Un ritorno al futuro, «è stata fatta retromarcia sulla centralità del cinema»

«È stata effettuata una retromarcia sulla centralità del cinema». Ad affermarlo è Luca Morandini, direttore della M. F. D. Morandini Film Distribution. Grazie ai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica, è possibile osservare che nel 2026 si è registrato il maggior numero di ingressi nei cinema dal 2023. Rispetto all’anno scorso, l’affluenza è aumentata del 17% a livello nazionale.
Luca Morandini non solo conferma che anche in Ticino i numeri sono maggiori, ma che sono addirittura più alti rispetto alla media svizzera. «Gli ingressi sono aumentati di circa il 30% in confronto all’anno scorso. Finora è un’ottima annata. Si è finalmente raggiunto e superato il livello che si aveva prima del Covid-19».
Il valore dell’esperienza
A sei anni dalla pandemia, gli spettatori sono, insomma, tornati a godersi i film sul grande schermo. Da un lato, si sentiva la mancanza dell’esperienza. «La bellezza del cinema – afferma Morandini – è vedere il film in sala col pubblico, prendere parte a un’esperienza collettiva. Ci si ritrova in sala con persone ugualmente interessate alla scoperta di uno stesso film, un’occasione per cambiare ambiente. È qualcosa di meraviglioso e unico da condividere con gli altri». Antonio Mariotti, critico cinematografico, autorevole firma del Corriere del Ticino, osserva da parte sua che «il ritorno dopo la pandemia è stato come una riscoperta, soprattutto per i giovani». Durante la quarantena e nei mesi immediatamente successivi, era possibile guardare i film solo online. «Oggi si è tornati a questo spettacolo emozionante, come se fosse qualcosa di mai visto prima». D’altro canto, il pubblico viene richiamato dalla presenza di film che vale la pena andare a vedere. «Il prodotto di un cinema è il film», spiega Morandini. «La pellicola deve interessare al pubblico, entrare nel suo mirino».
Piattaforme online
Con il ritorno degli spettatori al cinema, ci si interroga se sia cambiato l’impatto sul pubblico delle piattaforme online. Lo stesso Morandini spiega che non si è smesso di utilizzarle, semplicemente si è compreso - una volta per tutte - che offrono qualcosa di diverso rispetto al cinema. «L’uso delle piattaforme online è passivo. Non richiedono necessariamente la concentrazione dello spettatore. È possibile guardarle mentre si pranza oppure ascoltarle mentre si cucina. Sono un’esperienza per certi versi marginale che non richiede l’attenzione dello spettatore. Il cinema, al contrario, è un’esperienza attiva. Non si può fare altro che concentrarsi sullo schermo. Per questo offrono qualcosa di diverso. Il cinema è un’occasione, le piattaforme sono quotidianità».
Puntare alla qualità
A cambiare significativamente il ruolo del cinema è la qualità delle proiezioni. Con le piattaforme online, si è osservata una grande produzione di film. Tuttavia, questi non sempre soddisfacevano lo spettatore, al punto da rischiare di diventare ripetitivi e di poco spessore. «Lo scopo delle piattaforme è riempire il minutaggio, quello del cinema è offrire un film di qualità», dichiara Morandini. Si è notato anche un forte cambiamento nel pubblico stesso. «Le persone ricercano la qualità», afferma Mariotti. «Ciò che viene offerto dalle piattaforme non è più sufficiente. Dare qualcosa in più al pubblico diventa fondamentale. Non ci si può più limitare a un prodotto mediocre. È necessario fissare un nuovo standard per poter definire un film di successo». «Il film di qualità è determinato dal pubblico e da ciò che vuole», osserva Morandini. «Il cinefilo va al cinema per storie che emozionano, che lanciano un messaggio o che sanno rendersi indimenticabili».
Garanzia di successo
Con l’uscita dell’Odissea di Christopher Nolan, si è riconfermata la rilevanza dei blockbuster. Dopo il Covid-19, le persone sono tornate in massa a vedere questi grandi successi. «Nel caso dell’Odissea, il nome del regista, di Nolan quindi, è una garanzia di qualità», spiega Mariotti. «Tuttavia, un grande budget non assicura un grande successo. Ce lo dimostrano i milioni di dollari persi da Hollywood negli ultimi anni». Il segreto per rendere un film di successo, continua l’esperto, è lo spettacolo, l’immagine affascinante e unica, una storia narrata secondo i toni del regista e la già nominata qualità generale. Si è verificato un forte spostamento del pubblico sui film d’autore proprio perché tendono ad assicurarne il valore. «I grandi registi – afferma ancora Antonio Mariotti – saranno sempre fondamentali perché sono coloro che riescono ad andare oltre la superficialità».
Secondo entrambi i nostri interlocutori, in futuro i film al cinema saranno chiamati a mantenere alti i propri standard. Questo proprio grazie alle esigenze del pubblico e, di conseguenza, all’innalzamento della qualità generale dei film. Luca Morandini afferma che «l’industria ha bisogno dei cinema e senza di essi la produzione non è sostenibile». Perciò il cinema è tornato a essere centrale sia per l’industria sia per chi cerca un intrattenimento che possa dare grandi emozioni.