Ticino, il futuro si gioca sull’attrarre «talenti»

Sono numerosi i fattori necessari per assicurare il successo economico di una regione. Ma fra questi in prima fila figura la capacità di attirare talenti, ossia giovani, e meno giovani, in possesso di capacità e di una formazione professionale in grado di poter spingere lo sviluppo economico di un Paese. Se ne è parlato in un convengo tenutosi oggi a Lugano intitolato «Talenti in movimento», promosso dalla Divisione dell’economia del Cantone Ticino e dalla Divisione Socialità della Città di Lugano.
Il Ticino è un cantone «aperto», nel senso che è caratterizzato da una forte mobilità dei lavoratori. Lo ha sottolineato il consigliere di Stato Christian Vitta in apertura dei lavori: «I dati lo dimostrano: dal 2000 a oggi, il tasso di partenze è passato da 38 a 75 persone ogni 1.000 abitanti. Una dinamica molto simile ha finora contraddistinto anche gli arrivi: il tasso è passato da 27,5 a 62,4 persone ogni 1.000 abitanti».
Ma c’è un altro dato importante: «Dal 2012 al 2019, il 55% dei giovani che lasciano il Ticino per studiare oltre Gottardo fa ritorno. Si tratta di una dinamica sostanzialmente stabile nel tempo», ha illustrato Vitta.
I fattori importanti
Ma quali sono i fattori sui quali il Ticino deve puntare per essere attrattivo nei confronti dei «talenti»? Chiaramente a questo livello sono importanti l’aspetto salariale, la qualità della vita, la conciliabilità lavoro-famiglia, l’offerta culturale, la mobilità, la sostenibilità, l’innovazione, e via dicendo.
In Ticino sono nate delle iniziative ad hoc per sostenere coloro che dopo studi fuori cantone vogliono tornare. Per esempio la piattaforma OltreconfiniTI, promossa dalla Divisione dell’economia e dal Servizio dell’informazione e della comunicazione del Consiglio di Stato, e dedicata a studenti e a professionisti ticinesi che hanno intrapreso un percorso formativo o lavorativo fuori Cantone e che, dopo essersi arricchiti di nuove esperienze, desiderano costruire il proprio futuro in Ticino.
Nel suo intervento il municipale di Lugano Lorenzo Quadri ha parlato della piattaforma Lugano Network, un servizio di orientamento formativo e professionale gratuito rivolto ai cittadini di Lugano, che opera in collaborazione con numerose aziende.
Demografia e lavoro
In seguito Barbara Antonioli Mantegazzini, responsabile del Centro competenze ricerca sociale CReS della SUPSI, ha spiegato che il futuro economico di una regione si gioca soprattutto attorno a due temi: demografia e lavoro. Chiaramente, il nostro cantone è confrontato con il tema dell’invecchiamento della popolazione, che in futuro provocherà una mancanza di lavoratori rispetto ai bisogni dell’economia. Ed è per questo che sarà cruciale riuscire ad attrarre lavoratori, e soprattutto «talenti», ossia persone molto capaci. A livello svizzero i cantoni che attraggono maggiormente lavoratori sono Zurigo, Berna e Friburgo, mentre il Ticino è meno attrattivo, anche perché il nostro cantone non è messo molto bene a livello di salari nel confronto intercantonale. Comunque ci sono dati incoraggianti, per esempio ben il 69% dei ticinesi attivi fuori cantone sono disponibili a rientrare in Ticino, contro il 59% dei lavoratori ticinesi disposti a trasferirsi altrove. Il saldo è positivo.
Alla luce di tutto questo, per il Cantone è importante agire su più fronti: puntare sullo sviluppo economico e sull’innovazione, lavorare sul miglioramento delle condizioni quadro e su possibili azioni per favorire la residenza in Ticino, complementari alle politiche di sviluppo economico.
