Un anno «ordinariamente intenso» per la Protezione civile Lugano Città

Un anno «ordinariamente intenso», con diversi interventi a favore della comunità e una collaborazione sempre maggiore con i partner. Il Consorzio Protezione Civile Regione Lugano Città ha presentato un bilancio delle attività svolte nel 2025 e, parallelamente, rivolto uno sguardo sul prossimo futuro, oggi, in occasione del tradizionale Rapporto Ufficiali tenutosi al Centro Studi Villa Negroni di Vezia. 7 gli Ufficiali promossi, 17 i Sottufficiali promossi. 12, invece, gli Ufficiali prosciolti. L’anno che sta per concludersi è stato segnato da incertezze e difficoltà contestuali, ma anche da segnali positivi, e la PCi si è sempre fatta trovare pronta nello svolgimento dei propri compiti.
Il 2025 della PCi in cifre
Nel 2025 militi, quadri e professionisti del Consorzio Protezione Civile Regione Lugano Città hanno prestato complessivamente 8'696 giorni di servizio, con 850 militi impiegati (su 876 effettivi) e una media 10,23 giorni di servizio per milite. Dati in linea con gli ultimi anni.
Sul fronte degli interventi di urgenza, il 2025 è stato relativamente «tranquillo» rispetto alle emergenze in successione degli anni passati - COVID, Ucraina e, nel 2024, l’intervento per l’alluvione in Vallemaggia. Si sono registrate alcune prese a carico di sfollati per incendi, il supporto alla Regione Locarno per la gestione del traffico dopo la frana a Ponte Brolla dello scorso settembre e a quello a Lugano Campagna per lavori di pompaggio di acqua e fango. Questi ultimi due interventi si sono svolti sotto il cappello del sistema di picchetto cantonale. Un sistema, è stato confermato anche nei vari interventi, che dimostra di funzionare molto bene.
Non sono mancati poi i consueti interventi a favore della comunità, con campi vacanza per anziani e colonie diurne per ragazzi, attività a sostegno del territorio, di manifestazioni come StraLugano e Bike Emotions, e della tutela dei beni culturali. Da segnalare, in particolare, l’aiuto fornito nel trasferimento di 5’000 opere per il Comune di Collina d’Oro da Casa Albisetti alla nuova Casa dell’Arte a Gentilino.
Hanno contraddistinto l’anno, tra gli altri, anche un’esercitazione transfrontaliera con la Protezione civile Erba-Laghi, la preparazione alla gestione di eventuali emergenze legate alla peste suina africana e l’esercizio di evacuazione scuole ampliato e perfezionato.
Un contesto incerto, -40% di effettivi
La PCi Lugano Città, come d’altra parte tutte le organizzazioni di protezione civile, continua a operare in un contesto incerto. «Con quest’anno scade la proroga della durata del servizio per tutti i militi fino alla fine del 40esimo anno di età. Significa che dal 2026 varranno i nuovi parametri: proscioglimento dopo 14 anni di servizio, o dopo 245 giorni di servizio compiuti anche in meno di 14 anni. Saremo dunque confrontati con una riduzione degli effettivi, mentre compiti e richieste di sostegno non diminuiscono», ha spiegato il Presidente della Delegazione consortile Alfredo Belloni.
«Il primo gennaio entrerà in vigore anche l’ennesima modifica della Legge federale arrivata senza preavviso: il limite di età entro cui o si svolgono i 14 anni di servizio o si viene comunque prosciolti passa da 36 a 40 anni. Attenzione, non significa - come è stato comunicato - un ritorno all’obbligo di servizio fino a 40 anni per tutti. È solo un innalzamento del limite entro cui svolgere gli anni di servizio, che non compenserà assolutamente la perdita di effettivi. Se a questo aggiungiamo la situazione finanziaria critica, le difficoltà nel dialogo tra Confederazione e Cantoni, tra Cantone e Comuni, il 2026 si preannuncia con diverse incognite», ha concluso il Presidente.
Le difficoltà: nuovi ufficiali, pianificazione e istruzione cantonale
Oltre a fornire le cifre del 2025, nel suo intervento il Comandante del Consorzio Protezione civile Regione Lugano Città, Christian Albeverio, ha illustrato alcune tendenze che hanno caratterizzato l’anno.
