Tribuna dello stadio del Lido: «Tetto rifatto a regola d'arte»

La nuova copertura della tribuna dello stadio del Lido «è stata ricostruita con cura e competenza secondo le regole dell’arte, seguendo un progetto complesso che ha coinvolto i servizi tecnici della Città, i progettisti, le maestranze, l’assicuratore dello stabile e il Municipio stesso». Ne è convito l’Esecutivo di Locarno che rimanda dunque al mittente la tesi di Giorgio Toprak secondo la quale, malgrado si siano spesi 1,8 milioni di franchi, la tribuna del campo di calcio risulta monca. Nella risposta all’interrogazione del consigliere comunale del Centro, Palazzo Marcacci rammenta che la progettazione dell’opera è stata costantemente seguita dalla Divisione della logistica della Città. Lo studio d’ingegneria ha dapprima elaborato alcune varianti ed i risultati intermedi e finali della progettazione sono stati discussi a più riprese e presentati anche ad una delegazione municipale, in particolare ai capidicastero Finanze e logistica e Ambiente della passata legislatura. Il progetto finale è stato approvato dalla Divisione logistica e territorio, segnatamente dalla sezione logistica e manutenzione.
Non c’era tempo da perdere
«Il progetto ha seguito l’usuale procedura edilizia», ribadisce l’Esecutivo cittadino ricordando che sussisteva la necessità di procedere velocemente per ripristinare al più presto la situazione a causa dell’evento straordinario (la tromba d’aria del 16 agosto 2021, ndr.) che aveva gravemente danneggiato la tribuna. L’incarto relativo alla sostituzione del tetto della tribuna dello stadio, dopo che il Municipio aveva approvato il messaggio con la richiesta del credito di realizzazione, era stato presentato nel dettaglio anche alla Commissione della gestione. In quell’occasione, « criteri di valutazione principali erano il costo e la nuova capacità di carico. In altri termini si è valutata una soluzione con il miglior rapporto tra costo e prestazione, ritenuto che il costo per qualsiasi opera di miglioria sarebbe stata a carico della Città», scrive il Municipio nella risposta all’interrogazione presentata da Toprak.
Difficoltà tecniche
Sebbene la sostituzione dei seggiolini non rientrasse nel credito votato dal Consiglio comunale ed i seggiolini stessi non erano stati danneggiati dall’evento eccezionale dell’estate 2021, si è comunque valutata la possibilità di rimuoverli ed al loro posto di installare quelli della tribuna dello stadio Cornaredo di Lugano. Soluzione che è però risultata tecnicamente non praticabile. Con risoluzione del febbraio 2024, l’Esecutivo ha comunque chiesto di valutare il costo per una eventuale, non esclusa in un prossimo futuro, sostituzione dei seggiolini della tribuna dello stadio. Ebbene, il costo, compreso lo smaltimento di quelli attuali, ammonterebbe a circa 120.000 franchi e che non sarebbe coperto dall’assicurazione in quanto i seggiolini non sono stati, come detto, danneggiati dalla tromba d’aria di tre anni fa.
Maggior solidità
Rispetto alla situazione precedente, rileva ancora Palazzo Marcacci, la struttura centrale risulta ora più solida ed è in grado di sopportare adeguatamente il peso del nuovo impianto fotovoltaico, composto da 208 moduli da 400 Wp, con una potenza complessiva installata di 83.2 kWp. «Le attuali aree destinate alla tribuna stampa e alle cabine di commento - si legge ancora nella risposta all’interrogazione nella quale Toprak sosteneva che queste due strutture fossero state eliminate nell’ambito dei lavori per la sostituzione del tetto della tribuna - sono sostanzialmente simili alla situazione precedente». Per quanto riguarda l’asserita pericolosità di alcuni posti a sedere nella parte della tribuna «non sembrano essere necessarie misure correttive in quanto gli spazi e le altezze non risultano differire di molto rispetto a prima. Nei posti più critici, sono stati tolti alcuni seggiolini».
Il Municipio cittadino precisa infine che non è stata necessario intraprendere alcuna azione legale o contrattuale. E questo in considerazione del fatto che «non risultano errori o carenze progettuali e a livello costruttivo l’opera è stata eseguita a regola d’arte», ribadisce Palazzo Marcacci nella risposta all’interrogazione dello scorso giugno.
