Un freno a fumo, alcol, musica e barbecue nei luoghi sensibili della Città

Dieci articoli per preservare il decoro e la sicurezza negli spazi pubblici quali piazze, parchi, giardini, sedimi scolastici e qualsiasi altro luogo di rilevanza turistica, culturale o storica. Tanti ne conta il regolamento di cui Simone Merlini (PLR) e Giuseppe Abbatiello (Il Centro) chiedono l’adozione per dotare la Città di Locarno della base legale necessaria per poter intervenire in caso di conclamate situazioni problematiche. Lo strumento proposto dai due consiglieri comunali, già autori di diversi atti su questo tema, non mira a introdurre divieti generalizzati per quanto riguarda il consumo di alcol, il fumo, l’utilizzo di altoparlanti per la diffusione della musica così come quello di barbecue e griglie varie. L’intento, scrivono Merlini e Abbatiello nella loro mozione elaborata, è invece quello di fare in modo che la Città possa dotarsi di una base legale «chiara e sufficientemente determinata che permetta al Municipio di adottare, quando oggettivamente giustificato, misure mirate e proporzionate in determinate aree pubbliche».
Quella lacuna da colmare
Base legale che oggi non c’è. E proprio questa mancanza aveva vanificato le misure adottate dall’Esecutivo cittadino tramite un’ordinanza che vietava il consumo di bevande alcoliche in alcune aree ritenute problematiche, tra cui quella dei giardini del Castello Visconteo. Il Cantone le aveva infatti ritenute arbitrarie, in assenza di uno specifico regolamento. Con la loro mozione, i due consiglieri comunali propongono dunque di colmare questa lacuna. E questo malgrado Palazzo Marcacci, rispondendo proprio a un’interpellanza di Merlini, abbia indicato di non ritenere necessario, allo stato attuale, uno specifico regolamento considerando sufficienti gli strumenti di prevenzione, vigilanza e intervento oggi disponibili. L’Esecutivo, annotano i due firmatari della mozione, ha però anche precisato che, qualora gli attuali strumenti a disposizione dovessero rivelarsi insufficienti o emergessero situazioni ricorrenti e debitamente accertate, sarebbe disposto a promuovere le misure necessarie. «La presente mozione parte proprio da questa posizione: non propone di introdurre oggi nuovi divieti, ma di predisporre sin d’ora una base legale chiara, affinché il Municipio disponga dello strumento necessario qualora in futuro ne ricorrano concretamente i presupposti».
Due situazioni distinte
Ma cosa prevede, in concreto, il regolamento sulla tutela e la fruizione delle aree pubbliche sensibili della Città di Locarno? Innanzitutto distingue due categorie di aree da tutelare: quelle ritenute sensibili in virtù della loro particolare destinazione, ad esempio i parchi giochi, i sedimi scolastici o gli spazi prevalentemente destinati a bambini e giovani; la seconda categoria comprende invece le zone della Città che diventano sensibili in ragione di criticità concrete, ricorrenti o di particolare rilevanza, documentate mediante elementi oggettivi. Come già accennato, la libera fruizione dei beni di uso comune non viene messa in discussione; le limitazioni, da definire tramite ordinanza e rese riconoscibili mediante adeguata segnaletica, devono infatti costituire l’eccezione e rispettare i principi di interesse pubblico, idoneità, necessità e proporzionalità. Nelle aree pubbliche definite quali sensibili, recita la proposta di regolamento, l’Esecutivo cittadino può limitare o vietare il consumo di bevande alcoliche, il fumo, l’utilizzo di altoparlanti, amplificatori e apparecchi di riproduzione sonora, nonché l’accensione di fuochi o l’utilizzo di grill. Prevista anche la possibilità di porre dei limiti all’utilizzo di bottiglie, bicchieri o altri recipienti di vetro. Non da ultimo, il Municipio avrà la facoltà di stabilire particolari orari di utilizzazione di ogni specifica area sensibile. Le misure giustificate dalla particolare destinazione permanente dell’area possono essere adottate senza una durata prestabilita, quelle fondate su criticità concrete hanno una durata massima di dodici mesi e possono essere rinnovate solo dopo una nuova valutazione.
