Tribunale d'appello vicino al suo limite

Il messaggio – trasversale a diversi settori del Tribunale d’appello – è chiaro. E potrebbe essere così riassunto: c’è consapevolezza delle difficoltà finanziarie del Cantone, ma per continuare ad avere una Giustizia efficiente occorre considerare un potenziamento dell’organico.
Un messaggio ribadito a più riprese nelle varie relazioni presidenziali delle Sezioni e Camere che compongono il Tribunale d’appello (TA), contenute nel rapporto annuale del TA pubblicato proprio ieri.
Alcuni esempi
«Nonostante lo sforzo di tutti i membri della Camera (...) la possibilità di recuperare le pendenze accumulate nel passato si è rivelata una chimera», si legge ad esempio nella relazione del presidente della Prima Camera civile, il giudice Enrico Giani. Il quale, poco dopo, afferma: «Ancora una volta questo mi impone di richiamare la necessità di un deciso e urgente potenziamento della Camera in termini di organico».
Oppure, per citare un altro esempio, anche la presidente della Camera di esecuzione e fallimento, la giudice Serena Bellotti, rileva che «le risorse a disposizione non sono più sufficienti per far fronte alla mole di lavoro» e che, dunque, «un potenziamento dell’organico (idealmente di un/una cancelliere/a a tempo pieno) risulta imprescindibile».
Ancor più decisa, poi, è la relazione del presidente della CARP, il giudice Angelo Olgiati, che rileva: «Anche nel 2025 gli incarti in entrata hanno ampiamente superato le 300 unità. Il grande impegno di tutte e di tutti, personale attivo nella cancelleria, cancelliere e cancellieri, giudici ha permesso alla CARP di evadere un numero di incarti praticamente identico a quello delle nuove entrate. Ma si tratta di una situazione di quasi sopravvivenza, che non deve celare la dura realtà, ovvero che il numero di incarti arretrati supera le 230 unità: ciò che equivale a quasi un anno di lavoro!».
E questi, come detto, sono alcuni esempi di una situazione che, con varie sfumature, viene riscontrata in diversi settori del Tribunale.
Sforzi vanificati in un anno
«Il risultato complessivo è comunque solido e positivo, poiché dal profilo degli incarti evasi abbiamo certamente tenuto», premette contattato dal Corriere del Ticino il presidente del TA, Giovan Maria Tattarletti. «Il problema – aggiunge – è che rispetto agli ultimi anni c’è stato un aumento delle entrate che ha poi messo in difficoltà svariate Camere e Corti, che si sono ritrovate con un aumento delle pendenze». La constatazione principale, quindi, «è che basta poco per trovarsi in una situazione di difficoltà e azzerare così i miglioramenti registrati negli anni precedenti». Il Tribunale, infatti, «veniva da tre o quattro anni in cui è stata registrata una diminuzione delle pendenze. Ma ora ci ritroviamo nella situazione del 2019/2020».
Cifre alla mano, come rilevato dallo stesso Tattarletti nella sua relazione, «il 2025 è stato caratterizzato da un aumento delle entrate complessive, che hanno raggiunto quota 4.292», ossia 563 in più (15%) rispetto al 2024, quando si erano attestate a quota 3.729. «Si tratta – si legge nella relazione – del valore più elevato dal picco del 2019 (4.463)».
Ora, spiega ancora Tattarletti al Corriere del Ticino, «non si vuole fare allarmismi esagerati, ma è anche giusto far notare che il livello delle entrate, in taluni casi, pone effettivamente qualche problema dal profilo dell’organico». Un messaggio, va da sé, indirizzato alla politica, ossia al Governo e al Parlamento. «Siamo consapevoli della situazione finanziaria del Cantone, ma segnaliamo che è sufficiente un aumento delle entrate nel corso di un anno, come accaduto nel 2025, per rimettere in discussione i risultati ottenuti negli anni precedenti». Certo, precisa Tattarletti, «non siamo precipitati in una situazione catastrofica da un anno all’altro, ma l’impressione è che siamo sempre un po’ al limite, con l’acqua alla gola». In tal senso, appunto, «segnaliamo al potere politico qual è la situazione, al quale poi spetterà decidere dove vuole mettere le priorità». Anche perché, ricorda il presidente, «non ci siamo solo noi (ndr. del TA): la Magistratura comprende anche altri organi, con le loro esigenze, alcuni dei quali sono anch’essi in difficoltà». Insomma, chiosa il presidente del Tribunale d’appello, «sarà difficile soddisfare le richieste di tutti contemporaneamente, ma è importante confrontarsi con la realtà dei fatti e con le cifre, per poi prendere le decisioni necessarie. E, tenuto conto anche degli altri compiti dello Stato, trovare quindi una strategia d’intervento per cercare di portare aiuti laddove possibile».
