Trasporti

«Un passeggero si è sentito male sul TILO, comunicazioni in tedesco e nessun intervento»

Un lettore critica le procedure di emergenza sul treno in seguito al malore di una persona – Patrick Walser delle FFS: «Un agente ha parlato con il viaggiatore: non è stato richiesto un supporto medico perché era cosciente»
©Chiara Zocchetti
Michele Montanari
28.01.2026 12:00

È lunedì mattina. Siamo sul TILO che percorre la linea S10, da Como a Biasca. Durante il viaggio verso nord, però, l’imprevisto: un passeggero si sente male mentre il convoglio attraversa la galleria di base del Ceneri.

Un nostro lettore, salito sul treno a Mendrisio alle 07:04 di lunedì 26 gennaio, sostiene che la situazione di emergenza non sia stata gestita nel migliore dei modi. Stando al suo racconto, «qualcuno ha chiesto aiuto, invocando la presenza di un medico. Nessuno si è fatto avanti. È stato quindi attivato l’interfono di emergenza. A rispondere, una voce in tedesco». Una criticità, commenta il testimone: «In un convoglio che viaggia in una regione italofona, questo è già il primo segnale di un problema. Un’emergenza non è il momento per improvvisare traduzioni o “arrangiarsi”. In quei minuti servono chiarezza, immediatezza e piena competenza linguistica. La situazione è stata spiegata in italiano da un passeggero. Segue musica di attesa. Poi una seconda voce, presumibilmente di polizia, che chiede genericamente se “c’è qualche problema sul treno”. Dopo ulteriori spiegazioni, silenzio. Nessuna direttiva, nessuna istruzione su come assistere la persona colta da malore, nessuna comunicazione chiara su cosa sarebbe successo».

Il lettore prosegue: «Il treno arriva prima a Giubiasco, poi a Bellinzona. Mi sarei aspettato, quantomeno lì, personale qualificato pronto a intervenire. Invece nulla. Scendendo dal treno ho visto il passeggero sdraiato a terra, apparentemente cosciente, mentre il convoglio ripartiva».

A questo punto, il lettore solleva alcuni dubbi, parlando di problemi evidenti: «Comunicazione di emergenza non adeguata al contesto linguistico; assenza di una guida operativa immediata per i passeggeri; mancanza di un presidio visibile all’arrivo in una stazione strategica come Bellinzona; responsabilità frammentata, con il risultato classico: nessuno decide. Non si tratta di cercare colpe, ma di porsi una domanda semplice e scomoda: se mi sento male su un treno, posso davvero contare sul sistema? Perché l’efficienza vera si misura quando qualcosa va storto».

La risposta delle FFS

Dopo la segnalazione, il CdT ha interpellato le FFS, le quali gestiscono le procedure di emergenza sui treni TILO. Il responsabile della comunicazione della Regione Sud, Patrick Walser, fornisce la sua versione dei fatti: «L'allarme è stato lanciato dal tasto d’emergenza alle 07:37, all'altezza di Giubiasco in direzione Bellinzona. Poiché la lingua utilizzata era l'italiano, la segnalazione è stata immediatamente inoltrata internamente a un responsabile delle operazioni che parlava italiano. Da qui la musica di sottofondo fino al momento in cui è stata stabilita la connessione interna (circa 10-15 secondi) con il responsabile di turno. Tra le 07:40 e le 07:42 un agente è rimasto in contatto con il cliente. Durante la conversazione, il segnalante comunica che la persona è nuovamente in grado di comunicare. Per questo motivo non è stato più richiesto alcun supporto medico sul posto».

Ma come funzionano le procedure di emergenza sul TILO? Ancora Walser: «Le chiamate di emergenza vengono inoltrate alla centrale operativa della Polizia dei trasporti a Olten o Berna. Se si tratta di un'emergenza medica, viene immediatamente informata la centrale operativa responsabile (nel nostro caso in Ticino), che coordina il servizio di soccorso e l'arresto del treno con il macchinista. Se la situazione lo richiede, la Polizia dei trasporti invia sul posto una pattuglia».

Un'ultima domanda al portavoce delle FFS: in caso di malore, il personale del treno è tenuto a richiedere l’intervento degli operatori sanitari una volta giunti alla stazione più vicina?  Walser puntualizza: «Ricordiamo che nel traffico regionale (come nel caso del TILO di lunedì mattina, ndr) in Svizzera non vige l’obbligo di presenza da parte del personale, a differenza del traffico a lunga percorrenza, che è sempre accompagnato da personale del treno. Detto questo, quando presente, il personale del treno è tenuto a fornire assistenza. Tuttavia, non chiama mai i soccorsi dalla stazione, ma direttamente dal treno, effettuando immediatamente una chiamata di emergenza con il cellulare di servizio. A tal fine esiste una procedura/lista di controllo precisa. Il personale fornisce informazioni dettagliate sulla situazione, in modo che i servizi di emergenza siano adeguatamente preparati. La centrale operativa coordina il tutto, in modo che il treno si fermi in una stazione o su un binario adeguato».