MethylX

Una nuova arma contro i tumori “impossibili”

A tu per tu con MethylX, la startup che usa la metilazione per sviluppare mini-anticorpi contro i tumori, in gara al Press Start Award 2026.
Red. Online
15.09.2026 06:00

Intervistiamo Concetta Guerra e Andrea Cavalli, co-founder della startup MethylX, una delle 7 realtà che partecipano al Press Start Award 2026, il concorso promosso dal Gruppo Corriere del Ticino e Boldbrain Startup Challenge che premia la startup che meglio saprà trasmettere la propria idea e valore al pubblico ticinese.

Se doveste spiegare la vostra soluzione a chi non è del settore, come la raccontereste in poche parole? Molti degli attori chiave del cancro sono invisibili per i farmaci tradizionali. È il caso dei fattori di trascrizione, proteine che guidano la crescita e la diffusione del cancro, ma che sono rimaste a lungo “undruggable”, cioè impossibili da colpire. Grazie al nostro lavoro di ricerca in laboratorio, abbiamo scoperto che, talvolta, nelle cellule tumorali queste proteine presentano sulla loro superficie una piccola modifica chimica, la metilazione, che le rende visibili. L’innovativo approccio terapeutico di MethylX sfrutta questa caratteristica per sviluppare mini-anticorpi capaci di riconoscere e bloccare selettivamente i fattori di trascrizione modificati, causando la morte delle cellule tumorali e preservando quelle sane. La dimostrazione della validità di questo approccio è arrivata dal nostro primo candidato farmaco, MX-1, sviluppato per il tumore alla prostata, che nei test di laboratorio ha dimostrato di bloccare efficacemente la crescita tumorale senza effetti collaterali rilevabili.

Qual è stato finora il momento più difficile del vostro percorso imprenditoriale, e come lo avete superato?

Il momento più difficile è proprio quello che stiamo affrontando adesso, ossia la costituzione della startup, momento che segna ufficialmente il passaggio dal mondo accademico a quello imprenditoriale. MethylX nasce da molti anni di ricerca scientifica, un ambiente che conosciamo molto bene, ma trasformare una scoperta di laboratorio in una terapia e, allo stesso tempo, costruire un’azienda richiede competenze e una prospettiva molto diverse. È una sfida stimolante che stiamo affrontando con il supporto dell’USI Startup Centre, lavorando per reperire i finanziamenti necessari alle prossime fasi dello sviluppo e costruendo progressivamente una rete di persone con esperienze complementari alle nostre, dal business development agli aspetti clinici e traslazionali.

Cosa vi ha dato l'ecosistema ticinese che non avreste trovato altrove e cosa, invece, vorreste che il territorio offrisse di più alle startup? L’ecosistema ticinese ha offerto condizioni ideali per la nascita di MethylX, concentrando in uno spazio geograficamente ristretto competenze scientifiche e cliniche di alto livello, una forte propensione all’innovazione e strumenti di supporto alla creazione d’impresa, come l’USI Startup Centre e Fondazione Agire. Un aspetto che potrebbe essere rafforzato è la capacità del territorio di sostenere la crescita di startup nel settore life science, attraendo importanti capitali di investimento, e mettendo a disposizione spazi di laboratorio attrezzati e strumentazioni necessarie.

Dove vedete la vostra startup fra tre anni, e qual è il prossimo traguardo concreto che volete raggiungere?

Fra tre anni vorremmo vedere MethylX raggiungere una tappa fondamentale del suo percorso: il completamento degli studi preclinici regolatori e l’avvio del primo studio clinico di Fase I con MX-1, il nostro candidato farmaco per il tumore alla prostata. Sarebbe il passaggio concreto dal laboratorio alla clinica, portando per la prima volta la nostra scoperta fino ai pazienti. Il prossimo traguardo, invece, è chiudere il primo round di finanziamento, che ci permetterà di sostenere le attività necessarie per accompagnare MX-1 verso gli obbiettivi futuri.

Se poteste “rubare” un superpotere alle altre startup in gara, quale scegliereste? Forse “ruberemmo” la velocità. Molte delle altre startup in gara operano in settori che permettono di trasformare un’idea in un prodotto e raggiungere il mercato in tempi relativamente brevi. Nel nostro settore, il biotech, la strada dal laboratorio ai pazienti è necessariamente lunga perché richiede, oltre ad anni di ricerca, diverse fasi di sviluppo preclinico e sperimentazione clinica, indispensabili per valutarne l’efficacia e la sicurezza. Se potessimo quindi “rubare” un superpotere, sarebbe quello di accorciare questa strada mantenendo intatto il rigore di ogni fase, per far arrivare nuove terapie ai pazienti il prima possibile.

Perché i lettori del Corriere del Ticino dovrebbero votare proprio voi?

Perché votare MethylX significa sostenere la crescita e la visibilità di un progetto nato dalla ricerca in Ticino, che ha l’ambizione e le basi scientifiche per trasformare una scoperta di laboratorio in una nuova opportunità terapeutica per i pazienti oncologici, contribuendo allo stesso tempo alla crescita del biotech sul territorio e premiando il coraggio di affrontare un problema complesso con un approccio innovativo.

Per votare la startup MethylX, aiutarla ad aggiudicarsi il premio di CHF 10'000 e provare a vincere un buono Digitec di CHF 200.-, visitate il portale di Press Start Award 2026.

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