«Oltre alla riduzione degli effettivi, a livello di difficoltà registriamo quella di trovare nuovi ufficiali, a causa della maggiore durata dei corsi di avanzamento e, in generale, del maggiore impegno richiesto. Un’altra difficoltà è legata alla pianificazione di corsi e servizi: le modifiche della legge hanno già portato a un aumento medio dei giorni di servizio per i militi, con le rispettive conseguenze, appunto, in termini di complessità del lavoro di pianificazione», ha spiegato Albeverio.
«In ambito di istruzione è diventato difficile il dialogo con il Cantone: di fatto Bellinzona ha deciso di cancellare la Commissione cantonale dell’istruzione e, in generale, la nostra regione - ma anche le altre regioni di PCi - si è trovata a essere più distante dall’istruzione dei militi organizzata a livello cantonale. Viene a mancare quel legame diretto tra chi opera ed effettua interventi reali e chi deve definire le basi per la formazione dei militi per prepararsi a farlo. Fino a poco tempo fa questo legame diretto era riconosciuto come un elemento vincente dell’impostazione dell’istruzione cantonale».
Gli aspetti positivi: volontari, collaborazione e riconoscimento
«A livello di segnali positivi, invece», ha proseguito il Comandante, «possiamo menzionare i 44 tra quadri e militi che hanno deciso di restare a titolo volontario dopo la fine dell’obbligo di servizio, il lavoro con le altre regioni di PCi e, soprattutto, la collaborazione e il riconoscimento da parte dei partner di primo intervento (polizia, pompieri, ambulanza)».
«In particolare», ha indicato Albeverio, «la PCi Lugano Città è ormai partecipante ordinario ai Rapporti (Regionale e del Sottoceneri) organizzati dalla Polizia cantonale. Una conferma che il nostro valore è riconosciuto e apprezzato».
Uno sguardo al futuro
Gli obiettivi per il 2026, hanno illustrato il Comandante Albeverio e il Sostituto Comandante / Capo Area Istruzione Manuel Fretti, sono: accrescere il livello di prontezza dell’organizzazione, approfondendo tra l’altro l’uso dei nuovi strumenti per la mobilitazione dei militi (eAlarm) e per la gestione dei rifugi (om bazu) e dei dati territoriali (QGIS), e mettendo a frutto le lezioni apprese dalle emergenze degli ultimi anni; consolidare l’istruzione, con attenzione in particolare alla polivalenza dei militi e alla loro capacità di prima risposta in caso di emergenza; rafforzare la cooperazione con le altre regioni e con i partner istituzionali e non solo, ad esempio con la Croce Rossa in tema di rifugiati.
Tra le sfide dell’anno che verrà, anche la Conferenza dell’OSCE in programma a Lugano. Un impiego che potrebbe durare fino a due settimane, con quadri e militi da tutte le compagnie e il probabile supporto anche di altre regioni, per rispondere alle richieste ricevute a livello logistico e di gestione del traffico.
Ringraziamento ad Aldo Facchini e nuovi ruoli
Il rapporto ufficiali, aperto dai saluti di Tamara Erez (Direttrice del Centro Studi Villa Negroni) e Roberto Piva (Sindaco del Comune di Vezia) e arricchito dalla relazione di Andrea Pedrazzini (Capo Sezione forestale Canton Ticino), è stato anche l’occasione per un saluto e un ringraziamento al già Comandante Aldo Facchini, andato in pensione il 30 giugno 2025. Gli è succeduto, dal 1° luglio 2025, il già Sostituto Comandante Christian Albeverio, con promozione al grado di tenente colonnello.
Nuovo Sostituto Comandante / Capo Area istruzione è stato nominato, sempre dal 1° luglio 2025, Manuel Fretti, con promozione al grado di maggiore. Il capitano Marco Hübner è diventato il nuovo Sostituto Capo Area Istruzione / Responsabile interventi.
Ad aggiungersi, Alessandro Vanoni, già primo tenente di milizia, è stato attribuito alla funzione di Istruttore.
