Ticino

Tra entusiasmo e rilancio, la Lega festeggia il Primo agosto a Biasca: «Siamo ancora in piedi»

Tra il rilancio del movimento dopo il caso Zali e il gelo con l’UDC sulle alleanze, la Lega celebra il Primo agosto a Biasca davanti a centinaia di simpatizzanti
© CdT/Gabriele Putzu
Jenny Covelli
01.08.2026 21:37

Nonostante la crisi innescata dal caso Zali – culminata con le dimissioni del consigliere di Stato – e la lunga Assemblea della sera precedente, alla festa del Primo agosto della Lega dei Ticinesi andata in scena alle ex Officine Swiss Rail Park di Biasca il clima era tutt’altro che dimesso. Tra le 350 e le 400 persone si sono ritrovate per condividere un bicchiere e il pranzo in compagnia, in un contesto segnato dai simboli del movimento: il logo della Lega e la bandiera svizzera campeggiavano su bandiere, magliette e cappellini.

Alle 12.22 è stato il coordinatore Daniele Piccaluga a salire sul palco per aprire il momento ufficiale: «Buongiorno a tutti, grazie di essere qui in tantissimi». La prima a prendere la parola è stata Norma Ferrari Conconi, municipale di Biasca da 14 anni per la Lega, che ha insistito sul fatto che proprio dai momenti difficili possano nascere «forza, determinazione e capacità di crescere», invitando il movimento a ritrovare «unità, coraggio e volontà di andare avanti».

Sulla stessa linea anche l’intervento del granconsigliere Michele Guerra, che ha definito quello attuale «un momento difficile, unico nella storia del movimento», esortando però i presenti a guardare avanti nel nome della storia leghista e della battaglia contro «partitocrazia ed europeisti».

Piccaluga ringrazia Claudio Zali

Il discorso più atteso era però quello di Piccaluga, arrivato dopo settimane tese e alla vigilia del rilancio politico del movimento. «Mentre ci trovavamo addosso di tutto e ci davano già per spacciati, la nostra gente non è scappata, ma è qui», ha detto dal palco, sottolineando che i giorni appena trascorsi «non sono stati facili», ma «non ci hanno spezzati». Il coordinatore ha toccato anche il nodo Zali, parlando di una «scelta difficile» accettata «con responsabilità, senza trasformarla in sentenza», per poi rivolgere all’ex consigliere di Stato un ringraziamento pubblico: «Claudio, oggi ti dico ancora grazie».

Norman Gobbi «punta di diamante», Picca trascinatore

Il messaggio politico lanciato alla base è stato quello della ricostruzione. Piccaluga ha insistito sulla necessità di «tornare ad essere la Lega», ammettendo che in alcuni momenti il movimento si sarebbe allontanato dal proprio spirito originario, «parlando troppo tra di noi e poco con voi». Ma ha anche rivendicato i successi ottenuti, citando in particolare la battaglia sulle casse malati, e ha tracciato una linea chiara in vista delle prossime scadenze: costruire «una squadra che unisca esperienza e rinnovamento», con Norman Gobbi indicato come «nostra punta di diamante alle prossime elezioni cantonali».

A rafforzare la figura del coordinatore è stato poi lo stesso Gobbi, che ha parlato di una Lega che «ha ritrovato una guida, energica, positiva, ma soprattutto rustica ticinese». Nel suo intervento, il consigliere di Stato ha anche rilanciato temi tradizionali del movimento, dal congelamento dei ristorni ai rapporti con Berna, evocando il motto «liberi e svizzeri» e la necessità di restare uniti.

A chiudere il momento ufficiale è stato il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che ha portato sul palco i temi e le iniziative della Lega, tornando anche ad attaccare i «media di regime» e a evocare il caso Sirica: «Vedremo se iparleranno del grave reato di pirateria stradale commesso dal co-presidente del PS. Molto meno grave era il caso Gobbi di cui i giornali hanno parlato per anni».

«Siamo pronti per tornare a parlare e ascoltare le busecche dei ticinesi»

© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu

Prima del pranzo, il coordinatore della Lega si è espresso con i giornalisti sul futuro delle alleanze. Piccaluga ha preso atto con evidente irritazione della chiusura espressa dall’UDC, che non intende sedersi al tavolo per discutere una possibile intesa in vista delle Cantonali del 2027. «Eravamo pronti a tematizzare la questione dell’alleanza. L’appuntamento ci sarà ancora», ha premesso. Poi l’affondo: «All’UDC dico: non sono un mocio vileda che usi quando vuoi e quando non vuoi».

Piccaluga ha spiegato che la proposta di riaprire almeno un dialogo con l’UDC era emersa chiaramente nell’Assemblea e aveva raccolto un sostegno significativo, tanto da spingere il coordinamento a farsene carico. Proprio per questo, ha aggiunto, la presa di posizione dei democentristi lo ha lasciato «un po’ spiazzato», anche perché arrivata, ha sottolineato, «per vie traverse, dai media». E ha lanciato un avvertimento politico preciso: se l’UDC non intende entrare in materia sulle cantonali, «sarà poi la stessa cosa per la Lega dei Ticinesi quando si tratterà di discutere l’alleanza a livello federale».

Sul piano strategico, il coordinatore ha riconosciuto che la vicenda Zali ha inferto «un forte colpo» al movimento, ma ha escluso che la Lega sia disorientata. «La strategia cambierà perché non corriamo con due uscenti, ma uno (Norman Gobbi, ndr.). Ma la Lega sarà pronta al via». E ancora: «La Lega dei Ticinesi sarà della partita, agguerrita, pronta a tornare a parlare e ascoltare le busecche dei ticinesi».

Alla fine della giornata, il messaggio che il movimento ha voluto trasmettere da Biasca è apparso piuttosto netto: malgrado le ferite interne e l’incertezza sul fronte delle alleanze, la Lega vuole mostrarsi ancora viva, presente e intenzionata a rilanciarsi. «La Lega c’è», ha detto Piccaluga, visibilmente colpito dalla partecipazione: «Vedere questa sala così gremita, tanto entusiasmo, è un segnale forte».

In questo articolo: