Tigers, un ruggito di dolore: la soluzione è una polisportiva?

In comune, al momento, hanno solo le schiacciate e il fatto di essere basate a Lugano. Ma chissà che un giorno, però, con tutti i condizionali del caso, non possano convergere in una polisportiva. Parliamo dei Tigers e dei Dragons, le squadre di basket e pallavolo della città. L’idea è ancora allo stato embrionale. Un pour parler, per chi preferisce questa espressione. Però, anche se informalmente, se ne discute. Soprattutto vista la complicata situazione dei Tigers.
Pesano tasse e spese
Commentando su Facebook il nostro ultimo articolo sul progetto del palazzetto dello sport a Cornaredo, il presidente dei Tigers Alessandro Cedraschi ha paventato la possibilità che la sua squadra, sul futuro parquet, possa non giocarci mai. Una forzatura voluta:il club non sta fallendo, ma il periodo è oggettivamente complicato. «La Città ci ha chiesto di tenere duro fino alla costruzione del palazzetto, ma la nostra società, che è attiva da ottant’anni e ha sempre dato tanto a Lugano, con i mezzi attuali fa grande fatica a mantenere la sua prima squadra» racconta Cedraschi, aggiungendo che il settore giovanile è invece finanziariamente solido. «Le spese amministrative dovute alle tasse e agli oneri sociali sono troppo alte, in più dobbiamo restituire alla Confederazione un credito COVID di 80 mila franchi. E i nostri sponsor attuali non bastano». Una perdita pesante in tal senso, per la squadra, è stata l’uscita di scena di Helsinn sette anni fa. «Riccardo Braglia continua ad essere vicino alla società – precisa il presidente – ma non possiamo sempre fare affidamento sulle stesse persone. E non vogliamo accumulare debiti». Per questo, la scorsa estate, i Tigers avevano chiesto un ulteriore aiuto alla Città, che già contribuisce pagando l’affitto dell’Istituto Elvetico (più o meno centomila franchi l’anno). Un primo passo in tal senso lo hanno fatto le AIL con un contributo che, tuttavia, non risolve i problemi strutturali dei bilanci del club. «Siamo molto preoccupati – aggiunge Cedraschi – e se qualche investitore arrivasse con una proposta, io le chiavi dei Tigers sarei disposto a dargliele». Sul fatto di creare una polisportiva, Cedraschi è tiepido. «Si potrebbe anche fare, aiuterebbe a ottimizzare i costi con un risparmio di poche decine di migliaia di franchi, che non basterebbe a sanare la situazione, visto che il nostro budget per la prima squadra è attorno ai 480 mila franchi». «Quello che potrei trovarmi costretto a fare – conclude un po’ a sorpresa il presidente – sarebbe rinunciare ad avere giocatori stranieri».
Aiuti diretti non sono possibili
Le difficoltà finanziarie dei Tigers sono note da tempo alla Città di Lugano e al Dicastero cultura, sport ed eventi. Del resto non è la prima volta che Cedraschi lancia appelli di questo genere (l’ultima volta lo aveva fatto nel settembre del 2021, in piena campagna per il PSE). «Negli scorsi anni abbiamo aiutato la società con fondi per il tabellone elettronico dell'Elvetico ad esempio e con altri importi diretti. Versiamo inoltre somme importanti per i movimenti giovanili (quasi 400 quelli del basket). Ma questi aiuti alle società sportive – sottolinea il capodicastero e vicesindaco Roberto Badaracco – devono limitarsi alle infrastrutture o al materiale. L’ente pubblico non può sostituirsi al privato assumendosi i costi di gestione oppure ripianando i debiti». Per quanto riguarda i Tigers, Badaracco conferma che la Città si è anche sempre fatta carico dell’affitto della palestra dell’Elvetico. Un aiuto diretto è dunque escluso, ma la Città sta monitorando la situazione. «Ci siamo incontrati varie volte con il presidente Cedraschi e gli abbiamo chiesto di mostrarci i bilanci in modo da capire dove è il problema». Come detto, sul tavolo c’è anche l’opzione di creare una collaborazione più attiva con altre società (per esempio tramite una polisportiva). Uno scenario, questo, che la Divisione Sport sta cercando di promuovere. «Noi abbiamo sempre fatto presente l’importanza di creare sinergie. Volley e basket potrebbero cooperare, per esempio con una segreteria, i servizi e il marketing in comune. «E una volta ultimato il palazzetto – prosegue il vicesindaco – i nuovi sponsor arriverebbero più facilmente. Il PSE è una occasione unica di rilancio per questi sport». Ovviamente, i Tigers dovrebbero resistere, societariamente parlando, fino all’inaugurazione e in questo senso la Città, conclude Badaracco, «potrebbe aiutare cercando nuovi finanziatori. Sarebbe un peccato se queste difficoltà dovessero continuare».
Una voce di corridoio
In attesa di nuovi investitori, l’unica via percorribile nel breve-medio periodo è quella di unire le forze. Per ora, va ribadito, l’idea di cooperare maggiormente sotto il cappello di una polisportiva con il Volley Lugano resta una voce di corridoio, un’idea. Un’ipotesi, ecco. «Di ufficiale non c’è nulla e non se ne è ancora discusso in comitato, né tra le due società», afferma il presidente Paolo Bernasconi. «Dovesse esserci un progetto programmato e definito, allora lo valuteremo». Per quanto concerne possibili collaborazioni, «la società è aperta ad approfondire eventuali proposte atte a permettere un sviluppo dello sport a Lugano».


