Territorio

Traffico, tra pazienza e misure per attenuarlo

Il tema della viabilità nel Mendrisiotto è decisamente sentito, anche da parte della politica – Il Governo ha risposto a tre interrogazioni che sollevano altrettanti argomenti viari – Si va dal carpooling ai disagi prodotti dai cantieri in Italia, senza dimenticare i semafori
© CdT/Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
15.11.2025 06:00

Dici «strada» (o autostrada) e nel Mendrisiotto si sa già – soprattutto a determinate fasce orarie – che ci sarà bisogno di armarsi di pazienza. Il traffico – con annesso potenziamento del trasporto pubblico – è un argomento sentito da chi sale in auto quotidianamente, ed è altresì tematizzato dalla politica. Ad esempio si parla da tempo del progetto PoLuMe (il potenziamento della A2 tra Mendrisio e Lugano), che però non fa l’unanimità. E poi c’è la recente iniziativa – «Sopra la vita! Sotto l’autostrada» – che mira all’interramento, sempre dell’autostrada.

Insomma, a sud del ponte diga la questione è «sentita». A tutto ciò si aggiungono gli eventi puntuali – incidenti o panne, per fare due esempi – che mandano, di fatto, in tilt tutto il sistema viario. Ne è ben cosciente anche il Consiglio di Stato il quale, negli scorsi giorni, ha risposto a ben tre interrogazioni sul tema. La prima – inoltrata dal granconsigliere Gabriele Ponti (PLR) – chiedeva lumi sui disagi ai valichi del Mendrisiotto e sulle azioni che intende intraprendere l’Esecutivo cantonale per migliorare la viabilità transfrontaliera.

Tra le diverse domande poste, una in particolare chiedeva come si intendesse promuovere un piano di intervento strutturale per migliorare la viabilità e ridurre i disagi nella zona di confine, anche a fronte del fatto che – citiamo – «il carpooling sembra non essere praticato a sufficienza».

Gli incentivi non mancano

L’Esecutivo cantonale, nel rispondere, spiega innanzitutto che «la pianificazione degli interventi a favore della mobilità avviene attraverso i Programmi di agglomerato e i piani regionali dei trasporti». Diverse misure, ad ogni modo, «sono orientate a incentivare il carpooling». In particolare – ravvisa il Consiglio di Stato –, è prevista la realizzazione di corsie dedicate ai mezzi pubblici e ai veicoli con almeno tre occupanti lungo gli assi Stabio-Gaggiolo e Novazzano-Brusata. L’impiego di queste corsie «consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza, favorendo così la formazione di equipaggi in condivisione».

A tal proposito si citano anche i circa 300 stalli messi a disposizione, a partire dal 2021, su territorio italiano: posteggi voluti per «raccogliere l’utenza proveniente in auto dal bacino lombardo». Non si dimenticano, inoltre, gli incentivi cantonali a favore della mobilità aziendale (tragitto casa-lavoro dei frontalieri). In questo caso si menzionano l’allestimento di Piani di mobilità aziendali e comprensoriali, l’organizzazione di navette aziendali, la realizzazione di posteggi per biciclette e le consulenze per ridurre e meglio gestire i posteggi auto nelle aziende».

Il viadotto italiano

Nell’interrogazione di Alessandro Corti (Il Centro) e cofirmatari, le attenzioni sono rivolte ai lavori sul viadotto della A9, appena oltre il confine. Un tratto autostradale che da tempo è oggetto di vari cantieri e conseguenti disagi al traffico. «La preoccupazione espressa dagli interroganti è comprensibile» annota l’Esecutivo specificando che vi sono contatti regolari con Autostrade per l’Italia e la Provincia di Como (attraverso la Comunità di lavoro Regio Insubrica). Ma si ricorda altresì che «le infrastrutture invecchiano e che, per garantirne la qualità e l’utilizzo in piena sicurezza, si rendono necessari interventi manutentivi e conservativi, talvolta di una certa entità». Per cercare di limitare al massimo i disagi è stato predisposto un potenziamento dei servizi di assistenza alla viabilità, il presidio con carri di soccorso e l’installazione di apposita segnaletica, oltre a una corsia supplementare da aprire alternativamente verso nord o verso sud. Nel caso la congestione al valico di Chiasso diventi insostenibile, si fa presente, «vengono adottati piani di gestione che coinvolgono tutti gli enti di primo intervento».

Una terza interrogazione – primo firmatario Andrea Rigamonti (PLR) – tratta invece il tema dei semafori autostradali all’imbocco delle gallerie. Si cita in particolare la data del 20 settembre, quando 3 incidenti in una giornata (in direzione nord) crearono enormi disagi. In quell’occasione furono attivati i semafori. «Purtroppo la segnaletica è programmata e non è modificabile manualmente, vale a dire che le varie possibilità da esporre nel sistema di gestione del traffico sono fissate da USTRA e non sono modificabili da parte degli operatori della Centrale del Traffico della Polizia cantonale».
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