Una nuova casa senza troppi fronzoli per i pompieri della Lavizzara

Chiamatela caserma oppure, semplicemente, deposito. L’importante per il Corpo pompieri di Lavizzara è che presto potrà contare su di una nuova casa a Peccia. Una nuova sede, al posto di quella devastata dall’alluvione dell’estate 2024, che sarà semplice, essenziale, senza fronzoli. Così ha deciso giovedì sera il Consiglio comunale di Lavizzara al termine una discussione fiume iniziata con la proposta di un ulteriore rinvio del messaggio con la richiesta di credito di 1,38 milioni di franchi per l’opera. Opera che sarà realizzata riutilizzando la struttura che fino a qualche tempo fa ospitava la Beachvolleyhalle di Berna, dopo che già lo scorso settembre il Municipio lo aveva ripreso in mano sulla scorta delle osservazioni formulate dalle Commissioni della gestione e dell’edilizia. Proprio quest’ultima, per voce del relatore Nelson Ernst (Lavizzara Unita), ha espresso rammarico per il fatto che di quelle osservazioni non sia stato tenuto conto nella stesura del nuovo messaggio. «Sulla necessità di costruire una nuova caserma, anche provvisoria, siamo tutti d’accordo, ma la struttura deve costare il meno possibile. Tutti gli elementi “chic” non servono», ha argomentato Ernst, chiedendosi se non fosse addirittura il caso di cambiare progettista. Scelta, quest’ultima, che secondo il capogruppo di Lavizzara Unita Rolando Canepa non sarebbe corretta. «La progettista deve però accogliere le richieste di modifica scaturite negli scorsi mesi dall’esame del messaggio», ha aggiunto Canepa, avanzando dubbi sul fatto che l’informazione in questo senso da parte del Municipio fosse passata. Per il municipale Lauro Rotanzi certe considerazioni sull’operato della progettista - l’ingegnera Cristina Zanini Barzaghi - sono ingenerose. «Si è subito impegnata per trovare una nuova sede proponendoci il riuso della Beachvoleyhalle di Berna e si è spesa per reperire fondi per finanziare l’opera. Lasciamola lavorare, è un’ottima progettista».
Nessun ulteriore rinvio
Bocciata la proposta di rinviare la discussione sul messaggio, il Legislativo si è concentrato sull’emendamento della Gestione che mirava a contenere entro il milione di franchi i costi dell’opera. Emendamento che è stato accettato dalla maggioranza (12 a 5) dei consiglieri comunali. «La nostra proposta consente di salvare capra e cavoli», ha esordito il relatore commissionale Rudy Vedova (Lavizzara Unita): l’ubicazione scelta è forse l’unica possibile secondo il Piano regolatore, la licenza edilizia è stata concessa e l’operazione consente anche di sistemare l’area artigianale di Peccia. «Ora si tratta di rivedere il progetto in modo da costruire una sede semplice», ha proseguito Vedova. Una caserma o, come la definisce il Cantone, un deposito pompieristico che potrà poi essere affittato alle ditte locali una volta che si sarà trovata una soluzione definitiva riguardo alla nuova sede dei vigili del fuoco. «Da domani mattina il Municipio dovrà iniziare a trovare una sede definitiva, anche solo per il posto comando che il Cantone non consente di installare nel deposito per mezzi e materiale in uso pompieri previsto a Peccia a causa del pericolo residuo in caso di alluvionamenti», gli ha fatto eco Claudio Donati (Lavizzara al Centro). «Se il Municipio all’unanimità ha deciso di riproporre questo progetto è perché delle modifiche sostanziali sono difficilmente applicabili», ha replicato il sindaco Gabriele Dazio. Un progetto che l’Esecutivo ritiene valido, realizzabile a breve ed i cui costi sono coperti nella misura del 75%. Certo, lo si può sempre cambiare, ha aggiunto Dazio, ma ciò richiederebbe tempi lunghi. «Dare una nuova casa ai nostri 32 pompieri è però urgente. Se la meritano. Se proprio non vi sono alternative, il Municipio è disposto ad aderire all’emendamento proposto dalla Gestione», ha concluso il sindaco. Alla fine, come detto, l’emendamento è stato accettato e i costi per la nuova sede dei pompieri di Lavizzara dovranno dunque essere contenuti in un milione di franchi.
Centro sportivo, un passo avanti
Un’altra importante opera che la Lavizzara vuol ricostruire è il Centro sportivo con la pista di pattinaggio. Dal punto di vita architettonico, ha spiegato il sindaco, lo studio di fattibilità è stato presentato di recente al Cantone. Prevede due varianti: una struttura con una semplice copertura oppure un palazzetto agibile 10-11 mesi all’anno. Prima di procedere occorre però uno studio di fattibilità anche sugli aspetti finanziari. Studio, dal costo di 44 mila franchi, che sarà affidato alla BDO: dovrà chiarire se l’opera è sostenibile. In particolare, è stato evidenziato giovedì da tutti gli interventi che hanno preceduto il via libera al credito, si dovranno chiarire i costi di gestione, che per la struttura distrutta dall’alluvione erano diventati insostenibili. Da definire con chiarezza anche a chi competerà la conduzione operativa della struttura.
