenio a guidare la classifica, con quasi nove abitanti su dieci che si muovono ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro (2.315 persone, l’87,8%). A seguire troviamo poi il distretto di Bellinzona con l’84,4% (ossia 22.053 pendolari); la Leventina (83,3%, 3.337) e la Riviera (80,3%, 3.964). Tra i distretti maggiori, Mendrisio e Lugano sono appaiati all’80,2%, mentre Locarno fa segnare un 79,5%.
Dove si va
Interessante, poi, è dare una sbirciata ai dati relativi ai luoghi di partenza e a quelli di arrivo. In altre parole: dove va chi deve lavorare? Nella stragrande maggioranza dei casi, il pendolarismo avviene all’interno del proprio distretto.
Ad esempio, 10.900 persone che partono dal Mendrisiotto hanno il proprio posto di lavoro nella medesima regione. Altre 3.900, invece, si spostano verso nord, a Lugano, e 641 si spingono fino a Bellinzona. A Locarno, per contro, giungono da sud appena 192 lavoratori. Entro i confini del Luganese restano a lavorare ben 42 mila persone. Altre 3.500 vanno quotidianamente a Bellinzona, 2.900 scendono nel Mendrisiotto e un migliaio punta su Locarno. Oltre 13.400 persone si spostano invece all’interno del Bellinzonese, anche se quasi 3.200 scendono a Lugano e altre 1.900 raggiungono Locarno. Anche chi parte dalla Riviera tende a rimanere nel distretto (quasi 1.300 persone) o a spostarsi verso il Bellinzonese (un altro migliaio di occupati). La stessa dinamica si nota anche per la Leventina (con 1.746 occupati che restano a lavorare nel distretto e altri 800 che si dividono tra Bellinzona e Riviera) e per la Vallemaggia (rimangono in 877 mentre altri 756 vanno a Locarno).
E quanto tempo ci vuole
Più di un lavoratore su quattro (il 26,9%, 33.900 persone) in Ticino percorre ogni giorno tra i 20 e i 100 chilometri per coprire la distanza casa-lavoro. Ma c’è anche chi - il 23,6%, ossia 29.700 persone - si sposta «solo» tra i 2 e i 20 chilometri. Pochi, invece, (1.900, l’1,6%) coloro che coprono una distanza superiore ai 100 chilometri. La durata del tragitto, per quasi 49 mila occupati su 126 mila (il 38,7%), è comunque meno di mezz’ora tra andata e ritorno. Per oltre 38 mila lavoratori (il 30,6%) si aggira invece tra la mezz’ora e l’ora, mentre per 24.600 persone (19,5%) è superiore.
Tra macchina e mezzi pubblici
Ma come ci si sposta per raggiungere l’ufficio? Il trasporto privato rimane di gran lunga l’opzione più utilizzata nel nostro cantone, con 78.670 persone (il 62,4%) che nel 2024 hanno fatto avanti e indietro dal posto di lavoro con la propria auto. Numeri che, va detto, hanno comunque conosciuto una certa diminuzione nel corso degli anni: dieci anni fa erano 98.560 gli occupati che usavano il trasporto privato, 20 mila in più di oggi.
Nel frattempo, sono cresciuti l’utilizzo del trasporto pubblico, con 26.577 persone (il 21%) che oggi se ne servono quotidianamente, così come la mobilità lenta, che rappresenta la prima opzione per 20 mila persone (il 15,8%). Curioso, da questo punto di vista, il confronto con il resto della Svizzera. A livello nazionale, infatti, solo un lavoratore su due (il 50,9%) usa l’auto per andare al lavoro. Al contrario, il ricorso al trasporto pubblico è molto più elevato che in Ticino, raggiungendo il 30,7%.
