Un «derby» tra Svizzera e Italia che fa male a tutti

La rabbia, le lacrime. E le tante polemiche. Forse troppe polemiche. La tragedia di Crans-Montana ha purtroppo portato con sé anche una sorta di «derby» tra Svizzera e Italia, alimentato in particolar modo da alcuni «talk show» della vicina Penisola che non hanno esitato in queste settimane a puntare il dito contro la Confederazione per quanto accaduto.
Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata de La Domenica del Corriere – dove ospiti del vicedirettore Gianni Righinetti erano presenti il presidente di GastroTicino Massimo Suter, la municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi, il capogruppo del Centro Maurizio Agustoni e la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin.
«Trovo alquanto scorretto – ha affermato Suter a tal proposito – additare una nazione di non essere stata in grado di prevedere un dramma simile o di non aver gestito bene la situazione, anche perché le nazioni sono fatte di esseri umani». E poi, ha aggiunto, «ci si dimentica dei 116 sopravvissuti. Ci additano colpe non nostre come nazione e si dimenticano di dire grazie per quanto fatto (ndr. dai soccorritori) in quelle tre ore» dopo il dramma.
Dal canto suo, secondo Gysin questo derby «ci dimostra quanto sia importante avere media di qualità, che non puntino allo scandalo, ma cerchino di fare seriamente il proprio lavoro. Non è ciò che sta accadendo in Italia». E in ogni caso, ha aggiunto la consigliera nazionale, «non perderei troppo tempo nel commentare il giornalismo italiano». Ma allo stesso tempo va evitato «di cadere dall’altra parte e dire che non sono successi errori. Sono successi ed è nostro dovere colmare le lacune e fare giustizia, che però non è sinonimo di vendetta. E anche per questo motivo ci vuole molta prudenza».
Per Karin Valenzano Rossi, invece, questo derby fa anche parte di «due culture estremamente diverse»: da una parte una «cultura dell’iperbole, specchio di una modalità più passionale» e dall’altra la Svizzera «con un approccio molto più dimesso», dove si evita di buttare tutto in piazza. «È un po’ peccato questo derby», ha chiosato: «La polemica fa male a tutti. Forse è una facile valvola di sfogo per il dolore, ma poi passata la rabbia torna il dolore. Ed è forse meglio come comunità accompagnare questo dolore ed evitare che possa ripetersi in futuro», anziché concentrarsi sulle polemiche. Agustoni dal canto suo ha invitato a evitare generalizzazioni: «Noi chiediamo ai media italiani di non generalizzare, e quindi anche noi non possiamo valutare tutta la stampa italiana sulla base di alcune trasmissioni». Anche perché, ha aggiunto, «non credo che questa cultura (ndr. dell’iperbole) sia maggioritaria» in Italia.