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Trasporti '45, per ProGottardo «manca una visione per il futuro del Ticino»

Per l'associazione occorre una visione aperta al futuro che fornisca al Parlamento le necessarie basi per delineare una progettualità a lungo termine, per decidere le priorità e stabilire il finanziamento, che può avvenire solo con il concetto della «croce federale della mobilità»
©KEYSTONE/Urs Flueeler
Red. Online
09.10.2026 17:29

La consultazione del Consiglio Federale sul progetto «Trasporti ‘45» si è chiusa. Come si legge in una nota di ProGottardo- Ferrovia d'Europa, innumerevoli prese di posizioni ne mettono a nudo la fragilità, rivendicandone un profondo ripensamento. Occorre una visione aperta al futuro che fornisca al Parlamento le necessarie basi per delineare una progettualità a lungo termine, per decidere le priorità e stabilire il finanziamento. Ciò può avvenire solo con il concetto della «croce federale della mobilità», peraltro già accolto dal Parlamento, che si fonda sugli assi est-ovest e nord-sud e sulle connessioni internazionali. È questa anche la condizione necessaria affinché il Ticino, tanto nelle sue esigenze urgenti a corto termine, quanto negli sviluppi sul lungo periodo, si possa far valere a Berna.

Nello specifico, come si legge nella nota, l’esigenza di far uscire la politica della mobilità e dei trasporti dalle sacche dell’incertezza progettuale e finanziaria non trova risposta nel progetto «Trasporti ‘45». «Il progetto di fatto si limita a definire delle opere prioritarie a corto termine sulla base di criteri di urgenza tecnico-finanziaria, senza che via sia una visione di lungo periodo», si legge nel testo. «Ma anche molti dei progetti previsti non si avvalgono di funzionalità e di utilità evidenti. Come noto, fra i principali perdenti del progetto del Consiglio Federale vi sono il Ticino, il sud delle Alpi, l’asse transalpino e le connessioni con l’Europa».

Manutenzione, ottimizzazione informatica e ampliamento

La ProGottardo–Ferrovia d’Europa, come esposto nella sua presa di posizione, ritiene che il prossimo dibattito al Parlamento nel 2027 sul relativo Messaggio del Consiglio Federale debba concentrarsi sui progetti urgenti di manutenzione, ottimizzazione informatica e ampliamento fino al 2035 e sul relativo finanziamento. Di contro, in vista del Messaggio del 2031 è da avviare un riorientamento lungimirante della politica della mobilità e dei trasporti, in particolare della rete ferroviaria, nella consapevolezza che le infrastrutture sono un patrimonio europeo. Pertanto, forte di un’ampia legittimità acquisita a livello cantonale, così come nel contesto della Regio Insubrica e delle Regioni dell’Italia del Nord maggiormente interessate, formula le seguenti rivendicazioni:

1. Elaborazione di un progetto a lungo termine che si ponga in un'ottica sovraordinata agli interessi regionali e integri in una in una visione coerente i tre livelli regionale, nazionale e internazionale. Il progetto deve basarsi sul concetto della «Croce federale della mobilità» e considerare le connessioni internazionali con il completamento delle linee di accesso ad AlpTransit.

2. Predisposizione di una pianificazione di massima che affronti in una visione d'assieme il completamento dell'asse di transito internazionale nord-sud con le linee di accesso e i principali nodi fuori e dentro i confini e permetta di definire le tappe realizzative e le priorità di completamento modulare delle infrastrutture di AlpTransit al Sud delle Alpi.

3. Considerazione sul corto termine, ovvero nella fase di ampliamento 2027, delle opere urgenti richieste dal Cantone – 4° binario con marciapiede a Locarno, raddoppio Ponti Ticino e Verzasca sulla tratta Cadenazzo-Locarno, adeguamento binari e marciapiedi nodo Mendrisio e aumenti capacità e flessibilità nodi Bellinzona e Lugano –, quale primo passo verso la garanzia di un significativo miglioramento della stabilità dell'esercizio ferroviario e dei principali collegamenti transfrontalieri.

In sintonia con le posizioni del DT

«Queste rivendicazioni sono in sintonia con le posizioni recentemente assunte dal Dipartimento del territorio ed esposte dal Cantone nella sua presa di posizione nell’ambito della consultazione», spiega ProGottardo nella presa di posizione «In questo senso sono espressione di una convergenza di intenti e di una posizione condivisa a livello cantonale intesa ad assicurare sul corto termine la funzionalità dei trasporti ferroviari a Sud delle Alpi e sul lungo periodo una nuova progettualità che implichi il completamento dell’asse transalpino con le linee di accesso ad AlpTransit in una prospettiva sia economica e ambientale sia geopolitica». Il Ticino, in particolare il Governo con la nuova dirigenza del Dipartimento del Territorio e con la Deputazione, «si trova di fronte all’opportunità di far valerea Berna ragioni forti in favore delle esigenze immediate e future della rete ferroviaria al Sud delle Alpi». Ragioni che iniziano a trovare ampio riscontro anche a nord del Gottardo.