Lugano

Undici richieste di intervento al giorno: anno record per i pompieri della città

Nel 2025 il Corpo cittadino ha effettuato 1.599 interventi di soccorso, registrando un aumento di 136 prestazioni rispetto al 2024 – Focus sull’assunzione di nuovo personale professionista e sull’operatività 24 ore su 24
Nel 2028 il Corpo festeggerà il 175.esimo anniversario con l’inaugurazione della nuova caserma. © CdT/Gabriele Putzu
Valentina Coda
05.05.2026 20:29

L’anno scorso al numero civico 127 di via Trevano il telefono ha squillato ogni giorno circa undici volte per richieste di interventi di soccorso. Quante? Esattamente 1.599, per un totale di 3.799 prestazioni erogate da centosessantasei militi, compresi i servizi alla popolazione. «I numeri continuano a salire e la mole di lavoro ci cade addosso. Abbiamo quindi bisogno di nuove risorse», ha sintetizzato il comandante del Corpo Civici Pompieri di Lugano, Federico Sala, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto di attività 2025, in cui viene anche sottolineata l’assunzione di nuovo personale professionista. D’altronde, i tempi cambiano, così come le esigenze del nostro territorio e le sfide climatiche sempre più complesse a cui siamo confrontati. Non a caso, infatti, il 2025 è stato definito come «un anno record» per quanto riguarda gli interventi di soccorso: più 136 rispetto al 2024. E dall’inizio di quest’anno sono già ben 450.

Di cifre e curiosità

Il numero di interventi di soccorso è aumentato in modo significativo, dicevamo. E la parte del leone continua a farla il fuoco, con 629 prestazioni erogate dal Corpo (parliamo del 40%), seguito a ruota dalle disinfestazioni e dagli interventi ABC (atomico, biologico, chimico). La stragrande maggioranza di questi interventi sono stati effettuati dai militi della caserma di Lugano, praticamente il 90%. Il restante è opera dei pompieri delle sedi distaccate all’aeroporto di Agno (in funzione dal 2023) e di quella al Centro intervento FFS a Melide, attivo dall’anno scorso dopo che il Corpo cittadino ha fatto una valutazione su tempi di intervento e traffico quotidiano (anche) a sud della città. Il Corpo Civici Pompieri di Lugano, è noto, serve ventiquattro Comuni convenzionati. Spulciando il rapporto di attività 2025 vengono anche riportati il numero degli interventi effettuati comune per comune. Inutile dirlo, Lugano detiene il primato con 850 prestazioni, ma sul podio ci sono anche Bioggio (75), Collina d’Oro (62) e Massagno (49). Non è stata tralasciata la parte più curiosa, ovvero gli interventi di rilievo – e anche con un grado di complicazione elevato – effettuati l’anno scorso dai pompieri della città. Il 9 gennaio, qualcuno si ricorderà, era stata recuperata una trivella da cantiere inabissata nel Ceresio, sotto il ponte diga di Melide, a una profondità di circa dieci metri. Un intervento «impegnativo», ha ricordato Sala, perché «inizialmente abbiamo dovuto scongiurare la dispersione di materiale inquinante». Senza dimenticare l’incendio di una cella del carcere la Stampa il 9 febbraio, «complicato» anche quello, perché «ci sono dei protocolli di sicurezza del carcere molto rigidi che devono essere rispettati anche dai militi». Oppure il doppio intervento di una squadra di pompieri, il 17 ottobre, per un incendio a Massagno e a Breganzona. Ma anche il recupero di un’auto finita nel riale ad Agno dopo aver urtato un altro veicolo.

Occhi sull’obiettivo

Oltre a ripercorrere cosa è stato fatto l’anno scorso, la conferenza stampa è stata anche l’occasione per gettare uno sguardo al futuro e ai principali progetti per questo 2026. Punto fondamentale, come accennato, sarà l’assunzione di nuovo personale professionista. Negli scorsi mesi, infatti, è stato pubblicato un concorso per l’assunzione di 4-5 aspiranti pompieri professionisti e un responsabile dell’officina meccanica. L’inserimento di queste risorse porterà l’organico complessivo a 46-47 unità. Inoltre, sempre quest’anno potrebbero essere avviati i lavori per la costruzione del nuovo piano sopra la vecchia autorimessa lato via Trevano. C’è però un progetto particolarmente importante che il Corpo cittadino vorrebbe portare a compimento. Ed è quello del passaggio a un’operatività 24 ore su 24 con personale professionista. A rimarcare l’importanza di questo obiettivo è stata anche la capodicastero Sicurezza Karin Valenzano-Rossi. «Non è solo il numero di interventi a crescere, ma anche la tipologia di eventi di rischio che sta mutando. In questo contesto, serve quindi adattare la risposta operativa puntando sulla formazione e sul capitale umano». L’avvio del progetto 24 ore (si passa da un servizio di 12 ore a un modello operativo continuo), oltre a essere una garanzia di migliore prontezza d’intervento permetterà anche di regolare i turni dei pompieri, garantendo un migliore equilibrio tra riposo e lavoro.

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