Castione

Un sogno presto svanito: lo stadio resterà dov’è

Dieci anni fa l’allora presidente dell’Associazione calcio Bellinzona Gabriele Giulini depositava l’incarto relativo alla moderna arena: il progetto è subito naufragato - In futuro non è escluso un altro restyling
© Michele Arnaboldi Architetti
Alan Del Don
22.02.2021 06:00

È ancora lì, sulla carta, la «casa della cultura, dello sport e del tempo libero». In breve: il «DaiTicino!». Quanti tifosi dell’Associazione calcio Bellinzona (ACB) avevano sperato che diventasse l’avveniristico stadio nel quale veder giostrare e gioire i propri beniamini. Il 28 febbraio prossimo saranno trascorsi dieci anni esatti da quando l’allora presidente granata Gabriele Giulini consegnò nelle mani del sindaco di Arbedo-Castione Luigi Decarli il corposo incarto relativo alla domanda di costruzione.

Un’arena da 12.000 posti

Fra le centinaia di pagine era racchiusa un’arena da 12.000 posti a sedere per un investimento di 50 milioni di franchi che – e qui la realtà e il sogno si incontravano – avrebbe dovuto essere inaugurata nientemeno che contro il Barcellona di un certo Messi. Il dossier non fu mai messo in pubblicazione. Da un lato perché il terreno scelto era inserito in zona industriale, a fianco di quello sul quale avrebbe dovuto sorgere il Policentro, una struttura con negozi ed altri spazi commerciali pure accantonata.

La vittoria di Pirro

Dall’altro poiché il club della capitale passò improvvisamente dal paradiso all’inferno. Dovette infatti iniziare dalla Seconda Lega regionale dopo il fallimento decretato il 16 settembre 2013 a seguito di una voragine di 7 milioni. E sì che soli pochi mesi prima, il 14 aprile, alle urne i cittadini di Arbedo-Castione avevano approvato con il 50,17% di sì il riordino del comparto di Castione con l’inserimento, appunto, del moderno rettangolo verde. Questa rimase alla fine una vittoria di Pirro, dato che un anno fa l’Esecutivo ha definitivamente stralciato dalla variante pianificatoria la possibilità di edificare uno stadio. Questo alla luce dell’ennesima delusione, maturata nel 2017, quando un misterioso uomo d’affari italiano a capo di una società inglese si era detto interessato a costruire un impianto multifunzionale. Non presentò mai le necessarie garanzie bancarie.

Parla un tifoso: «Deluso? No»

«Visto tutto quello che è successo nel 2013, l’affare stadio mi lascia piuttosto indifferente. Non parlerei di ‘sogno spezzato’. Ovvio, ci si credeva e ci si sperava, ma dopo un fallimento ci si rende conto che l’attaccamento alla squadra va oltre la categoria e uno stadio nuovo. Personalmente ho invece parecchi rimpianti per via Tatti (a Bellinzona, ndr.), progetto di fatto bloccato dal Cantone, quando (forse) i soldi per realizzarlo c’erano davvero», afferma un tifoso DOC.

Quel progetto, denominato «Bellarena», a cui fa riferimento il nostro interlocutore, dovette confrontarsi con la doccia fredda del Dipartimento del territorio, allora diretto dall’attuale sindaco di Lugano Marco Borradori. I preposti uffici cantonali bocciarono l’edificazione dell’arena e l’inserimento di attività commerciali, anche ma non solo perché inconciliabili con il previsto semisvincolo in fase di realizzazione e problematici dal punto di vista dell’allacciamento al trasporto pubblico. Abbandonata l’ipotesi via Tatti, Gabriele Giulini si indirizzò verso Castione.

Comparto sportivo

Ma quindi l’ACB non avrà mai una casa nuova? L’attuale stadio Comunale, inaugurato nel 1947, è stato ammodernato recentemente. Un intervento che ha fatto molto discutere, come ricorderete, in quanto vi è stato un sorpasso di spesa di addirittura il 44%. Nel Programma d’azione comunale presentato negli scorsi mesi il Municipio cittadino ha ribadito che quel comparto rimarrà a vocazione sportiva. Ma ciò non vuol dire, è stato chiarito, che non si possa intervenire, ancora, proprio sullo storico impianto.