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Tre licenziamenti a TeleTicino, il sindacato svizzero dei media esprime solidarietà

Il sindacato parla di crisi strutturale del settore e mette in guardia dall’indebolimento del pluralismo dell’infomazione - L’emittente di Melide richiama la riduzione del contributo del canone
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Red. Online
02.02.2026 16:48

Il Sindacato Svizzero dei Media (SSM) ha espresso la sua solidarietà ai tre collaboratori recentemente licenziati da TeleTicino, manifestando al contempo una forte preoccupazione per lo stato di salute dei media nella Svizzera italiana. In una presa di posizione diffusa oggi, il sindacato sottolinea come i licenziamenti non rappresentino un episodio isolato, ma si inseriscano "in una lunga scia di riduzioni di personale, ristrutturazioni e difficoltà che da anni colpiscono il settore dei media nel nostro cantone". Il SSM richiama, tra gli esempi recenti, quanto avvenuto anche presso laRegione e la situazione di forte pressione che coinvolge la RSI, parlando di una "crisi strutturale" del settore. "Lo stato di salute dei media ticinesi e locali è fragile e in costante peggioramento", denuncia il SSM. "Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, non ci troviamo di fronte a un settore sovradimensionato, bensì a un comparto che sta progressivamente perdendo risorse, posti di lavoro, competenze e capacità di svolgere il proprio ruolo fondamentale nella società". L’erosione del tessuto mediatico locale, avverte il SSM, rischia inoltre di consegnare la formazione dell’opinione pubblica alle piattaforme social e ai grandi gruppi mediatici internazionali, privi di legami con il territorio e di responsabilità sociale nei confronti della popolazione della Svizzera italiana.

Decisione legata alla riduzione del canone

Dal canto suo, la direzione di TeleTicino ha precisato che i licenziamenti rientrano in una riorganizzazione legata alla riduzione del contributo di canone destinato all’emittente.