Mendrisio

Una cascata di nebbia ai piedi della chiesa

Dopo il geyser freddo in piazzale alla Valle, inaugurata anche l’installazione sulla scalinata di SS. Cosma e Damiano: l’acqua richiama lo scorrere del fiume Morée - L’autore è il bellinzonese Nicola Colombo: «Ho scoperto il Borgo come un viaggiatore»
Due ragazze corrono sulle scale della chiesa dei Santi Cosma e Damiano circondate dalla nuvola. © CdT/Gabriele Putzu
Chiara Nacaroglu
26.08.2020 06:00

Far riscoprire la memoria del fiume Morée agli abitanti del Magnifico Borgo e non solo. Questa l’intuizione del Municipio di Mendrisio nell’affidare all’artigiano della nebbia Nicola Colombo la (nella foto sotto) realizzazione di due installazioni in centro città. La prima è attiva dal 31 luglio in Piazzale alla Valle, dove il bellinzonese - autore l’anno scorso della Nuvola in Piazza del Sole - ha realizzato un fiatatoio di nebbia fredda, mentre la seconda è stata inaugurata ieri sulla scalinata che dalla chiesa parrocchiale dedicata ai santi Cosma e Damiano scende su piazza del Ponte. Si tratta di un fascio di nebbia che si inserisce, come il fiatatoio, in una riflessione voluta dal Municipio, e in particolare dal Dicastero pianificazione diretto da Francesca Luisoni, «per far discutere e riflettere sullo spazio urbano che caratterizza il cuore di Mendrisio. Per discutere su piazza del Ponte in un modo diverso, spostando volutamente l’attenzione da quel “Piazza ri-costruita o piazza vuota?” e riportandola su tutta la via Lavizzari, oggi irrinunciabile arteria di transito che taglia il centro di Mendrisio, caratterizzata in passato dallo scorrere del fiume Morée». Ed è proprio lo scorrere del fiume – con i suoi sbuffi freschi e le sue cascate – che in questi giorni torna, in forma artistica e astratta, per le vie del Borgo.

Nicola Colombo in Piazzale alla Valle.
Nicola Colombo in Piazzale alla Valle.

Un gesto per la popolazione

Come spiega Nicola Colombo, l’intervento nasce dalla volontà del Comune di realizzare qualcosa per la popolazione. Il «meccanico creativo» (così si definisce lui stesso) ha indossato quindi i panni del viaggiatore alla scoperta del Borgo.

«Ho trovato un paese molto bello dove si è deciso di investire in una piccola iniziativa come questa che porta qualcosa di nuovo e di fresco alla gente che ci vive ma anche a chi, da fuori, decide di venire a vedere le installazioni. Quando ho visto la chiesa parrocchiale, così grande e pesante, - racconta - ho pensato di sollevarla da terra e farla volare nella nebbia». E proprio la nebbia, ormai marchio di fabbrica dell’artista bellinzonese, che nebulizzata molto finemente va a formare una cascata sulla quale sembra fluttuare la chiesa. Il tutto a richiamare il fiume Morée che scorre, sotto terra, lì accanto.

Per limitare il consumo di acqua la cascata è attiva in fasce orarie diverse (tutti i giorni dalle alle 7.30 alle 9.30, dalle 11.45 alle 12.15 e dalle 17 alle 20; inoltre sabato e domenica anche dalle 10.15 alle 11.45) fino a fine ottobre.

«Vista la penuria di acqua nella zona, - continua l’artista - abbiamo fatto particolarmente attenzione a non consumarne troppa: parliamo di un bicchiere al giorno per abitante». Inoltre, il consumo idrico è compensato dalla riduzione dell’irrigazione nell’area.

Una scommessa vinta

E se questa seconda installazione è sicuramente più scenografica della prima, è il fiatatoio o geyser freddo, ad aver rappresentato una sfida più impegnativa per Colombo. «È stata una scommessa - sottolinea - perché, per capire come realizzarlo, mi sono avventurato nelle grotte del fiume Morée come un vero turista viaggiatore alla scoperta della regione». Dalla griglia posizionata in Piazzale alla Valle escono 2.000 litri di aria fredda al secondo che, a contatto con l’aria calda, formano le nuvolette e rinfrescano l’intera area. Come spiega in una nota il Municipio, l’effetto del geyser, come quello della nebbia, non è solo un intervento estetico «ma anche un piccolo gesto per combattere le bolle di calore».

L’installazione inaugurata ieri in piazza del Ponte è stata resa possibile grazie al supporto dell’UTC, delle AIM e alla Parrocchia di Mendrisio che ha aderito alla proposta concedendo l’uso della scalinata.

L’anno scorso la nebbia alla Biennale di Venezia

La nebbia del ticinese Colombo è stata protagonista l’anno scorso alla 58.esima edizione della Biennale di Venezia, nell’opera di Lara Favaretto «Thinking head» posizionata in cima al padiglione principale. La nebbia, finissima e naturale, che come il pensiero usciva dalla testa del padiglione (da qui il titolo «Thinking head») era prodotta dal macchinario di nebulizzazione realizzato da Colombo, insieme alla sua compagna Monica Sciarini, nell’atelier di Nephos Swiss fog nel cuore della Turrita.