«Tre mozioni per preparare Bellinzona al grande caldo»

Tre mozioni, un unico obiettivo: dare a Bellinzona e ai suoi abitanti qualche strumento in più per convivere con le estati sempre più calde. Già al centro di un documento pubblicato a inizio luglio dalla Città - «Strategia per il verde urbano» - la preparazione turrita alla lotta contro le alte temperature torna sotto la lente con, appunto, tre atti parlamentari che, presentati per il gruppo Verdi-FA da Sara Nisi (cofirmatarie Elisa Chiapuzzi e Lorenza Giorla), chiedono misure concrete per garantire, contro la canicola, un maggiore accesso all’acqua potabile, la creazione di una rete d’ombra che favorisca la mobilità lenta, la predisposizione e mappatura di una rete comunale di luoghi freschi.
Più acqua pubblica
A fronte di ondate di calore «sempre più frequenti, intense e durature quale conseguenza dei cambiamenti climatici», evidenziano i testi rivolti al Consiglio comunale, «le temperature elevate rappresentano un crescente problema di salute pubblica, aumentando il rischio di disidratazione, colpi di calore, aggravamento di patologie cardiovascolari e respiratorie e mortalità durante gli episodi di canicola». Di qui la necessità di agire, ad esempio, individuando i luoghi dove l’offerta di punti di approvvigionamento risulta insufficiente e pianificare, «ove tecnicamente ed economicamente sostenibile, la realizzazione di nuove fontane pubbliche», con la creazione di una mappa aggiornata degli appositi punti di riempimento borracce, come già si fa in altri Comuni svizzeri ed europei. Una misura che aiuterebbe, «sommata a una comunicazione adeguata», a promuovere il consumo di acqua pubblica, riducendo anche l’utilizzo di bottiglie in plastica monouso. Tra gli incarichi portati avanti dalle mozioni, anche la creazione, come già evidenziato, di una rete dedicata alla mobilità lenta. Questa permetterebbe, tramite l’analisi dell’esposizione al sole dei principali percorsi pedonali e ciclabili della città, di individuare gli assi più critici così da elaborare un piano di intervento progressivo che privilegi la piantumazione di alberature o altre soluzioni naturali per aumentare l’ombreggiamento. «Le autorità sanitarie federali e cantonali raccomandano, tra le principali misure preventive, la permanenza durante le ore più calde della giornata in ambienti freschi o climatizzati. Tuttavia, una parte della popolazione non dispone di tali spazi nella propria abitazione o nelle immediate vicinanze». Per questa ragione, il terzo punto promosso dalle mozionanti verte sulla mappatura di una rete di «luoghi freschi» che permetta a chi più ne ha bisogno di trovare un po’ di sollievo nelle ore più calde. Edifici pubblici - come biblioteche, centri civici, musei e sale multiuso - climatizzati o naturalmente più freschi, che fungano da rifugio per la popolazione, specialmente durante i periodi di allerta canicola. Ubicazione, orari di apertura, modalità di accesso ed eventuali servizi disponibili sono informazioni che i cittadini devono poter trovare sia in formato digitale, sia mediante gli strumenti informativi della Città».
Un’estate record
Il documento pubblicato a inizio luglio segue questa linea riconoscendo il verde come elemento centrale per qualità di vita, salute, biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici. E non a caso, tra i punti principali, prevede di dotarsi di nuove regolamentazioni e strumenti operativi che permettano di proteggere il verde cittadino, anche tramite il coinvolgimento dei privati o la collaborazione con enti di ricerca, senza dimenticare una concezione più trasversale del tema, che coinvolga servizi e settori diversi dell’amministrazione.
Da noi contattata, Sara Nisi spiega che le tre mozioni non rappresentano una risposta diretta a questa strategia, quanto più la declinazione bellinzonese di un piano d’azione che i Verdi hanno intenzione di promuovere, localmente, in tutto il cantone. Secondo la consigliera comunale è ora di andare oltre le buone idee che rimangono tali. «Quella che stiamo vivendo è sicuramente un’estate record, ma le temperature presenti fanno capire come il discorso non riguardi più la preparazione a scenari futuri, ma la risposta a problemi già presenti. Non pretendiamo che nel giro di un mese avvenga una rivoluzione. Non stiamo dando un termine. Ma è importante prendere coscienza delle criticità e cominciare ad agire in modo concreto dove possibile, ad esempio pensando già a come muoversi in vista del prossimo anno, e dove intervenire per i progetti più a lungo termine».
