Trasporto alimentare, irregolarità nel 16% dei veicoli controllati

Il trasporto delle derrate alimentari in Ticino rispetta generalmente i requisiti igienici e di temperatura previsti dalla legge, ma permangono alcune criticità. È quanto emerge da una campagna di controlli condotta in collaborazione con l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e il Reparto stradale della Polizia cantonale e pubblicato dal Laboratorio cantonale.
Nel complesso sono stati ispezionati 67 veicoli, dai furgoni fino ai camion da 44 tonnellate. In 11 casi, pari al 16% del totale, è stata rilevata almeno un’irregolarità. Un carico è stato respinto alla frontiera.
Catena del freddo rispettata nella maggior parte dei casi
Circa il 90% dei veicoli trasportava prodotti refrigerati o surgelati, per i quali il rispetto delle temperature prescritte è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare. I controlli hanno confermato l’efficacia dei sistemi di refrigerazione nel 95% dei casi, mentre sono state riscontrate tre non conformità.
Sul fronte dell’idoneità dei mezzi, sono emersi problemi alle guarnizioni di due veicoli: l’usura non garantiva più una chiusura ermetica delle celle coibentate. La manutenzione dei mezzi rappresenta quindi un aspetto importante per assicurare il mantenimento delle temperature durante il trasporto.
Pulizia e carichi misti sotto esame
Le verifiche hanno evidenziato condizioni igieniche adeguate nella maggior parte dei casi. Il 90% dei mezzi presentava infatti condizioni di pulizia ottimali, mentre in sette veicoli sono state riscontrate lacune nella sanificazione dei vani di carico e delle relative infrastrutture.
Anche le modalità di carico sono risultate generalmente conformi: il 95% dei veicoli operava in condizioni adeguate. In due casi, tuttavia, sono emerse criticità nella separazione delle merci e nella gestione delle temperature. Tra gli esempi segnalati figura il trasporto di prodotti congelati in vani mantenuti a una temperatura positiva di 4 gradi, con possibili conseguenze sulla catena del freddo. In un trasporto di alimenti sfusi, inoltre, i pallet di legno erano a contatto diretto con la merce.
Il personale alla guida è invece risultato provvisto di abbigliamento da lavoro adeguato e conforme ai requisiti igienici.
L’ultimo chilometro è il più delicato
Il bilancio complessivo dell’indagine è positivo, secondo quanto indicato dagli organizzatori dei controlli, e testimonia gli investimenti delle aziende nella logistica e nella formazione del personale. Restano tuttavia alcune vulnerabilità, soprattutto nei trasporti di medio raggio e nella distribuzione finale.
Le frequenti aperture delle porte durante le operazioni di scarico possono provocare un aumento della temperatura che i sistemi di refrigerazione, in particolare quelli meno potenti, faticano a compensare. Nei veicoli leggeri, inoltre, le sollecitazioni su portelloni e guarnizioni accelerano l’usura dei sistemi di chiusura.
La fase della consegna finale si conferma quindi particolarmente delicata per il mantenimento della catena del freddo. Per ridurre i rischi, viene sottolineata la necessità di rafforzare le procedure di autocontrollo e di gestire con attenzione i tempi di sosta durante le operazioni di carico e scarico.
