Un fiume Ticino «più sicuro e naturale»

Un fiume più sicuro e restituto ai suo spazi originari. È questo il risultato del progetto di rivitalizzazione e sistemazione idraulica del fiume Ticino tra Airolo e Rodi, realizzato in una collaborazione fra il Dipartimento del territorio (DT), il Consorzio manutenzione Alta Leventina (CMAL) e Ritom SA. Ospitata nella cornice dei laghetti Audan, la cerimonia (presenti il consigliere di Stato Norman Gobbi, il presidente CMAL Valerio Jelmini, il direttore di Ritom SA Lucas Dürr e il capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua Laurent Filippini) ha svelato i dettagli del progetto, nato nel 2015 nell’ambito di misure compensative a favore dell’ambiente previste per il rinnovo della concessione per lo sfruttamento delle acque del Ritom.
Estesi all’intera tratta del Ticino tra Airolo e Rodi, sottolinea un comunicato diffuso dal DT, gli interventi miravano, da un lato, al «mantenimento e adeguamento degli argini al fine di aumentare la sicurezza delle zone edificabili». Dall’altro, alla «restituzione al fiume di parte dello spazio originariamente a esso destinato, tenendo conto degli aspetti naturalistici e paesaggistici, migliorando la qualità dell’habitat acquatico».
Tra le opere più significative, il bacino di demodulazione da 100 mila metri cubi, realizzato da Ritom SA nell’ambito della nuova centrale di Piotta e destinato a regolare i deflussi nel fiume. Numerosi gli interventi puntuali, come la posa di massi che fungono da protezione per vegetazione e fauna, garantendo contemporaneamente la sicurezza in caso di piene centenarie.
Avvicinare la popolazione
Per valorizzare il progetto e sensibilizzare la popolazione, il Consorzio manutenzione Alta Leventina ha promosso e realizzato, inoltre, il sentiero tematico «Lungo il fiume». Un percorso dotato di undici pannelli informativi che illustrano gli interventi realizzati e la loro utilità per lo sviluppo naturale del fiume e le sue interazioni con il bosco e la fauna acquatica. Avviati nel 2023, i lavori - culminati nel 2025 con il collaudo delle opere di genio civile - sono costati circa 8 milioni di franchi (finanziati da Cantone, Confederazione, CMAL e Ritom SA). Nel corso dei prossimi mesi, interventi forestali e opere di rifinitura completeranno l’opera, alla quale seguirà una fase di manutenzione quinquennale dedicata soprattutto alla gestione della vegetazione e al contenimento delle specie invasive.