Gudo-Sementina

Un fiume Ticino più sicuro e in grado di disegnarsi da sé

Inaugurati nel comparto Boschetti i lavori di sistemazione e rinaturazione del corso d'acqua maggiore – Fra gli obiettivi, fermare l'erosione dell'alveo, tutelare la biodiversità e promuovere l'avvicinamento della popolazione
Il rendering del progetto mostrano un fiume più libero e naturale. © CCFT
Giacomo Butti
15.10.2026 18:15

Ridare al fiume Ticino, migliorando la sicurezza, un aspetto più naturale. Più anse, affluenti meglio collegati al corso principale, rive in parte liberate dalle opere di contenimento e, sì, pure qualche isoletta. È questa, e non solo, la visione per il futuro del comparto Boschetti, che insieme a Saleggi è destinato a comporre l’omonimo parco fluviale. Inaugurati ufficialmente questa mattina, i lavori interesseranno in questa fase il tratto fra Gudo e Sementina per una durata prevista di cinque anni. Un progetto che nasce dalla necessità di rivedere la sicurezza idraulica della zona - in particolare a fronte dell’erosione dell’alveo principale del fiume canalizzato e del costante abbassamento che minaccia la stabilità degli argini - ma che rappresenta anche un’occasione importante per meglio tutelare la biodiversità e promuovere un rapporto più stretto fra popolazione e fiume stesso.

Katharina Edmaier, Laurent Filippini, Simone Gianini, Edgardo Malè, Piero Marchesi e Mario Branda.
Katharina Edmaier, Laurent Filippini, Simone Gianini, Edgardo Malè, Piero Marchesi e Mario Branda.

Un lungo percorso

L’avvio dei lavori è il risultato di un percorso iniziato nel novembre 2012 con l’elaborazione del progetto di massima. In un evento a bordo fiume, a ricordare le tappe a una settantina di invitati, è stato Edgardo Malè, presidente del Consorzio correzione fiume Ticino (CCFT), committente dell’opera. «Quattordici anni di progettazione sono lunghi, ma ben giustificati di fronte all’impegno finanziario e all’impatto del progetto sul territorio». Ricordando le opere di canalizzazione del fiume, la cui prima progettazione risale a inizio Ottocento (i lavori furono poi avviati nel 1888, e terminati nel primo Novecento), Malè ha definito il nuovo adeguamento un passo «inevitabile» di fronte a elementi dinamici come lo è, appunto, un fiume, ma di sicura rilevanza nazionale dal punto di vista paesaggistico e faunistico. Intervenuto nel corso dell’inaugurazione, il sindaco Mario Branda ha ricordato che il Ticino rappresenta un «elemento costitutivo e identitario della nuova Città». La Turrita d’un tempo dava le spalle al fiume, guardando «con indifferenza, o persino timore, di fronte alle alluvioni» a un corso d’acqua che, oggi, tocca tutti i quartieri della capitale divenendo elemento d’unione. «La Città ha cercato quindi di far passare l’idea che, accanto agli importanti obiettivi di sicurezza e rinaturazione, se ne aggiungesse un terzo: quello della dimensione ricreativa». Di qui la prospettiva di spazi aggregativi - in particolare spiaggette - che possano avvicinare la popolazione al fiume.

Gli interventi sotto la lente

Sul piano operativo, i primi interventi riguarderanno la zona di Progero, a Gudo, fra la confluenza del riale omonimo e quella del Cugnolo, poco a monte del ponte dello Stradonino. Saranno scavate quattro anse e rinaturate le confluenze di tre affluenti, il corso principale verrà inoltre consolidato con la posa di campi di massi, per contrastare l’erosione e contribuire a strutturare nuovamente l’alveo. Parallelamente sarà dato avvio ai lavori per la realizzazione di un passaggio faunistico sulla strada cantonale tra Sementina e Gudo. Il rilevato accoglierà parte del materiale di scavo proveniente dalla rinaturazione e consentirà agli animali di attraversare la zona, riducendo anche il rischio di collisioni con i veicoli. In seguito, il cantiere si sposterà ai Boschetti di Sementina, dove sarà riattivato un importante braccio laterale del fiume. Qui, in assenza di elementi sensibili, alcune porzioni di argine rinforzato saranno smantellate per lasciare maggiore libertà, al fiume Ticino, di disegnare i propri confini da sé. E in questo comparto troverà posto anche una pozza multifunzionale, che fungerà da biotopo e da riserva d’acqua in caso di incendi boschivi.

Il rendering del passaggio faunistico. © CCFT
Il rendering del passaggio faunistico. © CCFT

Un sussidio meritato

L’investimento complessivo per il comparto Boschetti ammonta a 50,73 milioni di franchi. Di questi, ben 47,38 sono oggetto di sussidi, con un contributo dell’80% da parte della Confederazione e del 10% da parte del Cantone sul relativo importo. Forti sovvenzioni per un progetto «meritevole», ha spiegato Katharina Edmaier, rappresentante della Divisione prevenzione pericoli naturali dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), che nel suo intervento ha lodato non solo l’obiettivo di riportare, in sicurezza, l’ecosistema del Ticino in uno stato il più possibile naturale. Ma, soprattutto il processo partecipativo dell’iter. «Tutti gli attori, insieme alla popolazione, sono stati direttamente coinvolti e informati regolarmente e in modo adeguato sul progetto, anche grazie a una serie di serate pubbliche», ha sottolineato Edmaier, spiegando di aver portato il progetto Boschetti come «esempio di coinvolgimento pubblico» alle autorità di altri Cantoni impegnate in cantieri importanti.

Da ormai trent’anni il Dipartimento del territorio (DT) «porta avanti una gestione dei nostri corsi d’acqua consapevole e attenta alle esigenze ambientali», ha commentato il nuovo consigliere di Stato e direttore del DT Piero Marchesi. «Questa gestione non può però limitarsi alla pur fondamentale protezione delle piene e dei pericoli naturali, ma deve anche saper guardare al rapporto che lega questi luoghi alla popolazione», ha sottolineato prendendo come esempio gli interventi effettuati sul Vedeggio, alla foce del Cassarate e sullo stesso Ticino in Alta Leventina. Indicando il 2030 come orizzonte previsto per la conclusione dei lavori, il direttore del DT si è augurato che per questa data «l’area non sia soltanto un territorio più sicuro, ma anche un luogo caratterizzato da un fiume più vivo e da spazi di maggiore qualità per tutta la popolazione». A conclusione dell’evento, al quale ha partecipato anche il consigliere nazionale Simone Gianini, già vicesindaco e capodicastero Territorio e mobilità negli anni di lancio del progetto, il capo dell’Ufficio corsi d’acqua Laurent Filippini ha presentato video e rendering che mostrano il futuro parco fluviale: «Una grandissima soddisfazione, dopo tanti sforzi e un cammino non sempre semplice, poter finalmente procedere con i lavori». Dopo le opere preliminari in zona Torretta, che nel 2020 hanno visto l’aggiunta di tre nuove anse al fiume, dopo gli appena avviati lavori al comparto Boschetti, il percorso proseguirà in zona Saleggi, per la quale sono ancora da completare la progettazione e le procedure autorizzative e di finanziamento.