Un periodo nero per le luci rosse, «ma l’offerta è in aumento»

Non è un periodo facile per il mondo a «luci rosse». Lo sa bene chi opera nel settore: la pandemia, le restrizioni federali e cantonali, l’introduzione del COVID-Pass hanno evidentemente avuto un ruolo fondamentale nel periodo, possiamo definirlo così, di crisi. Ma non c’è solo questo, perché in realtà, ci spiegano, «l’offerta è per certi versi aumentata». In Ticino, stando al rapporto annuale della Polizia cantonale, nel 2020 le persone che si sono annunciate per l’esercizio della prostituzione sono state 238, 21 in meno rispetto all’anno precedente. Dati in calo che si riflettono anche nelle presenze all’interno dei locali erotici: con il protrarsi della pandemia, infatti, il numero di presenze all’interno dei postriboli è diminuito fino a raggiungere le 74 unità. E il trend si sta confermando anche nell’anno in corso. Abbiamo contattato il gerente di due locali situati sul Pian Scairolo, l’Iceberg e il Moulin Rouge, il quale ci spiega che al «momento lavorano 22 ragazze». Questo in due edifici che, uniti, dispongono di oltre 60 stanze e che, qualche anno fa, contava sulla presenza di una cinquantina di escort.
Una passerella discreta
Ad ogni modo, tra i due locali situati in territorio di Pazzallo, qualcosa si sta muovendo. O meglio, qualcosa si era già mosso anche in passato con degli imprenditori provenienti dalla Svizzera tedesca – molto attivi nel settore della prostituzione Oltregottardo, dove gestiscono alcuni tra i più grandi club – che avevano manifestato l’interesse di entrare in affari e lanciarsi nel mercato ticinese. «Erano interessati a sviluppare qualcosa, ma per ora non se ne fa nulla», risponde il gerente. Come detto, però, tra Iceberg e Moulin Rouge un investimento è previsto. Negli scorsi giorni è stata pubblicata una domanda di costruzione che mira a creare una passerella di collegamento tra i due edifici. Uno di essi, al momento è chiuso, ma il gerente conta di riaprirlo.
Sessanta camere in totale
«L’intenzione, con la creazione del collegamento, è di avere una sorta di locale unico». Un’opera, racconta, «che permetterà di risparmiare le spese per il personale», ma che offrirà anche una certa riservatezza. Oggi, infatti, «i clienti per raggiungere le stanze dell’altro edificio devono passare sulla strada. Con la passerella, invece, ci sarà più discrezione». Con la speranza per i gestori che, una volta passato il periodo pandemico, gli affari possano tornare a fiorire. Già, perché oltre alla minor presenza di ragazze, commenta il nostro interlocutore, «la clientela è diminuita del 50%».
Tra COVID-Pass e autostrada
Le cause? In questo caso le chiavi di lettura potrebbero essere diverse. Il gerente ne individua alcune: «Sicuramente la pandemia ha svolto un ruolo e tanti clienti non vengono anche perché devono esibire il COVID-Pass».
Dunque, qualcuno potrebbe essere frenato dal fatto di fornire nome e cognome. Un altro aspetto che viene sollevato è quello relativo alla mancanza di clientela italiana, che solitamente «rappresenta il 70 per cento». «Ora sono molti meno e una delle cause – annota il gerente – è il cantiere autostradale presente da tempo appena fuori dal confine. Diversi clienti ci hanno detto che, a causa della chiusura notturna dell’autostrada, non vogliono più venire in Svizzera». E poi , indubbiamente, a influire è anche la crisi economica.
Gli appartamenti al confine
A fornire un’altra chiave di lettura, in questo contesto, è però un altro imprenditore, attivo da anni nel settore a luci rosse del Sottoceneri. «La pandemia, in questo senso, è stata solo la mazzata finale», ci racconta. Un colpo difficile da digerire anche perché, come dicevamo in apertura, l’offerta è aumentata «Non in Ticino, ma in generale. Le ragazze, durante il primo lockdown, non potevano lavorare in Svizzera». I locali a luci rosse erano chiusi e le frontiere blindate, rendendo molto complicato l’arrivo in Ticino di prostitute e dei loro clienti. «Ed è anche per questo che si sono sempre più manifestati gli appartamenti abusivi appena oltre il confine». Dove? «A Ponte Chiasso, a Monte Olimpino e a Sagnino per esempio. A ridosso del confine è pieno di appartamenti con le escort».
