Preonzo

Un milione per sgomberare l’ex Petrolchimica

Il Municipio sottopone al Legislativo la richiesta di credito per demolire quel che resta della raffineria chiusa nel 1996, passo necessario prima del risanamento vero e proprio - Presenza di amianto e di altre sostanze nocive un po’ ovunque
© CdT/Putzu
Alan Del Don
15.05.2020 15:25

È una pagina che la Città vuole voltare il prima possibile, per lasciarsi definitivamente alle spalle un passato le cui ripercussioni si trascinano purtroppo ancora nel presente. Lo sgombero dell’ex Petrolchimica di Preonzo è a una svolta. Il Municipio sottopone al Consiglio comunale la richiesta di credito pari a poco più di un milione di franchi per liberare il sedime di quello che resta dell’allora raffineria che ha cessato l’attività nel 1996 dopo quattro decenni.

L’eliminazione delle strutture ancora esistenti è un passo necessario prima di dare avvio all’indagine dettagliata (nel 2018 l’area è stata iscritta nel catasto cantonale come sito inquinato) e, soprattutto, al progetto di risanamento per il quale si prevede una spesa di 20-25 milioni di franchi. Ad occuparsene sarà il Cantone, come stabilito dalla convenzione firmata recentemente tra le parti. Vale a dire la Città, il Patriziato di Preonzo e la Gerre SA di Locarno (proprietaria del terreno). Il Cantone anticipa anche i costi, e parimenti garantirà parte dei sussidi unitamente alla Confederazione; non è tuttavia escluso che pure Bellinzona possa venir chiamata alla cassa. Difficilmente invece lo sarà la Tamoil, il gruppo petrolifero libico a cui apparteneva la società anonima fallita a metà anni Novanta.

Nel frattempo, però, occorre demolire le parti ancora in superficie dell’ex ditta. Un primo stabile era stato abbattuto nel 2018, mentre i lavori per la sistemazione definitiva del terreno sono in corso. Restano da sgomberare delle altre strutture (tranne quelle a contatto direttamente con il fondo) e degli ingombranti. La perizia specialistica ha evidenziato, com’era ampiamente prevedibile, la presenza di sostanze nocive, in primis di amianto un po’ ovunque. In pratica significa che prima di battere chiodo bisognerà procederà alla bonifica dell’area.

Il costo complessivo dell’operazione, come detto, ammonta a 1 milione e 40 mila franchi. Tolti i sussidi del 70% (nella fattispecie quelli relativi alla delocalizzazione della zona industriale di Preonzo) alla Città dovrebbero insomma restare da pagare circa 301.000 franchi.