Mendrisiotto

Un'altra minaccia dall’Asia, questa volta ai fichi

Si moltiplicano le segnalazioni per la presenza del punteruolo nero del fico alle nostre latitudini – In Ticino il coleottero è stato rilevato per la prima volta nel ‘24 a Novazzano e Balerna e ancora oggi i casi accertati sono tutti nel Mendrisiotto – Come identificarlo e cosa fare
©CdT/Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
30.07.2026 06:00

Chi possiede piante di fico è vivamente invitato a controllare minuziosamente i loro tronchi. Nel Mendrisiotto (finora sono stati rilevati casi solo lì) c’è infatti una nuova minaccia. Proviene (ancora) dall’Asia ed è (ancora) legata a un coleottero. Non quello ormai noto chiamato coleottero giapponese (Popillia japonica), ma il punteruolo nero del fico (Aclees taiwanensis, abbreviato in At).

La sua presenza alle nostre latitudini è stata notata (e accertata) nel 2024 a Novazzano e Balerna e da subito ha destato preoccupazione. Sebbene non si tratti di un organismo da quarantena (parassiti la cui insorgenza può avere conseguenze pesanti, ndr), è infatti un insetto temuto. Quando attacca una pianta di fico la porta a un deperimento generale, fino alla morte (ci torneremo tra poco). E questo sta accadendo un po’ in tutto il Mendrisiotto. Lo conferma Cristina Marazzi, responsabile del Servizio fitosanitario della Sezione dell’agricoltura, a cui abbiamo chiesto un aggiornamento sulla diffusione dell’insetto sul nostro territorio. «Fino ad oggi – spiega in relazione all’area di diffusione – sono pervenute segnalazioni di punteruolo nero del fico, poi confermate, solamente nel Mendrisiotto. Ci sono inoltre due casi sospetti ancora da verificare: uno nel Luganese e uno nelle Centovalli (poco probabile)».

I numeri e le segnalazioni

Per quanto concerne i numeri, i casi segnalati sono stati 15 nel 2024, 2 nel 2025 e 5 nel 2026, «per un totale di almeno 22 piante attaccate, tutte nel Mendrisiotto». Il sospetto è tuttavia che nella realtà questo numero potrebbe essere maggiore, non è infatti certo che tutti i casi siano stati segnalati al Servizio fitosanitario cantonale. In caso di ritrovamenti sospetti l’invito è a contattare via email il Servizio allegando delle fotografie dei sintomi e/o degli insetti e indicando il luogo esatto della scoperta.

Le strategie di attacco

Il punteruolo nero del fico, come scritto, attacca le piante di fico comune e rappresenta una grave minaccia per questa specie. Gli adulti di At si nutrono infatti di gemme, foglie e infruttescenze, defogliando le piante e rendendo invendibili i frutti. Mentre le larve di questo insetto si sviluppano all’interno della pianta scavando numerose gallerie nel legno sottocorticale, compromettendone la vitalità. Nelnumero di febbraio del Bollettino fitosanitario cantonale si sottolinea che «il deperimento generale può portare alla morte dell’intero albero. Il processo di deterioramento viene inoltre accelerato da altre infezioni, in particolare fungine, che trovano una via facilitata di penetrazione nelle gallerie e nei fori di emersione degli adulti».

La lotta «manuale»

L’invito ai possessori di piante di fico è al monitoraggio degli alberi, in particolare cercando la presenza di fori alla base del tronco. A complicare la lotta contro questo insetto è il fatto che non esistono prodotti fitosanitari omologati per combatterlo. «Ad oggi – conclude Marazzi – gli studi condotti (noti sono, in particolare, quelli in Toscana) non hanno portato all’individuazione di un prodotto adatto all’omologazione. Al momento l’unico metodo efficace per combattere l’insetto è la lotta meccanica». Lotta meccanica significa cattura manuale. Per farlo ci si può aiutare con dell’acqua: «In caso di sospetta presenza, bagnare abbondantemente il terreno e spruzzare acqua nei fori di sfarfallamento in modo da spingere gli adulti a fuoriuscire dal tronco per catturarli», si spiega ancora nel Bollettino. L’acqua inonda infatti le gallerie e spinge gli insetti ad uscire in superficie. Un altro metodo «fai da te» per contrastare l’insetto e aiutare le proprie piante di fico è coprire la base dell’albero (il colletto) con un telo o una rete molto fine.