Tra minacce e fake news: «A Como stupri di gruppo e violenza indiscriminata»

A Como la preoccupazione non si placa. Dopo i messaggi diffusi ieri, online, che fanno riferimento a possibili manifestazioni studentesche in città il prossimo sabato 24 ottobre, la tensione è alle stelle. Nelle ultime ore, come riferisce il portale QuiComo, sono state numerose le chiamate ricevute dai centralini di polizia e carabinieri per presunte «presenze sospette», come gruppi di ragazzi vestiti di nero e movimenti anomali in diverse zone della città. Fino ad ora, però, queste segnalazioni si sono rivelate false.
La Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali), intanto, ha acquisito il materiale proveniente da almeno due chat dove gruppi di giovani starebbero programmando manifestazioni per il fine settimana, per indagare su chi si celi dietro a questa iniziativa. In queste conversazioni – ora oggetto di indagine – compaiono, a tutti gli effetti, riferimenti espliciti a Como, ad abiti neri, passamontagna e possibili obiettivi. In tal senso, sui social sono comparsi anche messaggi che invitano gli utenti a scegliere quali attività commerciali prendere di mira, alimentando il panico tra i negozianti.
A complicare, ulteriormente, la situazione, è anche la partita in programma sabato alle 15:00 al Sinigaglia, dove si giocherà Como-Sassuolo. L'appuntamento dei manifestanti è infatti atteso sempre alle 15:00 in piazza Vittoria, da dove partiranno per «attaccare tutto il centro». La partita, dunque, potrebbe complicare la gestione dell'ordine pubblico, proprio nel momento più caldo della giornata.
Ma non è tutto. Nelle scorse ore, nelle chat WhatsApp, come riferisce ancora QuiComo, hanno iniziato a circolare messaggi e audio ancor più allarmanti Tra questi, spiccano conversazioni su presunti gruppi pronti a compere violenze «indiscriminate» e persino «stupri di gruppo» ai danni di ragazze. Secondo quanto si legge sulla Provincia di Como, a metà pomeriggio di ieri, nella chat 24.10 Como è comparso un video che annunciava stupri di gruppo contro le studentesse comasche. Una provocazione che come riferisce sempre la Provincia, potrebbe essere opera di qualche burlone, o di persone che hanno voluto seminare volontariamente il panico. Neanche a dirlo, nella serata di ieri moltissimi giovani comaschi hanno ricevuto messaggi di allarme. «Ragazze, fate attenzione. Girano appelli su stupri di gruppo a Como». Messaggi che hanno, inevitabilmente, aumentato il grado di preoccupazione, soprattutto nelle famiglie. Diversi genitori si sono rivolti alle autorità, chiedendo informazioni sulla sicurezza, mentre molte madri si chiedono se sia opportuno mandare i figli a scuola o lasciarli uscire da soli.
Complice quanto accaduto a Milano nel fine settimana, la tensione è inevitabile alle stelle. Secondo quanto si legge sui media locali, tuttavia, le minacce delle ultime ore hanno portato a una vera e propria «psicosi». Complici i messaggi pubblicati sui social, il livello di allarme si è alzato notevolmente, al punto tale da portare i cittadini a rivolgersi all'autorità non appena si trovavano di fronte a situazioni ritenute «pericolose» (tra queste, la presenza di ragazzi vestiti di nero). Come evidenzia, ancora, QuiComo, il risultato di tutto ciò è stata una sovrapposizione tra un rischio che viene preso sul serio dalle autorità e molteplici notizie false o non verificate, come evidenziano i numerosi falsi allarmi arrivati al centralino nelle scorse ore. Ciononostante, l'attenzione di polizia e carabinieri per l'appuntamento di sabato resta alta, mentre le indagini della Digos proseguono.
