Tutti i passi di Riva San Vitale verso una casa anziani

Il traguardo sembra lontano nel tempo: «10 anni», ha stimato con prudenza la segretaria comunale Lorenza Capponi alla fine della presentazione del progetto. I tempi sono però serrati e non bisogna farsi cogliere impreparati. A maggior ragione se si pensa che per Riva San Vitale quella che si è presentata è una seconda occasione, e i treni passano raramente due volte. «Quella di avere una casa anziani a Riva era una possibilità che sembrava tramontata, tutto è però cambiato il 9 giugno 2024 quando la popolazione di Val Mara ha bocciato il progetto per crearne una a Melano», ha spiegato il municipale Samuele Civatti. L’occasione quindi non è da sprecare.
Per evitare che accada, e vedere realizzato quello che a Riva per molti è un sogno da oltre un decennio, il Comune si sta muovendo su più fronti. Un processo di cui fa parte anche il coinvolgimento della popolazione, non per niente giovedì scorso al termine di una seduta di Consiglio comunale impegnativa, ci si è ritagliati del tempo per presentare lo stato del progetto.
Il terreno e la forma
Iniziamo da ciò che è stato fatto, per poi passare ai fronti di lavoro. Per prima cosa è stato definito il terreno dove eventualmente edificare la struttura – un vero e proprio centro intergenerazionale, non una «classica» casa anziani –: la scelta è caduta sull’area del campo da calcio più a ovest (quello con la pista d’atletica), scartando il comparto dove oggi c’è l’altro campo da calcio, quello detto Laveggio. «Grazie a uno studio abbiamo capito che il comparto a ovest si presta meglio, l’altro implicherebbe ad esempio limitazioni maggiori per la presenza del gasdotto», ha spiegato Federica Regazzoni di Planidea, che lavora fianco a fianco con il Comune. L’area ha una superficie di 10.000 metri quadri e «consente flessibilità progettuale» – così ancora Regazzoni –, ospiterà una costruzione di una superficie di 2.000 metri quadrati circa con 80 camere. Un primo disegno tratteggia un edificio a L con un «braccio» parallelo al Palasangiorgio e l’altro che si affaccia sulle Medie, ma «gli ingombri sono indicativi», è stato spiegato, anche perché oggi il Piano regolatore non ammette questo contenuto, e bisognerà proporre una variante.
Documenti e relazioni
La variante pianificatoria è il primo fronte di lavoro aperto. Oggi è a dir poco prioritario, perché l’obiettivo è sottoporre la modifica al Legislativo nel corso del corrente anno. Una modifica che muterà la destinazione dell’area ora dedicata ad attrezzature pubbliche a «costruzioni di interesse pubblico». Tradotto in parole più semplici: la variante di Piano regolatore dovrà permettere al comparto di accogliere non soltanto una struttura per gli anziani, ma contenuti più ampi, dedicati alla popolazione, nel concetto di intergenerazionalità a cui si ambisce. Un asilo nido? Un centro diurno? Un negozietto? Si deciderà strada facendo, in funzione di ciò che c’è a Riva e di ciò che potrebbe essere utile e apprezzato.
Un altro importante fronte di lavoro è quello relazionale. «Per il Comune è impossibile gestire (e costruire) da solo una casa anziani», ha premesso Capponi. Ecco di conseguenza l’impegno nella ricerca di partner. Da una parte è stato coinvolto il Municipio di Val Mara, rimasto privo del proprio progetto, il quale ha già accolto di principio l’idea di collaborare. Dall’altra è stato coinvolta la Fondazione Parco San Rocco, identificata come partner di qualità (e anch’essa privata del progetto naufragato a Vacallo, ndr). Fondazione i cui rappresentanti (il presidente Franco Porro e il direttore John Gaffuri) erano presenti in sala e hanno illustrato ai presenti il concetto delle proprie strutture (di Morbio Inferiore e Coldrerio). Hanno parlato in particolare di «spirito innovativo e intergenerazionalità», della missione di «costruire un rapporto di cittadinanza nella casa anziani, anche se l’ospite non è più autonomo», dell’importanza dei «rapporti sociali per curare mente e anima», quindi dell’idea di una struttura con funzione sanitaria e di centro di quartiere. Tutti concetti che hanno convinto i presenti.
