Appuntamenti

Trent'anni di Premio Möbius

Torna a Lugano dal 1° al 3 ottobre la manifestazione che riflette su sovranità digitale, algoritmi e intelligenza artificiale. Tra gli ospiti Bruno Giussani, Walter Siti, Eleonora Benecchi, Massimo Bray, Derrick de Kerckhove, Luca De Biase, Maria Grazia Giuffreda e Gino Roncaglia
©Gabriele Putzu
Red. Online
21.09.2026 06:00

Quanto controllo conserviamo sugli strumenti digitali che organizzano ciò che vediamo, leggiamo e pensiamo? È la domanda al centro della trentesima edizione del Premio Möbius, in programma a Lugano nell'Aula magna dell'USI dal 1° al 3 ottobre 2026. Tre giornate dedicate al rapporto fra autonomia personale e tecnologie digitali e, più in generale, alla possibilità per la Svizzera e l'Europa di ridurre la propria dipendenza dalle grandi piattaforme globali.

Il titolo scelto per l'edizione, La mente contesa, parte da una constatazione ormai difficile da ignorare: informazione, linguaggio, memoria e attenzione passano sempre più spesso attraverso infrastrutture digitali che selezionano ciò che vediamo, organizzano l'accesso alla conoscenza e raccolgono dati sulle nostre abitudini. La questione riguarda quindi anche la capacità di persone e società di conservare un congruo spazio di autonomia nel modo in cui comprendono la realtà.

Uno dei fili conduttori del programma sarà il rapporto fra manipolazione algoritmica e sovranità digitale. Sabato 3 ottobre alle 14.00 Bruno Giussani, noto giornalista, saggista e podcaster, partirà dai suoi due libri pubblicati nel 2026, La mente sotto assedio e Meno America nelle nostre vite, per mettere in relazione la difesa dell'autonomia individuale con la crescente dipendenza europea da piattaforme e infrastrutture statunitensi (e cinesi). Giussani giovedì sarà protagonista anche del MöbiusLab Giovani al Liceo di Lugano 1, dove dialogherà con due classi di quarta liceo sul rapporto fra giovani, algoritmi e intelligenza artificiale.

La riflessione sulla mente digitale sarà sempre al centro dell'attenzione giovedì 1° ottobre alle 18.00 alla Biblioteca cantonale di Lugano con Walter Siti, scrittore di fama e critico letterario. A partire dal suo libro La fuga immobile. Lo strano caso della Generazione Z, Siti rifletterà, in dialogo con Alessio Petralli e Stefano Vassere, su una generazione cresciuta fra crisi permanenti e ambienti digitali, sulle sue forme di adattamento e sulle categorie con cui gli adulti cercano di descriverla.

Venerdì 2 ottobre, all'Aula magna dell'USI, la mattinata sarà dedicata a un nuovo modo di riflettere sulle nostre «relazioni affettive con i media», attraverso quattro originali percorsi narrativi (videogiochi, social, tempo e digitale, intelligenza artificiale) proposti da Eleonora Benecchi, Petra Mazzoni e Christian Biasco e dedicati ad illustrare in un modo nuovo e intrigante una ricca messe di dati, altrimenti difficili da «digerire», che riguardano i giovani svizzeri (ma anche gli over 65). Giovani svizzeri che rappresentano per certi versi un caso speciale e positivo rispetto ai loro coetanei europei.

Nel pomeriggio il programma allargherà lo sguardo al rapporto fra media, informazione e conoscenza. Luca De Biase, giornalista del Sole 24 Ore, discuterà della necessità di una nuova «ecologia dei media» capace di rimettere al centro fonti, pluralismo e qualità dell'informazione, mentre Massimo Bray, direttore generale dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, affronterà il futuro dei contenuti autorevoli in un contesto in cui l'intelligenza artificiale si interpone sempre più spesso fra il pubblico e le fonti. Chiuderà la giornata Alberto Acerbi, dell'Università di Trento, affrontando i rischi del «tecnopanico».

Il Möbius non si limiterà però alla diagnosi dei rischi. Sabato 3 ottobre Maria Grazia Giuffreda, direttrice associata del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico di Lugano, e Gino Roncaglia, professore all'Università Roma Tre, discuteranno di Apertus, il modello di intelligenza artificiale aperto sviluppato da ETH Zurigo, EPFL e CSCS, e del ruolo di infrastrutture pubbliche, dati e cooperazione internazionale nella costruzione di un'IA meno dipendente dai grandi operatori privati. Edoardo Beretta, professore di macroeconomia internazionale all'USI, farà il punto sui primi quattro anni del Plan B di Lugano, mentre Gualtiero ed Elena Carraro, di Carraro Lab, presenteranno piattaforme partecipative come possibili alternative ai grandi social network.

A chiudere idealmente l'orizzonte tecnologico dell'edizione sarà il quantum computing. Derrick de Kerckhove, psicotecnologo di fama mondiale e autore del recente L'uomo quantistico, Emanuele Carpanzano, presidente del Möbius, e Alessandro Curioni, direttore del centro di ricerca IBM di Zurigo, metteranno a confronto lo stato della ricerca con le possibili conseguenze dell'informatica quantistica sull'intelligenza artificiale, la conoscenza e la società.

La trentesima edizione avrà anche uno sguardo retrospettivo. Nell'atrio dell'Aula magna sarà visitabile CTRL+Cinema, l'esposizione curata da ESo-CoP che mette in relazione computer, cinema e cultura pop. Ben più di una semplice mostra di macchine del passato, l'installazione crea un percorso attraverso il modo in cui il cinema ha immaginato il futuro digitale e il confronto con ciò che la tecnologia è effettivamente diventata. Quando il Premio Möbius è nato, il digitale era ancora soprattutto una promessa; trent'anni dopo, la domanda è: quale rapporto vogliamo costruire con sistemi ormai integrati nell'informazione, nella comunicazione, nella cultura, nella medicina e nella vita quotidiana?

Completano il programma il Grand Prix Möbius Suisse 2026, dedicato a «digitale e medicina» (i sei progetti in concorso sono MethyIX, TissueLabs, InVirtuoLabs, InkVivo, AIceberg, CC Cardio); il Grand Prix Möbius per l'intelligenza artificiale al servizio della società, assegnato a Walter Quattrociocchi; e un Premio speciale per la creatività emergente e l'arte digitale attribuito ad Andreas Gysin e Sidi Vanetti.

Informazioni e programma completo sul sito moebiuslugano.ch.