Un carcere da tutto esaurito: pronto il piano di emergenza

Tutto esaurito. Due parole che farebbero fare i salti di gioia a qualsiasi albergatore, ma che assumono un significato molto diverso quando si parla delle Strutture carcerarie cantonali. Sotto pressione da tempo (a settembre, per esempio, la popolazione carceraria è aumentata di una ventina di unità in seguito a diverse inchieste antidroga legate all’app di messaggistica criptata SkyECC), gli ultimi arresti in ordine di tempo – tre nel Bellinzonese, sempre per motivi di droga – hanno portato al «sold out», al tutto esaurito citato in apertura. «A oggi (ieri per chi legge, ndr), non abbiamo più posti né alla Farera, né alla Stampa», conferma da noi contattato il direttore delle Strutture carcerarie cantonali, Stefano Laffranchini. Ciò significa che non ci sono più posti sia per le persone incarcerate in attesa di giudizio (alla Farera, appunto, che per intenderci ha una capienza massima di 88 posti), che per quelle condannate a una pena detentiva da espiare (alla Stampa).
Una situazione che in passato si è già verificata e le Strutture carcerarie si tengono pronte ad attuare un piano di emergenze, ossia l’apertura delle celle di Polizia per la gestione dei detenuti di Lugano (parliamo delle quattro ristrutturate una decina di anni fa a Palazzo di Giustizia) e Mendrisio (tre), riservate ad adulti maggiorenni e in buone condizioni di salute. Per un totale di sette posti aggiuntivi. «La situazione è però fluttuante, con continui arrivi e scarcerazioni», precisa Laffranchini. Pertanto, «non significa che dobbiamo forzatamente ricorrere al piano d’emergenza».
In via del tutto ipotetica, se oggi ci fossero sette arresti e nessuna scarcerazione, il Ticino dovrebbe guardare Oltrecantone. «Se attivato il piano, una volta occupate queste sette celle, non avremo più luoghi di detenzione in Ticino», spiega Laffranchini. A quel punto, verrà chiesto aiuto ai partner del Concordato latino sulla detenzione penale per gli adulti per delle incarcerazioni fuori Cantone.
Di necessità virtù
Il tema del sovraffollamento delle strutture carcerarie è sul tavolo della politica da diversi anni. Recentemente, ne avevamo riferito il 2 gennaio, la direzione si era vista costretta a trovare delle soluzioni «creative», per collocare quei detenuti in attesa di essere trasferiti: le celle di rigore, riservate a chi ha creato problemi dietro le sbarre. Le stesse si differenziano da quelle ordinarie solo per il fatto di essere meno illuminate, per servizi igienici più rudimentali e per l’assenza di televisori.




