Processo

Una vita costellata di reati e una nuova, nuova possibilità

Venti mesi interamente sospesi a un trentunenne plurirecidivo per aver commesso rapine nel 2024 a Mendrisio per drogarsi - Da allora riga dritto: «È nato mio figlio, mi è cambiato il mondo» - Dovrà seguire norme di condotta per quattro anni
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
13.07.2026 15:31

In generale, i procedimenti penali che si trascinano non sono forieri di buone cose. Non stavolta. Se l’imputato non dovrà scontare la sua pena in carcere, è anche perché nell’anno trascorso tra il rinvio a giudizio e il dibattimento di oggi ha dimostrato con i fatti di avere probabilmente dato una svolta alla sua esistenza. O, perlomeno, ha saputo convincere la Corte a dargli una nuova, nuova possibilità. E così, per due rapine commesse nel mondo dello spaccio di droga e alcuni furti per procurarsi i soldi per comprare cocaina, il trentunenne plurirecidivo residente nel Luganese è stato condannato a venti mesi sospesi per quattro anni, accompagnati dall’obbligo di rispettare diverse norme di condotta: astinenza totale e relativi controlli per verificare che righi dritto, seguire un percorso psicoterapeutico ambulatoriale, e lavorare. Tutte cose che l’imputato, difeso dall’avvocata Giorgia Maffei, sta facendo con successo da un anno e mezzo almeno. Cosa è cambiato? «È nato mio figlio e mi ha cambiato il mondo. Ora non ci penso più a fare cose del genere. In passato pensavo solo a me stesso, ora non è più così». «Si sta prendendo le sue responsabilità come individuo, come padre e come marito - ha sottolineato il giudice delle Assise correzionali Curzio Guscetti: - mi raccomando, continui così».

Pessime premesse, eppure...

Le premesse, va detto, non erano buone. Se il processo si fosse svolto più a ridosso dei fatti per l’uomo si sarebbero con tutta probabilità riaperte le porte del carcere. La sua storia criminale parla infatti di diverse condanne legate alla sua dipendenza da sostanze e da un carattere patologicamente irascibile. Nel 2020 in particolare era stato condannato quasi a quattro anni, e nel 2022 aveva rimediato ulteriori 22 mesi, tutti da scontare. E, soprattutto, i nuovi reati per cui era a processo oggi, li aveva commessi subito dopo essere stato scarcerato.

Nel frattempo, però, qualcosa in lui è mutato: la nascita del figlio ha coinciso con il matrimonio e con il miglioramento della salute dei propri genitori. Parimenti ha saputo agganciarsi a una rete, con il supporto dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa che gli ha dato un curatore amministrativo. Inoltre ha iniziato un percorso psicoterapeutico e una cura farmacologica che gli permettono di tenere a bada «il nervoso». Infine, ha trovato un impiego presso un Ente pubblico sottocenerino, con buoni frutti e soddisfazioni. «Ci vuole tempo a cambiare - ha detto lui in aula - ma penso di starci riuscendo. Oggi sto bene e sono felice».

Un’eccezione

L’imputato, in altre parole, ha fatto (e soprattutto dimostrato) quanto basta per convincere la Corte a mantenerlo in libertà. «In casi di recidiva come il suo - ha ricordato il giudice Guscetti - il Codice penale porta la Corte su una pena espiativa, e solo in casi eccezionali si può fare eccezione. Dati i suoi sviluppi una pena espiativa non darebbe però risultato. Metterla in carcere distruggerebbe i legami e le prospettive lavorative che si è creato». La Corte ha dunque optato per la sospensione dell’intera pena, con un periodo di prova piuttosto lungo: quattro anni durante i quali dovrà attenersi alle norme di condotta. Dovesse sgarrare, ha ricordato Guscetti all’uomo, dati i suoi trascorsi si aprirebbero probabilmente subito le porte del carcere.

Nel dettaglio

Il procedimento è stato segnato da un accordo sulla pena fra accusa - titolare dell’inchiesta era la procuratrice pubblica Chiara Buzzi - e difesa, che è poi stato sostanzialmente accolto dalla Corte. Le due rapine con coazione, a distanza di due giorni, sono state compiute nell’agosto del 2024 a Mendrisio nello stesso appartamento e ai danni della stessa persona, attiva nell’ambito dello spaccio di droga. Esse sono state commesse con dei correi: uno già condannato negli scorsi mesi, l’altro in attesa di giudizio. In entrambi la refurtiva ha ammontato a qualche centinaio di franchi. Lo stesso importo che l’uomo ha raggranellato in una nottata di furti commessi a Coldrerio a inizio novembre 2024, quando ha forzato l’ingresso della buvette del campo sportivo, del Servizio dell’educazione precoce speciale e della Scuola elementare. Quattrocento i franchi sottratti, 5.600 i danni causati.